Olio d’oliva extra vergine.
Per poter chiamarsi tale la temperatura di spremitura deve essere inferiore ai 50° C.
In realta’ le spremiture degli oli extra vergini di qualita’ non viene mai fatta a temperature superiori ai 37°/40° C.
Per ottenere 1Kg di olio extra vergine di oliva servono da un minimo di 3Kg di olive delle piu’ succose fino a 10Kg per quelle con meno polpa.
Tipicamente quest’ultime sono delle olive molto piccole ed il nocciolo incide molto sul peso dell’oliva.
Esistono molte varieta’ di ulivi è quindi difficile dare dati corretti sulla superficie necessaria per albero e quantita’ di olive prodotte da ciascun albero, soprattutto in luce del fatto che le annate variano molto in termini di produzione ma si puo’ dire che un albero fa mediamente 30Kg di frutto.
I costi si misurano soprattutto in fatica e ore spese pulire gli uliveti ed a tagliare i rami degli alberi che richiedono un forte ringiovanimento dopo la raccolta. Esempio. Un uliveto di 400 alberi puo’ impegnare per un giorno ottanta tagliatori esperti o per ottanta giorni uno dei suddetti tagliatori.


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Salve a tutti vorrei fare delle precisazioni sulla denominazione olio d’oliva extra vergine.
La temperatura alla qualle andrew fa riferimento è quella dell’ acqua aggiunta nella fase di gramolazione delle olive (fase in cui viene preparata la pasta oleosa che andrà alla pressatrice e ci darà poi l’ olio di oliva) questo parametro non determina assolutamente la dicitura olio extra vergine.
In realtà la denominazione “extra verigine” è data da svariati parametri, il piu significativo è quella dell’acidita libera espressa in acido oleico che è di 0,8 g di acido oleico per 100 g di olio, in sostanza un olio extra vergine è considerato tale se la sua acidità è minore o uguale allo 0,8% questo secondo il regolamento comunitario 1989/03 dell’ 1 novembre 2003.
Poi solo a scopo di conoscenza, (qui entriamo sul tecnico se volete dedico un articolo alla produzione di questo straordinario prodotto alimentare che è il cardine della dieta mediterranea), gli altri parametri sono le estinzioni specifiche a 232 e a 270nm, la resistenza all’ ossidazione, i componenti tossici,i fenoli le percentuali oleiche, è un parametro da poco introdotto quello del panel test ossia la quantifica sensoriale fatta dall’ uomo che deve misurare l’ assenza dei difetti, quali morchia, avvinato, muffa, rancido e la presenza dei pregi(perchè anche il pregio è elemento determinante per la qualifica di extra vergine) quali, fruttato amoro e piccante.
Scusate se mi sono un pò dilungato ma un’ alimento così importante merita di essere conosciuto meglio e ricordate usate l’olio d’oliva anche per friggere perchè a differenza di quello di semi carbonizza a temp. più alte quindi produce meno sostanze cancerogene di conseguenza è più salutare.
Ciaoooooooooooooo un saluto a tutti dal salento
…in linea di massima confermo i dati pubblicati l’anno scorso da Andrew:
sono in liguria, in provincia di Savona e stiamo raccogliendo le olive della campagna di proprietà del nonno.
In due persone in 10 ore di lavoro si raccolgono quasi 100 kg di olive (= a 4 / 5 piante).
Da una nostra pianta (sono abbastanza “selvagge”, piccole, poco seguite, mai potate, poca acqua, zero concime) riusciamo a ricavare tra i 10 e i 20 kg di olive.
Da questi 100 kg di olive sono usciti circa 14 litri di olio.
E’ un gran bel lavoro sì…stendere le reti, spogliare i rami (stiamo usando un cogliolive elettrico (venduto da http://www.agrotechnic.it) che funziona bene e senza il quale sarebbe stato praticamente impossibile), poi separare le olive dalle foglie e portarle a frangere…
…ma che grande soddisfazione…