scuola italiana (AA 2009-2010)

… una testimonianza da parte di chi c’è dentro!
Pensa, negli ultimi mesi ho lavorato a tempo pieno, nella scuola, e non ho ancora visto un soldo.
Oggi, ad una riunione sindacale e poi al collegio docenti il preside ha detto che non può pagare i supplenti (io lavoro in una scuola pubblica con un incarico annuale, in un corso di formazione regionale con un altro incarico annuale e lì come supplente).
La scuola pubblica non può più pagare i supplenti.
E’ lungo da spiegare, ma in sintesi i docenti di ruolo sono pagati dal tesoro e i supplenti, così come tutte le altre spese delle scuole, da un fondo che il ministero della pubblica istruzione dovrebbe rinnovare ogni anno alle scuole… per materiali, esami di maturità, progetti, viaggi di istruzione e soprattutto supplenze.. Ecco. Tutte le scuole pubbliche hanno crediti di centinaia di migliaia di euro. Crediti. Cioè soldi che dovevano prendere e che il Ministero ha detto, con atti d’ufficio e non chiacchiere, che sarebbero arrivati, che dovevano essere contati, messi a bilancio.
La scuola in questione dove lavoro ha un credito di 290.000 euro.
Ora, nel momento in cui le scuole devono approvare i bilanci, adesso, entro metà febbraio, il Ministero ha comunicato che quei crediti non devono essere più contati, che è come se non esistessero, e in più ha tagliato drasticamente i fondi.
Nelle scuole – sono serio – da tempo non ci sono più libri, materiale, non si possono fare fotocopie, i bagni sono sporchi, manca la carta igienica, sono stati tagliati tutti i progetti, nessuna classe fa più gite, nessuna, nessun viaggio di istruzione o di classe, e ora siamo alla fine.
Non possono neanche più prendere supplenti. Tre giorni fa un mio collega supplente (aveva supplenza fino a fine anno) è stato fermato mentre stava entrando in classe con le verifiche corrette: gli hanno detto che non poteva più lavorare, che non potevano rispettare il contratto.
Questo accade nel silenzio generale, che è dovuto a due cose:
la prima, ovvia, è che in Italia non c’è una libera informazione e che la propaganda governativa dice quel che vuole e infatti proprio in questo momento ha fatto approvare una nuova finta riforma della scuola superiore e ne parla come di una rivoluzione che rende la scuola italiana finalemente europea… quando è tutto allo sfascio e l’unica cosa che funziona è l’impegno di tanti insegnanti che nonostante tutto cercano di fare del loro meglio (anche se i coglioni, certo, non mancano mai – di fannulloni invece nella scuola ti assicuro che non ce ne sono… sarebbe impossibile, corrono tutti come dei matti, ovunque);
la seconda cosa che causa il silenzio è che da qualche anno con la legge sull’autonomia hanno trasformato le scuole in aziende e ora devono occuparsi di pubblicizzarsi e se gridano all’allarme e dichiarano di lasciare classi senza insegnanti per mesi e mesi si fanno un cattivo nome (anche se non è colpa loro) e perdono nuovi iscritti (e, oltre al fatto che i pochi fondi che ancora si ricevono sono proporzionali al numero di iscritti, se non ci sono alunni non c’è neanche lavoro). E’ allucinante.
Ora è così che va… Io vorrei essere controllato. Dovrebbero controllarmi in qualche modo per vedere se lavoro bene o se leggo il giornale in classe… Mi piacerebbe tanto, anche perchè io faccio delle cose niente male : )
… Mi impegno sul serio con attività e laboratori, anche perchè mi viene normale pensare che se lavoro bene se ne accorgono e lavorerò sempre di più, e invece non gliene frega niente a nessuno, a chi gestisce la scuola intendo.
Contano le firme, il registro compilato e il bilancio… come in tutte le aziende… Guadagno e formalità, burocrazia e al di la di tante belle parole quel che imparano i ragazzi è l’ultima delle preoccupazioni, l’ultima. E non è colpa dei presidi. Ma di chi vuole distruggere la scuola pubblica. L’anno prossimo saranno ancora tagliati fondi presumibilmente e il sindacato dice che saranno licenziati migliaia di bidelli e che con questa operazione otterranno con facilità di far chiudere molte scuole (in modo indiretto e quindi mascherato) per il semplicissimo motivo che non ci sarà nessuno ad aprire e chiudere… e quindi faranno accorpamenti e renderanno tutto ancora più invivibile.
E ora nella scuola in cui sono, ma è così in tutte le scuole italiane, sono sull’orlo del fallimento. E da me, visto che mancano 5 insegnati di ruolo, hanno provato a rifare tutto l’orario scolastico per ridistribuire le loro ore ai docenti di ruolo in servizio (perchè direttamente pagati dal tesoro) ma oltre al delirio di cambiare tutto a febbraio, è assolutamente impossibile a meno di non far fare Scienze e Matematica agli insegnanti di Lettere… e così hanno solo due possibilità: o lasciare diverse classi senza Scienze, Matematica e Inglese e altre materie da qui fino a fine anno facendo di fatto un’interruzione di servizio pubblico che è da galera, oppure prendere i supplenti come me e pagarili con altri fondi (che dovrebbero servire per le ore in più che per tanti motivi i docenti di ruolo fanno, che quindi non verrebbero in questo retribuiti) facendo falso in bilancio e falso d’ufficio e comunque non potendo pagare subito. E forse succederà così. E io non so quando mi pagheranno il lavoro che ho già fatto e forse dovrò ancora lavorare senza sapere quando verrò pagato.

Il mio contratto con loro scade il 13 febbraio e avrebbero dovuto rinnovarmelo. Ci facevo affidamento. Non so che succederà.
E se un giorno vedrete al telegiornale un giovane precario della scuola che si lancia da un tetto… non sarò di certo io perchè piuttosto faccio una leva a tutti.
Ma amo questo lavoro e sto soffrendo davvero e disprezzo con tutto il cuore chi fa così tanto male al nostro paese e ai nostri rincitrulliti concittadini.
Ti ho spiegato della scuola, come ho fatto con molti altri, perchè vorrei che tutti sapessero.

Che milioni di persone si bevano quel che dice la televisione è la beffa più grande.

8 comments to scuola italiana (AA 2009-2010)

  • cassandra

    Sai, leggendo il tuo articolo provo tantissima rabbia e sdegno. Si sente la passione e l’amore che hai per i tuo mestiere, che immagino esegui con competenza.
    Dicono che non ci sono soldi e intanto non si sente altro che sprechi enormi di denaro pubblico e appalti colossali inutili e mal costruiti per sovvenzionare questo e quel delinquente.
    Mi domando che futuro potrà mai avere un paese che non investe nel dare una buona scuola ai propri figli e nel premiare le persone che fanno bene il loro lavoro.
    Non è mai successo nemmeno in passato, ma ora mi sembra che stiamo sull’orlo del precipizio, se non stiamo già scivolando giù, come quei paesi che stanno franando in questi giorni.

    Spero ti abbiamo rinnovato il contratto.
    In ogni caso, anche se non ci farai molto, hai tutta la mia solidarietà

  • paz…facci sapere qualcosa!
    ti han rinnovato il contratto?
    pagano?
    come stiamo messi???
    aggiornaci…

  • paz

    Ciao a tutti. Anche se dopo molto tempo, ringrazio per la solidarietà e aggiorno sulla situazione.

    L’anno scorso il contratto mi stato rinnovato per un mese. E poi basta. Ho dovuto tirare avanti come meglio ho potuto. Dalle scuole pubbliche sono stato pagato. E’ stato interessante notare che tutte le difficoltà di pagamento sono di fatto svanite quando sono usciti diversi articoli sui quotidiani e non appena paventata l’ipotesi di una intervista con Ballarò. Questo, ed altro, mi ha fatto capire che molto dipende anche dai Presidi.

    Penso che molti sappiano che con i tagli economici intervenuti nella scuola pubblica italiana quest’anno hanno perso il posto di lavoro 150mila persone — ripeto: 150mila persone (nella scuola primaria e secondaria, tra personale docente e collaboratori scolastici) e che altri tagli sono previsti per il prossimo anno scolastico.
    Da cosa derivano quasti tagli?
    1 – Riduzione dell’orario: meno ore di scuola vuol dire meno docenti; il taglio ha riguardato soprattutto le ore di materie culturali (esempio Lettere, Scienze…) in istituti tecnici e professionali. Ma anche in alcuni licei. Ecco: io lavoro ora in un liceo artisitico, so quindi molto benne quello di cui parlo: fino all’anno scorso Scienze all’artistico veniva fatta solo nel biennio (prima e seconda) per 3 ore alla settimana (totale di circa 100 ore l’anno) e ora sempre nel biennio siamo passati a sole 2 ore alla settimana (totale di circa 60 ore l’anno) – come ginnastica. Ridotte anche le ore di sostegno a parità di disagio. In classe ho un ragazzo con problemi gravissimi e lui ha il docente di sostegno solo per alcune ore… E nelle altre? Io che posso fare oltre a rivolgergli la parola ogni tanto per non farlo sentire escluso da un punto di vista morale? Giusto questo. Ovvio che non capisce nulla di quel che facciamo, ma se dovessi preoccuparmi della sua crescita chi lavorerebbe con gli altri 30? E allora chissenefrega della sua crescita, tanto è inferiore in partenza! Tutta questa profonda riforma, potrebbe forse avere alle spalle un qualche sentimento classista che ritiene che non tutti abbiano pieno diritto ad uguali opportunità di sviluppo e che non sia proprio in accordo col pensiero che, anzi, proprio chi è stato più sfortunato per condizioni di nascita e socio-culturali dovrebbe trovare nella scuola pubblica un maggiore aiuto? Potrebbe essere che il mantenimento dei più in uno stato di pressione e ignoranza permette ai pochi la libertà di spadroneggiare con le cose di tutti e che l’ignoranza si ottiene con l’indebolimento culturale oltre che cognitivo? Per lo meno è indiscutibilmente logico avere il dubbio che sia proprio così. Oppure sarà un caso.
    2 – Accorpamento delle scuole: vuol dire mettere tutti insieme, eliminare spese di gestione che vanno dallo stipendio dei bidelli al mantenimento delle strutture (magari si potesse parlare di sviluppo). Attualmente, nel liceo artistico dove lavoro, il Preside sta per fare causa alla provincia che non stanzia un finanziamento di poche migliaia di euro per l’abbattimento di una tramezza (per ricavare un’aula grande al posto di due piccole poco utilizzabili). La provincia non dà i fondi e si oppone sostenendo che la scuola ha altenative: portare gli studenti a fare lezione in aula magna. Peccato che i problemi di natura pratica siano moltissimi, e non è neanche il caso di parlarne… ma è per dare un’idea. Alla burocrazia legata al sistema di potere in cui ci troviamo non importa davvero nulla dei reali nostri problemi pratici. ALTRIMENTI SI PARLEREBBE DI QUELLI: salute, scuola-unisìversità-ricerca, infrastrutture-energia-ambiente! Non dei problemi giudiziari dei padroni dell’Italia.
    3 – Aumento del numero di studenti per classe. Occorrono commenti? Si superano i 30. Dico solo questo: uno dei più grandi insegnanti che ho incontrato una volta ha definito la Didattica come la Scienza che si occupa dell’azzeramento delle differenze che inevitabilmente vengono ogni volta a generarsi tra il messaggio trasmesso e la rappresentazione mentale che chi ascolta costruisce dentro sè. Questo necessita negoziazione dei significati. Cioè guardarsi negli occhi e parlare. Il problema della disciplina (comportamento) poi si assomma.

    I tagli sono partiti dalle classi prime di quest’anno scolastico 2010-2011. L’anno prossimo altri tagli perchè riguarderanno non solo le attuali prime allora divenute seconde, ma anche le nuove prime.

    L’annno scorso avevo avuto un incarico annuale anche se solo di poche ore. Quest’anno, a seguito di tutte queste riduzioni, neanche quello. Lavoro con contratti di un mese. A Novembre lavorerò? Come dicevo, ho capito che molto dipende anche dai Presidi. Come possono incidere in tutto questo? Ad esempio così: decidendo di lasciare una classe senza insegnante per il maggior tempo possibile anziche chiamare subito un insegnante a lavorare, ledendo il diritto dei lavoratori all’impiego e degli studenti a ricevere un’educazione che possa oltrettutto essere il più possibile organica e continuativa (io ora sto sostituendo una docente che era su due scuole – la prima scuola mi ha chiamato subito, la seconda dopo due settimane, eppure l’insegnante è andata via contemporaneamente da entrambe!); oppure facendo contratti ultra-precari in modo da risparmiare su tutte le ferie (ai supplenti, anche se in quanto lavoratori ne avrebbero il diritto sancito dalla legge, non spettano ferie: viene considerato da tutti ormai prassi normalissima (e nessuno vi si oppone in modo benchè minimo, nemmeno i sindacati) assumere il supplente fino all’inizio di qualunque vacanza, licenziarlo per far rientrare in servizio (durante le vacanze!) il docente di ruolo (che deve andare a mettere una firma), e poi riassumere il supplente – perchè quest’ultimo è pagato dalla scuola mentre il docente di ruolo o con incarico annuale direttamente dal Tesoro dello Stato. Ma chi avrebbe diritto al riconoscimento di quelle ferie? La pesona che stava lavorando o chi era assente ed era comunque già pagato (con pieno diritto) anche in quel periodo?

    Bene. I mass media principali hanno palinsesti guidati in cui la scuola non trova spazio se non nelle dichiarazioni degli ingnoranti e corrotti politici di turno. Il ministro dell’istruzione rifiuta un confronto pubblico con i rappresentanti di ricercatori, insegnanti e precari rispondendo che ne approfitterebbero per politicizzare l’incontro. Come se la politica (non la partitica) non fosse vita e l’unico modo in cui si può crescere e, dico io, amare su larga scala.

    Se qualcuno avesse delle informazioni o dei contatti interessanti per lavorare in realtà scolastiche all’estero, mi farebbe un gran favore a girarmeli (paolo.pazzaglia@alice.it). Perchè è quel penso di fare: insegnare, lavorare con i ragazzi, ma se possibile non qui.

    Ciao a tutti, paolo

  • NON E’ POSSIBILE
    LA SITUAZIONE DEGENERA A VELOCITA’ SUPERSONICA NELL’OMERTA’ E SILENZIO TOTALE
    INCREDIBILE

    E anche l’università va scatafascio!

    ecco i link alle lettere aperte dei presidi di facoltà del politecnico di torino e milano
    http://www.polito.it/php/news/index.php?idn=3132&lang=it
    http://www.polito.it/php/news/index.php?idn=3132&lang=it&id_file=4
    http://www.polimi.it/fileadmin/user_upload/futuro_universita.pdf

    qui di seguito ne copiaincollo uno stralcio così vi rendete conto di quanto è grave (ed ignorata) la situazione:

  • guest

    Il Senato Accademico del Politecnico di Torino ha deliberato l’inizio dell’Anno Accademico il 4 ottobre per il primo anno delle Lauree triennali e l’11 ottobre per gli altri anni delle Lauree triennali e per le Lauree Specialistiche/Magistrali. Ha inoltre deciso di ricorrere a bandi pubblici per l’assegnazione di incarichi di insegnamento a docenza esterna, nei casi in cui questo risultasse necessario per il regolare avvio della prima parte del primo semestre dell’anno accademico. Nel quadro della protesta nazionale contro le prospettive di riforma dell’Università è infatti maturata anche l’indisponibilità di una parte dei ricercatori ad assumere la titolarità di insegnamenti (come consentito dalla normativa) e la conseguente esigenza di rivisitare il piano di copertura delle attività didattiche.

    La protesta ha riguardato il 30 per cento dei ricercatori delle Facoltà di Ingegneria e la quasi totalità di quelli delle Facoltà di Architettura in cui il corpo docente vede una maggiore incidenza di ricercatori.
    Le Facoltà di Ingegneria hanno regolarmente avviato l’Anno Accademico e i corsi del primo semestre, a partire dalle date predette.
    Le Facoltà di Architettura, su decisione del Consiglio congiunto della I e II Facoltà, hanno avviato l’Anno Accademico nelle medesime date con la presentazione dei contenuti dei corsi di studio, cui stanno seguendo i previsti insegnamenti di lingua inglese e una serie di iniziative culturali e seminariali, workshop, conferenze, dibattiti, mostre su temi e questioni di architettura, territorio e design. L’inizio delle lezioni curriculari è fissato per il 2 novembre. Tale articolazione è stata ritenuta la più opportuna per garantire agli studenti, pur nelle difficoltà contingenti, l’integrità del progetto formativo proprio delle aree dell’architettura che richiede il parallelo apprendimento delle discipline caratterizzanti con apporti complementari.

    I Presidi di tutte le cinque Facoltà del Politecnico hanno dato comunicazione di queste modalità di avvio dell’Anno Accademico attraverso l’invio di una lettera a tutti gli studenti.

  • feficoico

    Ho 11 anni e abito a Torino, frequento la 1a media e i professori qualche giorno fa ci hanno detto che non ci sono più neanche i soldi per comprare i gessetti per scrivere alla lavagna e i bidelli ci sgridano perché durante l’intervallo non dobbiamo pasticciare alla lavagna.
    E la prof di italiano ci dice che questa situazione va avanti da tre anni.

    Noi alle elementari invece pasticciavamo quanto volevamo alla lavagna.

  • capito su questo simpaticissimo video:
    http://www.youtube.com/watch?v=iJuZPvaYMew&feature=player_embedded#!
    è una intervista doppia che “compara” il mestiere di un ricercatore ed un “ragazzo immagine”
    …mooolto bello…sìsìsì…bene bene…

  • …pubblico qui https://timu.ahref.eu/m/inquiry/abbiamo-un-problema-la-scuola-abbandonata/ il link ad un ampio approfondimento di qualità sulla situazione della “scuola” in Italia

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