Nestlé implacabile…GreenPeace rilancia l’allarme

deforestazioni by Nestlé

deforestazioni by Nestlé

La gigantesca Nestlé (la più grande azienda alimentare del mondo) continua ad ignorare ogni invito a “darsi una regolata”.
L’aggressiva politica commerciale aziendale, da 50 anni, non si ferma davanti a niente.
Unico intento il fatturato: nel 2008 circa 75 miliardi di Euro.
280 mila persone accettano di lavorare per questa azienda senza scrupoli.
GreenPeace lancia ancora una volta un appello ai consumatori…SIETE RESPONSABILI ! …SIATELO !

4 comments to Nestlé implacabile…GreenPeace rilancia l’allarme

  • E’ pazzesco come a volte (o spesso? o sempre?) anche le cose più belle vengono stravolte e sconvolte dal denaro!
    La Nestlé inizia col signor Nestlé che alla fine dell’800 inventa un alimento per neonati. Questa “invenzione” nel corso di 150 anni avrà salvato la vita a chissà quante migliaia di bambini.
    …e oggi?!?…
    Veramente questo è l’unico modo possibile di lavorare oggi???
    …oppure, forse, è semplicemente il modo più “economicamente efficiente”: non rispettare nulla quindi spendere pochissimo massimizzando il guadagno?!?

    Se comprassimo responsabilmente, sarebbero OBBLIGATI a seguire le NOSTRE REGOLE.

  • cassandra

    Il problema rimane cosa comprare! Sembra che quasi tutti i prodotti che sono presenti nei nostri supermercati appartengano ad aziende o multinazionali che fanno profitto fregandosene dei diritti degli esseri umani, degli animali e dell’ambiente.
    Anziché una lista di cosa non comprare, servirebbe una lista di cose che invece possiamo comprare e che non costino una tombola.
    Bisognerebbe cominciare da ciò che va bene. Pensare solo a ciò che va male, per quanto è giusto avere una corretta informazione di cosa non funzioni, a mio parere induce a rassegnazione, apatia e cinismo; sentimenti ad oggi difusissimi, più della speranza di poter cambiare le cose!
    E questo va solo a scapito non solo di tutti noi e della vita in generale, ma nello specifico anche di quelle aziende, che sicuramente ci saranno, che lavorano correttamente e con gran fatica, ma di cui non se ne parla!
    Informiamoci di quello che funziona, per poterlo far funzionare ancora meglio e non solo di quello che non funziona!

  • thalia

    …a mio avviso non si tratta solo di cosa non comprare o comprare ma soprattutto di COME acquistare. Per esempio aderire ai gruppi di acquisto solidale (http://www.cubosphera.net/2009/11/17/gruppi-dacquisto-a-torino/) aiuterebbe moltissimo a creare una maggiore consapevolezza in termini di acquisto responsabile!

  • cassandra

    Allora, cara Thalia, partendo dalla tua segnalazione. Ho visto che c’è un GAS proprio nel mio quartiere a Roma :-) Poi vi farò sapere! Anche i miei sono più che entusiasti nell’aderirvi!
    Manco sapevo che cosa fosse un GAS, senza che tu mettessi questo link!!
    Anzi, se puoi, parlane anche di più, in un articolo.
    Il mio invito anche a segnalare le cose positive, oltre quelle negative rimane. Non mi va di rimanere impotente! L’impotenza genera rassegnazione.
    Rimango anche coll’idea che bisogna anche favorire nei nostri supermercati quei prodotti, che secondo me ci sono, che sono ecocompatibili e bisogna informarsi noi stessi. Mi ci metto in prima linea.
    Inoltre, mi metto nei panni di chi vive a Roma, città in cui passare un’ora e mezza nel traffico per lavoro è la norma, magari ha una famiglia e non ha molto tempo per fare la spesa.
    Il mio quartiere in periferia è una realtà molto anomala rispetto alla vita molto cittadina e straincasinatissima romana.
    Baci e grazie sia a FranzMarc, perché le notizie negative devono servire per prendere coscienza e avere spunto per idee di cambiamento e sia a Thalia per quelle positive! :-)

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