Siamo al verde, ammettiamolo.
Oggi non esiste azienda, grande gruppo, piccola realtà imprenditoriale che non abbia l’esigenza di colorare la sua immagine di verde.
La nuova comunicazione passa attraverso il verde in tutti i campi, dalla bio-edilizia, all’energia alternativa, passando per la mobilità sostenibile. Essere “green” è il primo biglietto da visita di un’attività per dire già in un solo semplice colore chi si è e a verso cosa si orienta il proprio business. Questo per soddisfare il bisogno di fare scelte responsabili da parte di un pubblico sempre più attento alle tematiche ambientali che ormai attribuisce a questo colore una serie di valori positivi. Poi esiste chi fa mero green washing usando il verde per auto-referenziarsi senza crederci, per darsi la classica “pittatina” verde senza intraprendere azioni incisive di tutela dell’ambiente, di rispetto per il territorio in cui vive. Ma questa è un’altra storia e in una comunicazione sempre più giungla c’è davvero di chi ne combina di tutti i colori.
Oggi si definisce verde il modo di pensare, di direzionare le proprie scelte di consumo, di esprimere la propria esigenza di ricongiungimento con una natura spesso sfuggente, soprattutto nelle grandi città. Essere green significa essere al passo con i tempi.
Dopo anni di altre supremazie cromatiche in cui il green way of thinking era pressoché assente, o comunque relegato nelle piccole realtà di nicchia e di avanguardia, oggi la tensione costante verso questo colore è forse troppo usata da diventare perfino inflazionata.
Allora ci siamo chiesti: esiste nella comunicazione un’alternativa valida al verde che richiami gli stessi principi di sostenibilità e attenzione per il pianeta di cui siamo ospiti passeggeri? Se guardiamo la natura ci troviamo di fronte ad una serie infinita di sfumature che non siamo abituati a prendere in considerazione, ma che fanno parte di realtà non intaccate dall’intervento spesso invasivo dell’uomo. Possono, quindi, altri colori essere usati per indicare un business compatibile con l’ambiente, finalmente etico?
Noi abbiamo scelto il colore della terra, quella che ci ospita più di un eco-hotel, che ci sfama più della pubblicità, quella che ci accomuna tutti nel passato dei nostri avi che la lavoravano, prima che arrivassero i broker finanziari. Noi abbiamo scelto il marrone.
Ecco, forse il marrone può rappresentare un’alternativa al verde per riassumere gli spesso omologati “chi siamo” e “cosa facciamo” usando un tono diverso per dire che amiamo la natura e la rispettiamo.
E voi con quale colore dipingereste la comunicazione di domani?
Zucchero di Canna – Creazione e Organizzazione Eventi Etici




…accidenti! anche la Lega Nord è verde!!!! e a mio avviso ha ben poco di positivo!