Mali: caos e possibile colpo di stato

Il Mali è nel caos politico.
Dopo una notte di rivolta poco violenta (ad oggi risulta solo 1 morto e poche decine di feriti), i militari della capitale (Bamako) dichiarano di aver preso il controllo della nazione spodestando il capo di stato Amadou Toumani Touré regolarmente eletto nel 2002 e 2007 ma accusato di incapacità, incompetenza e, soprattutto, debolezza nel combattere i violenti (decine di migliaia di omicidi) gruppi indipendentisti Tuareg e Ansar Din ai remoti confini Azawad (a Nord e Nord-Est del paese).

Il Mali è appunto un paese storicamente debole contro il traffici illegali e contrabbando e un governo forte sarebbe un bene per l’intera comunità internazionale. Comunque, la rivolta, è stata condannata unanimemente dai governi occidentali compresa l’UE.

…qui qualche link alla rassegna stampa sulla notizia per vari ed eventuali approfondimenti:
Panorama.it
LaStampa.it
BBC.co.uk
Guardian.co.uk
HuffingtonPost.com
MISNA.org 1
MISNA.org 2
MISNA.org 3
AlJazeera.com
Internacional.com

1 comment to Mali: caos e possibile colpo di stato

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    2012 settembre 23 (copiaincollato da http://www.notiziegeopolitiche.net/?p=16452)

    Prove di dialogo fra i tuareg secessionisti dell’Azawad ed il governo di Bamako

    Si apre uno spiraglio di dialogo tra il governo di Bamako ed i ribelli tuareg del Movimento Nazionale di Liberazione dell’Azawad (Mnla), al fine di trovare un accordo per mettere fine alle violenze che, ormai da diversi mesi, stanno insanguinando il Mali e che rischiano di destabilizzare l’intera area.
    Tramite quello che hanno proclamato loro Ministro dell’Informazione, Moussa Ag Assarid, i tuareg fanno sapere infatti che sarebbero pronti a trattare con il governo di Bamako, per decidere assieme del futuro della parte settentrionale del paese, l’Azawad appunto, e sul riconoscimento dei suoi abitanti come un popolo distinto da quello del Mali, con una propria dignità e pari diritti.
    A dire di Ag Assarid infatti i due popoli “meritano la giustizia nella dignità e il rispetto reciproco, per meglio costruire il loro avvenire e i loro destini, preservando la fraternità e il buon vicinato”.
    Nelle sue parole quindi implicitamente dà come assodato il fatto che ci siano nel paese due etnie diverse e che quindi ci dovranno essere due stati autonomi, non escludendo però, in seguito, l’idea di una federazione.
    La condizione imprescindibile per il raggiungimento di un’intesa è però che non si giunga a nessun compromesso tra Bamako e gli jihadisti di Ansar Dine, bollati dall’Mnla con il nome di “gruppi narco-terroristici”, a causa della loro presunta alleanza con i trafficanti di droga della regione, finalizzata al finanziamento della propria guerra per l’instaurazione della Sharia nel nord del paese.
    Starà ora al governo maliano decidere se e quali concessioni fare al gruppo ribelle che ha ormai il controllo, benché precario, di tutto il nord del paese e che è, probabilmente, uno dei pochi alleati di cui Bamako potrebbe disporre nella lotta agli islamisti.

    (di Giacomo Dolzani)

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