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	<title>CONDIVIDIAMO LA CULTURA &#187; -gente &#8220;comune&#8221;</title>
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		<title>Thomas Sankara</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 10:06:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guest</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 24px; margin-left: 0px; vertical-align: baseline; color: #333333; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; font-size: 16px; line-height: 24px; padding: 0px; border: 0px initial initial;"></p>
<p style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 24px; margin-left: 0px; vertical-align: baseline; color: <p><a href="http://www.cubosphera.net/2011/11/02/thomas-sankara/">...continua...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 24px; margin-left: 0px; vertical-align: baseline; color: #333333; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; font-size: 16px; line-height: 24px; padding: 0px; border: 0px initial initial;"><img class="aligncenter" src="http://wikiroja.wikispaces.com/file/view/Thomas_Sankara-1.jpg/154199091/Thomas_Sankara-1.jpg" alt="" width="198" height="198" /></p>
<p style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 24px; margin-left: 0px; vertical-align: baseline; color: #333333; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; font-size: 16px; line-height: 24px; padding: 0px; border: 0px initial initial;">Thomas Sankara: l’uomo del Burkina Faso che voleva un’Africa liberata dagli imperialismi stranieri:</p>
<p style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 24px; margin-left: 0px; vertical-align: baseline; color: #333333; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; font-size: 16px; line-height: 24px; padding: 0px; border: 0px initial initial;">Ventiquattro anni fa, ad Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, oggi uno degli stati più poveri dell’Africa Nera, veniva assassinato, all’età di trentasette anni, il presidente e statista Thomas Sankara.<br />
Sankara non fu solo un uomo di stato del Burkina Faso, fu soprattutto un servitore dell’Africa intera, che aveva a cuore le sorti non solo del suo paese, ma dell’intero continente Africano.<br />
Thomas Sankara nacque il ventuno dicembre 1949. Di famiglia cattolica, dopo averfrequentato il liceo, venne incoraggiato dai genitori a prendere i voti, ma a quella vita preferì la carriera militare, che lo portò in Madagascar.<br />
Là fu testimone delle rivolte popolari degli anni settanta e cominciò a nutrire simpatie per la causa antimperialista, che lo portò a condividere in parte gli ideali rivoluzionari di Marx e di Lenin, dei quali lesse le opere.<br />
Tornato in patria, stato che allora si chiamava ancora Alto Volta, fu impegnato dal 1972 al 1974 al fronte nella guerra contro il Mali, durante le quale si distinse per le azioni eroiche e per il suo coraggio, conflitto che anni dopo definì “inutile ed ingiusto”.<br />
Nel 1976, mentre svolgeva le mansioni di comandante in un campo di addestramento, conobbe diversi ufficiali tra cui Blaise Compaoré, con i quali fondò un’associazione segreta che prendeva il nome di ROC, acronimo francese per “Gruppo di Ufficiali Comunisti”.<br />
Negli anni successivi la sua brillante carriera gli consentì di avere importanti incarichi dal governo del paese, da cui spesso si dimise vedendo la corruzione che regnava nell’amministrazione dello Stato, fino al suo arresto che causò un’ondata di contestazioni finché, il 4 agosto 1983, con un<br />
colpo di stato guidato dai suoi fedelissimi, capeggiati da Blaise Compaoré, divenne il quinto presidente dell’Alto Volta.<br />
Questo golpe, un duro attacco alla secolare sovranità francese in quella regione, fu sostenuto economicamente dalla Libia, che era sull’orlo di un conflitto militare proprio con la Francia nei territori del Ciad.<br />
La sua ascesa al potere fu rapida, ed altrettanto rapidamente si mise al lavoro per attuare quelle riforme che sarebbero servite per modernizzare il paese e renderlo autosufficiente.<br />
I primi interventi furono mirati a ristabilire la sovranità dell’autorità centrale in tutte le regioni dello Stato, per questo vennero aboliti i poteri dei capi villaggio, poteri che andavano dall’esercizio di alcune forme di schiavitù fino alla possibilità di pretendere delle tasse, e sostituiti con leggi ed una fiscalità uguali in tutto il Paese. Vennero abolite la bigamia e la mutilazione genitale femminile, venne promossa l’istruzione di donne e bambini e, per la prima volta, furono affidate a delle donne alcune cariche di governo. Questo insieme di riforme gli inimicò le fasce più conservatrici della società, che erano però poca cosa rispetto alla massa che lo sosteneva.<br />
La sua ispirazione rivoluzionaria lo spinse anche a scelte coraggiose e rischiose quali l’espropriazione dei grandi latifondi per ridistribuire le terre ai contadini, decisione che in due anni portò il Paese a produrre abbastanza grano per essere autosufficiente, furono avviate una serie di grandi opere, stradali e ferroviarie, per unire il Paese. Venne eseguito un censimento generale della popolazione e si costruirono scuole ed ospedali in ogni centro abitato, perché il parere di Sankara era che una rivoluzione si fa partendo dall’istruzione del popolo. L’obiettivo era quello di insegnare a tutti un mestiere, in modo che ognuno avesse la possibilità di vivere del proprio lavoro e contribuire ad uno sviluppo futuro dello Stato, sviluppo che consentì di vaccinare contro la malaria due milioni di persone e di sconfiggere la fame che attanagliava il Paese.<br />
Il nome dello stato venne cambiato da Alto Volta in Burkina Faso (nome in lingua burkinabè che significa “paese degli uomini onesti”), per sancire la definitiva rottura con il passato coloniale che aveva da sempre caratterizzato l’esistenza di quella nazione.<br />
Nel luglio del 1987 ci fu, ad Addis Abeba, la ventitreesima assemblea dei capi di Stato e di governo dell’Unione Africana, e lì pronunciò un celebre discorso che gli procurò l’inimicizia di tutto l’Occidente.<br />
Con il suo intervento Sankara espresse quelli che erano i suoi ideali ed i suoi obiettivi, chiese a tutti i suoi colleghi dell’Unione di consumare solo prodotti africani, di produrre beni con le risorse africane, perché il loro era un continente ricco, soprattutto di materie prime, che dovevano<br />
appartenere solo a loro e a nessun altro. Per dare l’esempio mostrò i suo vestito, realizzato interamente in Burkina Faso, senza nessun bisogno di commerciare con l’Occidente. Invitò tutti i governi a non comprare più armi, perché un’arma comprata da un africano sarebbe servita solo per<br />
uccidere un altro africano, rafforzando le potenze imperialiste che vorrebbero dominare il continente e la sua popolazione.<br />
La parte principale del suo discorso, e quella che più diede fastidio all’Occidente, fu però quella dedicata al debito verso le banche e verso i Paesi più ricchi. L’incitamento che fece a tutte le nazioni africane fu di rifiutarsi di pagare i loro debiti verso gli sfruttatori, perché quelli che hanno prestato<br />
soldi all’Africa sono anche la causa della sua stessa povertà, dovuta a secoli di colonialismo e sfruttamento. Quel debito verso le potenze imperialiste era colpa di quelle stesse nazioni e non degli africani che, come affermò, non erano quindi obbligati a pagarlo, perché se un povero non paga un<br />
debito ad una banca quella banca non fallisce, ma se invece lo paga il povero muore di fame.<br />
Grazie al sistema finanziario neo colonialista occidentale l’Africa era, ed è ancora, un continente assoggettato al volere di banche e multinazionali che ne sfruttano il sottosuolo e la popolazione.<br />
L’ideale panafricano che aveva Sankara piacque a molti presenti all’assemblea, ma nessuno in seguito si operò per metterlo in atto, anche a causa del totale assoggettamento alle potenze estere della maggior parte dei presidenti dell’Unione Africana.<br />
A tre mesi di distanza da quel discorso tenuto ad Addis Abeba, il quindici ottobre 1987, il governo di Thomas Sankara venne rovesciato con un colpo di stato franco-americano guidato dal suo ex collaboratore Blaise Compaoré, e lui fu giustiziato insieme ai suoi uomini più fedeli.<br />
In poco tempo Compaoré, diventato capo del Governo, ripristinò lo status quo come desiderava la Francia, abolendo tutte le riforme fatte dal suo predecessore, accettando gli “aiuti” della Banca Mondiale e degli altri istituti di credito privati, che riportarono il Burkina Faso ad essere lo Stato<br />
suddito dell’Occidente che ancora è oggi.</p>
<p style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 24px; margin-left: 0px; vertical-align: baseline; color: #333333; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; font-size: 16px; line-height: 24px; padding: 0px; border: 0px initial initial;"><em>di <a href="http://linformatoresociale.wordpress.com/2011/11/01/thomas-sankara-l%E2%80%99uomo-del-burkina-faso-che-voleva-un%E2%80%99africa-liberata-dagli-imperialismi-stranieri/" target="_blank">Giacomo Dolzani</a></em></p>
<p style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 24px; margin-left: 0px; vertical-align: baseline; color: #333333; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; font-size: 16px; line-height: 24px; padding: 0px; border: 0px initial initial;"><em><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ZDyOCw4suXk" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/ZDyOCw4suXk"></embed></object></em></p>
<p style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 24px; margin-left: 0px; vertical-align: baseline; color: #333333; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; font-size: 16px; line-height: 24px; padding: 0px; border: 0px initial initial;"><em><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/IycG-6xw6Ks" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/IycG-6xw6Ks"></embed></object></em></p>
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		<title>Jean Béliveau: 75 mila chilometri a piedi per i BAMBINI</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 09:39:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alino</dc:creator>
				<category><![CDATA[-avventurieri ed esploratori]]></category>
		<category><![CDATA[-gente "comune"]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; line-height: 22px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; line-height: 22px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; ">Jean Béliveau, 56 anni canadese, è tornato casa.</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; line-height: <p><a href="http://www.cubosphera.net/2011/10/19/4521/">...continua...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; line-height: 22px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/6_myUMLqmiE&amp;feature" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/6_myUMLqmiE&amp;feature"></embed></object></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; line-height: 22px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "><span style="color: #000000;">Jean Béliveau, 56 anni canadese, è tornato casa.</span></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; line-height: 22px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "><span style="color: #000000;">Quest&#8217;uomo è partito ben 11 anni fa con un obiettivo: fare il giro del mondo a piedi. E ce l&#8217;ha fatta. Un&#8217;avventura</span><span style="color: #000000;"><span style="color: #16a1e2;"> </span>davvero incredibile e per portarla a termine Béliveau ha consumato 54 paia di scarpe.</span></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; line-height: 22px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "><span style="color: #000000;">Durante il suo viaggio, che ha avuto inizio il 18 agosto del 2000, il canadese ha attraversato Usa, America Latina, Messico, Europa, Africa e Asia. A quanto pare l&#8217;uomo ha iniziato la sua impresa dopo che la sua azienda di neon è fallita. La necessità di superare una sorta di depressione, di crisi di mezza età, l&#8217;ha spinto ad intraprendere l&#8217;incredibile viaggio. Il suo ritorno a casa, a Montreal, è avvenuto domenica scorsa.</span></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; line-height: 22px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "><span style="color: #000000;">Ora l&#8217;intenzione di Béliveau è quella di adoperarsi per la pace. Con il suo viaggio il canadese ha voluto sollecitare tutti a vivere in pace e lottare per essa, nonostante le diversità. Il suo obiettivo principale è sempre stato un progetto di pace in favore dei bambini. Dopo 11 anni di viaggio Béliveau non sembra affatto stanco e ha mostrato il suo desiderio di non fermarsi mai. Per molti Béliveau è il nuovo<span style="color: #000000;"> Forrest Gump</span>, altri lo hanno paragonato a Jack Kerouac. L&#8217;impresa è valsa a Béliveau il riconoscimento dell&#8217;<a href="http://www.unesco.org/new/en/custom-search/?cx=000136296116563084670%3Ah14j45a1zaw&amp;cof=FORID%3A9&amp;ie=UTF-8&amp;q=Jean+B%C3%A9liveau&amp;hl=en&amp;sa=ok&amp;siteurl=www.unesco.org%2Fnew%2Fen%2Funesco%2F" target="_blank">Unesco, che ha inserito la sua impresa nel progetto per la pace e la non violenza a favore dei bambini</a>.</span></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; line-height: 22px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "><span style="color: #000000;">In questi 11 anni Jean Béliveau ha macinato 75mila chilometri ed attraversato 64 Paesi. Con sé il canadese ha portato una carrozzina a tre ruote, una sorta di &#8220;casa-valigia&#8221;</span><span style="color: #000000;"> che non lo ha mai abbandonato.</span></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; line-height: 22px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "><span style="color: #000000;">Nel corso del suo viaggio Béliveau ha provato esperienze di ogni tipo. E&#8217; stato ad esempio scortato da soldati armati nelle Filippine ed aggredito da due giovani ubriachi in Sudafrica dove, per dormire al caldo, ha trascorso una notte in carcere e la mattina seguente, poiché la guardia che lo aveva accolto si era scordata di avvertire il collega del turno successivo, non lo volevano più far uscire.</span></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; line-height: 22px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "><span style="color: #000000;">La moglie, che lo ha incoraggiato, ha sempre raggiunto Béliveau, ovunque si trovasse, per trascorrere il Natale insieme. La moglie ha anche creato<a href="http://wwwalk.org/" target="_blank"> un sito per descrivere il lungo viaggio</a> del marito.</span></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; line-height: 22px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "><span style="color: #000000;">Fra qualche mese probabilmente questa incredibile avventura diventerà un libro.</span></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; line-height: 22px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "><img class="aligncenter" title="the wwwalk" src="http://wwwalk.org/images/map/map.jpg" alt="" width="620" height="360" /></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; line-height: 22px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "><span style="color: #000000;">Un giorno di luglio 2003, Jean Beliveau si è svegliato in un carcere del Sud Africa, nel quale è entrato, di sua spontanea volontà, per avere un giaciglio e ed un riparo notturno. Il capo della polizia gli ha concesso di fermarsi per la notte, ma ora le guardie del turno di mattina non intendono lasciarlo andare via. Non intendono stare a sentire le sue pretese di innocenza o la sua bizzarra storia di essere l’uomo che sta cercando di fare il giro del mondo a piedi. A questo punto Beliveau ha già percorso 21 mila chilometri. “Non sono un prigioniero”, urla. “Sono il ragazzo canadese che sta facendo il giro del mondo a piedi. Dai, per favore. Per me è ora di andare. Sono pronto a ripartire”. Infine, un altro detenuto – un criminale vero – inizia a gridare e le guardie arrivano per vedere che cosa stia succedendo. Ben presto, gli uomini di legge si scusano con Beliveau e lo lasciano andare per la sua strada.<br />
La sua lunga, lunga strada.<br />
Per 11 anni, Beliveau ha camminato attraverso tutto il mondo, cercando di attirare l’attenzione sui bambini che subiscono violenza.<br />
Il suo cammino ha coinciso con una iniziativa delle Nazioni Unite iniziata nel 2000 e si è conclusa il mese scorso, ma, l’uomo, ha ancora gran parte del Canada da attraversare.<br />
Beliveau spinge un passeggino a tre ruote che trasporta poco più di una tenda, sacco a pelo, un kit di primo soccorso, cibo ed un diario. Niente high-tech o GPS. Solo alcune mappe, e, poi, durante il viaggio, segue i consigli della gente incontrata.<br />
Ha percorso 76 mila chilometri, consumato 49 paia di scarpe, attraversato 64 paesi in sei continenti, ha dormito in alberghi, chiese, carceri e case di migliaia di sconosciuti. Ha ballato e cantato con i bambini in Malesia ed ha incontrato quattro vincitori del Premio Nobel per la pace, tra i quali Nelson Mandela a Durban, in Sud Africa. Quel breve incontro, nell’ottobre 2003, è stato uno dei momenti più memorabili degli anni che Beliveau trascorso viaggiando a piedi. “È stato molto breve”, ricorda Beliveau: “ha detto, ‘Il mondo ha bisogno di persone come voi.’ Sono parole molto grandi, ispirate, che ti danno una buona spinta”.</span></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; line-height: 22px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "><span style="color: #000000;">Beliveau è partito da Montreal. Ha camminato lungo la costa orientale degli Stati Uniti e, poi, l’occidentale del Sud America, è volato in Sud Africa, e da lì ha camminato verso nord lungo la costa orientale del continente, poi verso ovest lungo la parte superiore. Dopo aver sorvolato la Libia, perchè non riusciva ad ottenere il visto, si è diretto a nord dal Marocco verso l’Europa, raggiungendo l’Inghilterra nel 2006. Poiché l’inverno si stava avvicinando, ha deciso di non attraversare la Russia e si è diretto verso il Medio Oriente. Ha attraversato l’India e la Cina e, nell’agosto 2008, la Corea del sud. Poi, ha raggiunto le Filippine, la Malesia e l’Australia. Alla fine del 2010, era in Nuova Zelanda ed, ora, in Canada.<br />
Il 30 gennaio, il viaggiatore intrepido è atterrato a Vancouver per completare l’ultima tappa del suo precorso. Sua moglie, che non lo aveva visto da più di un anno, era all’aeroporto, insieme ad un gruppetto di sostenitori. “È stato incredibile… strano, un po’ surreale”, dice Beliveau dell’incontro. “Questo è un grande, grande momento”Beliveau racconta che l’idea del viaggio gli è venuta nel novembre del 1999 mentre camminava attraverso il ponte Jacques Cartier a Montreal. Era in crisi di mezza età ed aveva appena venduto il suo negozio. Aveva bisogno di un cambiamento. Su una mappa del mondo, ha tracciato una rotta approssimativa e pensava di impiegare, nella sua impresa, una decina di anni. In seguito, si è allenato camminando, poi correndo.“Così mi è passata la depressione. Avevo un sogno ora, un progetto di vita davanti a me. Non riuscivo a smettere di pensarci”.<br />
La parte più difficile è stata di dirlo a sua moglie, Luce Archambault, che compiva 45 anni dopo un mese dalla partenza. “Sono stato fortunato, io sono ancora fortunato, di avere Luce”, ha detto. “Lei è quella che continuava a sostenere il ragazzo sulla strada”. Archambault lo ha aiutato ad organizzare il viaggio da casa, ha costruito un sito web dedicato al camminare e, soprattutto, gli ha fornito, sempre, un supporto emotivo. I due si sono visti una volta all’anno da quando è iniziata l’impresa, incontrandosi, lungo il percorso, per tre settimane in inverno. Quelle vacanze sono state l’unico riposo per l’uomo.<br />
Di media, ha camminato 30 km al giorno.“Molto può succedere in 10 anni”, dice. È diventato nonno due volte ed ha perso il padre nel 2006, mentre era in Belgio. Ha incontrato la sua prima nipote nello stesso anno durante una riunione di famiglia in Germania, ma deve ancora incontrare il suo secondo nipote.</span></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; line-height: 22px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "><span style="color: #000000;">Beliveau ha un infinito bagaglio di aneddoti edificanti sulla gentilezza degli estranei, le offerte di ospitalità, con vitto ed alloggio. Ha ricevuto un intervento odontoiatrico in Egitto ed in Australia, un paio di occhiali in India tutto gratuitamente.<br />
Ha anche dovuto affrontare molte sfide, inclusa la sensazione di isolamento che l’ha quasi spinto ad abbandonare il viaggio nel 2004: stava passeggiando per l’Etiopia, circondato da bambini, ma non poteva trovare un modo per comunicare. I bambini potevano imitarlo dicendogli “Ciao”. Le molte differenze culturali che ha incontrato lungo la strada, e la solitudine, sono diventati troppo pesanti per lui. Lo descrive come un “shock culturale cumulativo” e dice che non poteva andare avanti. “Forse ero proprio arrivato ad un punto di saturazione” ma una telefonata da Archambault gli ha fatto cambiare idea e lo ha rimesso sulla strada.<br />
Questa esperienza gli è servita come una lezione importante per perseverare nel suo intento nei successivi sette anni. Questo l’ha anche spinto a cercare di entrare più in contatto con le persone che ha incontrato e per assorbire quanto più possibile della loro cultura. Si è anche sforzato per cercare di imparare le varie lingue.<br />
“<strong><span style="text-decoration: underline;">Dobbiamo sviluppare un grande senso di tolleranza, apertura mentale, dovremmo imparare dalle altre culture</span></strong>” spiega. Beliveau è riuscito ad imparare l’inglese, lo spagnolo ed il portoghese e sa dire &#8220;ciao, come stai&#8221; in tantissimi modi diversi che, dice, “è un grande passo avanti per accostare gli sconosciuti”. La sicurezza è stato un problema in alcuni posti. Ha richiesto una scorta della polizia in nove paesi, tra i quali l’Egitto, la Tunisia, il Marocco e la Macedonia. Nelle Filippine, è stato accompagnato da almeno 30 soldati – tutti con bandoliere di munizioni legate sul petto. L’uomo si è anche chiesto se fosse giusto accettare le offerte di sicurezza. “Non so se posso usare la parola vergogna, ma stavo camminando per la pace”, dice. “Immagina la scena: l’uomo che cammina a piedi per la pace, con l’esercito in giro che lo protegge”.</span></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; line-height: 22px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "><span style="color: #000000;">Beliveau sta cercando di sensibilizzare sullo stato dei bambini, non vuole raccogliere soldi per una particolare associazione caritativa, anche se alcune organizzazioni, lungo la strada, si sono unite a lui per raccolte di fondi locali.<br />
Il 6 gennaio 2007, ha raggiunto i 40.000 chilometri, circa la lunghezza della circonferenza della Terra all’equatore, mentre si trovava a Rakoczifalva, Ungheria, circa 300 persone si sono impegnate a raccogliere fondi di beneficenza per bambini.<br />
Un fatto simile si è verificato a Manila, nelle Filippine, ma questa volta erano più di 1.000 persone.<br />
Beliveau e Archambault hanno creato la Fondazione WWWalk in modo da poter continuare a lavorare per i bambini di tutto il mondo alla fine dell’impresa.</span></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; line-height: 22px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "><span style="color: #000000;">La fine del viaggio è prevista verso la metà di questo mese.<br />
Ricordando le sue prime settimane a piedi attraverso gli Stati Uniti, Beliveau dice che non aveva programmato abbastanza che cosa doveva fare ma poi non c’è voluto molto per entrare nel ritmo del cambiamento costante.<br />
“Chiunque considerando una simile avventura dovrebbe sapere che <strong><span style="text-decoration: underline;">il primo passo è il più difficile. Basta andare, muovere i primi passi. Tu costruisci la tua strada sulla strada</span></strong>”.</span></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; line-height: 22px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; ">
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; line-height: 22px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "><span style="color: #000000;">siti di riferimento:<br />
<a href="http://magazine.excite.it/jean-beliveau-e-il-suo-giro-del-mondo-a-piedi-in-11-anni-N92255.html" target="_blank">EXCITE<br />
</a><a href="http://wellthiness.wordpress.com/2011/10/07/limpresa-di-jean-beliveau-il-giro-del-mondo-a-piedi-per-i-bambini/" target="_blank">WELLTHINESS BLOG</a></span></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; line-height: 22px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "><span style="color: #000000;">qui di seguito una parte del documentario:</span></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; line-height: 22px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "><span style="color: #000000;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/BeRI7NwpDDY&amp;feature" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/BeRI7NwpDDY&amp;feature"></embed></object></span></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; line-height: 22px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "><span style="color: #000000;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/A9sJ6p9aLPk&amp;feature" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/A9sJ6p9aLPk&amp;feature"></embed></object></span></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; line-height: 22px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "><span style="color: #000000;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/jB_pTOiRtfg&amp;feature" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/jB_pTOiRtfg&amp;feature"></embed></object></span></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; line-height: 22px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "><span style="color: #000000;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/svD_2kNKHd4&amp;feature" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/svD_2kNKHd4&amp;feature"></embed></object></span></p>
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		<title>Rosa Maria Cruz-Muller</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 10:35:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alino</dc:creator>
				<category><![CDATA[-gente "comune"]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Mama Rosy vive ad Acapulco (Messico) ed ha centinaia di figli&#8230;forse migliaia&#8230;ormai non si contano più 
E&#8217; una donna che &#8220;da amore ai bambini di strada&#8221;, si occupa di loro, li veste, li sfama, li aiuta, offre loro una letto al coperto, un bagno dove ripulirsi, un luogo dove provare ad imparare a leggere e <p><a href="http://www.cubosphera.net/2011/04/05/rosa-maria-cruz-muller/">...continua...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/JqJMu951a3U" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/JqJMu951a3U"></embed></object></p>
<p>Mama Rosy vive ad <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Acapulco" target="_blank">Acapulco</a> (Messico) ed ha <a href="http://articles.cnn.com/2011-03-30/world/acapulco.foster.mother_1_street-children-acapulco-drug-addicts?_s=PM:WORLD" target="_blank">centinaia di figli</a>&#8230;forse migliaia&#8230;ormai non si contano più <img src='http://www.cubosphera.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
E&#8217; una donna che &#8220;da amore ai bambini di strada&#8221;, si occupa di loro, li veste, li sfama, li aiuta, offre loro una letto al coperto, un bagno dove ripulirsi, un luogo dove provare ad imparare a leggere e scrivere&#8230;una possibilità di uscire dalla durissima vita di strada&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Luca Bitta32 (nato comico)</title>
		<link>http://www.cubosphera.net/2011/01/18/luca-bitta32-nato-comico/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 13:28:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alino</dc:creator>
				<category><![CDATA[-gente "comune"]]></category>
		<category><![CDATA[Divertimento]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Un ragazzo (1988) con un sogno ed un &#8220;dono&#8221;: la satira!
&#8230;fa ridere&#8230;intelligentemente&#8230;semplicemente&#8230;
Sono sincero&#8230;provare per credere:
</p>
<p>&#8230;sì certo&#8230;è acerbo e ancora molto ispirato ad altri (Celestini in primis alle mie orecchie)
ma secondo me ha talento da vendere e, considerata l&#8217;età, brilla forte nello scenario perfettamente mediocre che ci circonda.</p>
<p>L&#8217;ho contattato per complimentarmi e invitarlo a scrivere lui <p><a href="http://www.cubosphera.net/2011/01/18/luca-bitta32-nato-comico/">...continua...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un ragazzo (1988) con un sogno ed un &#8220;dono&#8221;: la satira!<br />
&#8230;fa ridere&#8230;intelligentemente&#8230;semplicemente&#8230;<br />
Sono sincero&#8230;provare per credere:<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/m80vscpbyro" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/m80vscpbyro"></embed></object></p>
<p>&#8230;sì certo&#8230;è acerbo e ancora molto ispirato ad altri (Celestini in primis alle mie orecchie)<br />
ma secondo me ha talento da vendere e, considerata l&#8217;età, brilla forte nello scenario perfettamente mediocre che ci circonda.</p>
<p>L&#8217;ho contattato per complimentarmi e invitarlo a scrivere lui queste due righe ed ho scoperto un ragazzo semplice e modesto:<br />
&#8220;Purtroppo per quanto sia indispensabile buttare dentro, la cosa più difficile resta sempre &#8220;ripulirsi&#8221;. Imparare a sfrondare. Quindi se avessi la sensazione e sapessi come evitare di sembrare &#8220;sborone&#8221; lo farei di corsa. Ma credo s&#8217;impari negli anni.<br />
Realisticamente non avrei niente da dire in una biografia.<br />
In ogni caso mi fa piacere il tuo interessamento, non perdiamoci di vista.<br />
Ciao, buona giornata&#8221;<br />
&#8230;così mi ha risposto&#8230;</p>
<p>e allora&#8230;Luca&#8230;un grande in bocca al lupo&#8230;di Cuore</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Roberto “Ciko” Mauri</title>
		<link>http://www.cubosphera.net/2010/11/06/roberto-%e2%80%9cciko%e2%80%9d-mauri/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Nov 2010 20:16:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alino</dc:creator>
				<category><![CDATA[-gente "comune"]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Ispiranti]]></category>
		<category><![CDATA[Libri & co]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Roberto “Ciko” Mauri, ha 38 anni e dal conseguimento del diploma alla scuola per infermieri, lavoro a fronte; ha inizio con la Bosnia e la guerra nell&#8217;ex Jugoslavia.
E’ poi passato con Medici Senza Frontiere in Africa, è ritornato Jugoslavia e poi a San Pietroburgo, dove si è occupato di un ambulatorio per senza fissa dimora.
Da <p><a href="http://www.cubosphera.net/2010/11/06/roberto-%e2%80%9cciko%e2%80%9d-mauri/">...continua...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://1.bp.blogspot.com/_BMURdJMO74Q/S_l1W6uqkWI/AAAAAAAAAg0/j1c5yT5pTLU/s1600/rwanda.jpg" alt="" width="282" height="402" /></p>
<p>Roberto “Ciko” Mauri, ha 38 anni e dal conseguimento del diploma alla scuola per infermieri, lavoro a fronte; ha inizio con la Bosnia e la guerra nell&#8217;ex Jugoslavia.<br />
E’ poi passato con Medici Senza Frontiere in Africa, è ritornato Jugoslavia e poi a San Pietroburgo, dove si è occupato di un ambulatorio per senza fissa dimora.<br />
Da quando è stato in un orfanotrofio in <a href="http://xoomer.virgilio.it/gdinicuo/Rwanda/letteratura/lunap.html" target="_blank">Rwanda</a> durante il sanguinoso conflitto tra Hutu e Tutsi, si dedica ai problemi dei minori abbandonati.<br />
Nel 2000 era a Manila (Filippine), dove continuava a prendersi cura dei bambini di strada.<br />
Sulla scia di queste esperienze ha avviato un progetto come Organizzazione Non Governativa dedicata ai minori a rischio.</p>
<p>Ha scritto il libro magnifico &#8220;<a href="http://www.cubosphera.net/2010/11/06/luna-park-rwanda-di-roberto-ciko-mauri/" target="_blank">Luna Park Rwanda</a>&#8221; che ci regala una drammatica fotografia del Rwanda alla fine degli anni novanta.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Rosamunda Carr: la signora che ha cambiato il mondo</title>
		<link>http://www.cubosphera.net/2010/11/06/rosamunda-carr-la-signora-che-ha-cambiato-il-mondo/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Nov 2010 20:10:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alino</dc:creator>
				<category><![CDATA[-gente "comune"]]></category>
		<category><![CDATA[Buone Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Ispiranti]]></category>
		<category><![CDATA[Libri & co]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Raccontare della stupenda signora Carr non oso perché non saprei di cosa parlo.
Mi &#8220;limito&#8221; a riportare il capitoletto che la riguarda tratto dal magnifico &#8220;Luna Park Rwanda&#8221; di &#8220;Ciko&#8221;
(NB: il libro da cui è tratto questo articolo è stato pubblicato nel 2000 e la signora Carr è morta, 94enne, nel 2006):</p>
<p>La signora che ha cambiato <p><a href="http://www.cubosphera.net/2010/11/06/rosamunda-carr-la-signora-che-ha-cambiato-il-mondo/">...continua...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" title="Rosamunda Carr" src="http://lizzieb.net/268-rosamund.jpg" alt="" width="600" height="800" />Raccontare della stupenda signora Carr non oso perché non saprei di cosa parlo.<br />
Mi &#8220;limito&#8221; a riportare il capitoletto che la riguarda tratto dal magnifico &#8220;Luna Park Rwanda&#8221; di &#8220;Ciko&#8221;<br />
(NB: il libro da cui è tratto questo articolo è stato pubblicato nel 2000 e la signora Carr è morta, 94enne, nel 2006):</p>
<p>La signora che ha cambiato il mondo<br />
9 maggio 1998</p>
<p>C&#8217;è una casa, in riva al lago, che un po&#8217; cadente ma che ha un giardino squisitamente curato e fiorito.<br />
A volte, percorrendo la strada che passa accanto la proprietà, si può vedere una signora anziana che accanto a due giardinieri recide fiori, raccoglie foglie secche, estirpa erbacce.<br />
La vecchia signora si chiama <a href="http://www.telegraph.co.uk/news/obituaries/1530570/Rosamund-Carr.html" target="_blank">Rosamunda Carr</a>, ma per tutti in Rwanda lei è semplicemente <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Rosamond_Carr" target="_blank">Madame Carr</a>, l&#8217;americana.<br />
E’ una donna di un&#8217;energia e una gentilezza formidabili, una donna che sola contro tutti, nel suo piccolo, ha cambiato il mondo.<br />
Arrivò in Rwanda nel 1955, lasciandosi alle spalle degli Stati Uniti d&#8217;America e mille comodità.<br />
Scelse il Rwanda perché qui i fiori sbocciano tutto l&#8217;anno senza rispettare i ritmi delle stagioni&#8230;<br />
Andò in Africa dicendosi che in ogni caso sarebbe riuscita a superare le difficoltà vendendo i propri fiori, se fosse stato necessario, e per un certo periodo lo fece. Andava al mercato con i suoi meravigliosi mazzi di fiori colorati, percorreva la strada accanto alle donne che scendevano in città per vendere patate e manioca. Era strano per loro, abituate al commercio di beni necessari per la sopravvivenza, immaginare che questa piccola americana vendesse dei fiori, più di una volta le chiesero&#8230;&#8221; ma lei, i fiori, li mangia?&#8221;</p>
<p>Nel 1994 nella patria di gorilla, incominciò il sanguinoso gioco che condusse al massacro di milioni di persone e che costringe Madame Carr ad emigrare verso il Nord America.<br />
&#8220;Rimasi negli Stati Uniti fino alla fine dell&#8217;estate &#8211; racconta la donna con gli occhi ancora lucidi &#8211; aspettando che le cose si calmasse un po&#8217;. Non facevo che guardare la televisione. Corpi morti, bambini abbandonati e raccolti in approssimativi centri d&#8217;accoglienza e soccorso a soli 15 km da casa mia. Quella che vedevo nella televisione era la mia terra, la mia gente&#8230;&#8221;<br />
Madame Carr non ha mai avuto figli, ma ne desiderava addirittura sei. Le immagini rwandesi, in cui bambini orfani, ferite ed abbandonati erano una costante, la spinsero a cambiare vita.<br />
Nel 1994 il suo viso era già coperto di rughe, di una saggezza di una semplicità che solo il tempo insegnano ad avere.<br />
Tornò a Gisenyi e rintracciò i suoi domestici, i suoi giardinieri, i suoi collaboratori che nel frattempo si erano rifugiati in quello che allora si chiamava Zaire. Comunicò loro che avrebbe voluto prendersi cura degli orfani e che le serviva il loro aiuto.<br />
Oggi Madame Carr è la &#8220;mamma&#8221; di 93 bambini. Dopo essere stata sfrattata da una parrocchia cattolica che al posto del suo orfanotrofio ha preferito una scuola professionale, a pagamento, Madame Carr si è trasferita in un altro stabile nei pressi dell&#8217;aeroporto dove continua, con la sua solita tenacia, il delicato lavoro di sempre.<br />
&#8220;Ai bambini &#8211; racconta con un sorriso luminoso &#8211; serve soprattutto amore, e noi tutti siamo chiamati a darne&#8230;&#8221;<br />
Il piccolo miracolo di Madame Carr funziona quasi senza personale. 13 donne ed un amministratore lavorano per lei. Gli stipendi che riesce a pagare sono dignitosi ma modesti, e d&#8217;altra parte nel suo staff nessuno chiede di più, lo sanno tutti che lei non economizza su niente, ogni dollaro in più e per i bambini.<br />
<span style="font-size: 12.96px; ">Nell’aria fredda di questa mattina, i vulcani di Goma sono alti e fieri come mai.<br />
Spinte dal bisogno, le stesse donne che anni fa ridevano dei fiori della piccola americana, percorrono ancora con le loro patate la strada che conduce al mercato.<br />
</span><span style="font-size: 12.96px; ">Madame Carr è nel suo giardino, con lei c&#8217;è Dominique, un bambino di sette anni che qualcuno ha accompagnato da lei questa mattina. Sulla maglietta che gli è stata regalata dopo averlo lavato e nutrito c&#8217;è scritto “uomo senza frontiere&#8221;, ma lui è solo un bambino, un bambino malnutrito, un bambino condannato dal Rwanda. Gli orfanotrofi statali lo hanno rifiutato, un&#8217;organizzazione internazionale lo ha tolto dalla strada e lo ha presentato a Madame Carr. La piccola americana che ama fiori e bambini lo ha invece semplicemente abbracciato.<br />
Dominique è oggi il novantatreesimo bambino dell&#8217;orfanotrofio di Madame Carr.<br />
“La famiglia aumenta di giorno in giorno, e finché c&#8217;è spazio, finché c&#8217;è modo, io non me la sento di dire no&#8221;.<br />
</span><span style="font-size: 12.96px; ">Lasciamo Madame Carr ai suoi bambini e al suo giardino, allontanandoci un po&#8217; imbarazzati dentro ad una grande Toyota bianca.<br />
Ci sentiamo un po&#8217; ridicoli in questo momento, <span style="text-decoration: underline;">noi pieni delle nostre certezze occidentali, ma completamente legati, profondamente impotenti&#8230; eppure non è difficile cambiare il mondo&#8230; Lei, ricca solo dei suoi fiori e di un amore che non si può imparare ad avere, con tutta modestia e con estrema tenacia, lo ha cambiato, e lo cambia ogni giorno</span>.<br />
</span><span style="font-size: 12.96px; ">Quella di Madame Carr sembra una bella favola, ma è la realtà.<br />
E la verità, come spesso accade, costa più di quanto sembri.<br />
L&#8217;orfanotrofio della piccola americana dalle energie di un vulcano, è sostenuto dal Programma Alimentare Mondiale, che fornisce il cibo, e da offerte spontanee per l&#8217;affitto dell&#8217;immobile, le spese di funzionamento, di manutenzione ecc.<br />
Nonostante i disordini dell&#8217;estate 1998, in seguito ai quali la Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire) dichiarò guerra al Rwanda, e nonostante l&#8217;ambasciata americana ed alcuni rappresentanti delle Nazioni Unite e delle organizzazioni internazionali la spinsero ad evacuare per porre in salvo la propria esistenza, la piccola americana non ha più accettato di andarsene da quella che considera la sua terra.<br />
</span><span style="font-size: 12.96px; ">Nonostante i consigli, le minacce e la paura lei è rimasta con i suoi bambini dimostrando che la presenza a volte vale più di qualunque altra cosa.<br />
</span><span style="font-size: 12.96px; ">Madame Carr non chiede nulla, la sua dignità è troppo grande per domandare denaro, ma noi sappiamo che è una donna onesta e che per gestire una casa che ospita quasi 100 orfani servono quattrini. Noi le crediamo.<br />
</span><span style="font-size: 12.96px; ">Se qualcun altro ha fiducia in lei e se la sente di dare una mano, siamo certi che il mondo continuerà a cambiare.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.96px; ">Banque de Kigali, bureau de Gisenyi<br />
</span><span style="font-size: 12.96px; ">c/c 040-602826-70<br />
</span><span style="font-size: 12.96px; ">intestato a “M. Rosemunde Carr – Orphelinat IMBABAZI Gisenyi”</span></p>
<p>Per scriverle: M. Carr, BP 98, Gisenyi &#8211; Rwanda</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/uTh6ReOARKw&amp;feature" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/uTh6ReOARKw&amp;feature"></embed></object></p>
<p>Rosamunda ha anche pubblicato nel 1999 un libro: &#8220;<a href="http://www.amazon.com/Land-Thousand-Hills-Life-Rwanda/dp/0670887803" target="_blank">Land of a Thousand Hills: my Life in Rwanda</a>&#8220;</p>
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		<title>Severn Suzuki</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Nov 2010 15:19:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mammannaggia</dc:creator>
				<category><![CDATA[-gente "comune"]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Ispiranti]]></category>
		<category><![CDATA[Società e Costume]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Severn Suzuki è una attivista Canadese, nel 1992 a 12 anni, tenne un discorso durante il Vertice della Terra a Rio de Janeiro per sensibilizzare i &#8220;potenti&#8221; sui problemi ambientali. L&#8217;anno dopo fu insignita dal Programma delle Nazioni Unite per l&#8217;Ambiente del Global 500 Roll of  Honour, niente male per una &#8220;bambina&#8221;, forse un po&#8217; pilotata <p><a href="http://www.cubosphera.net/2010/11/05/severn-suzuki/">...continua...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="eow-title-title" title="Severn Suzuki la ragazzina che zitti il mondo per 6 minuti (1992)" dir="ltr"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Severn_Cullis-Suzuki" target="_blank">Severn Suzuki</a> è una attivista Canadese, nel 1992 a 12 anni, tenne un discorso durante il Vertice della Terra a Rio de Janeiro per sensibilizzare i &#8220;potenti&#8221; sui problemi ambientali. L&#8217;anno dopo fu insignita dal Programma delle Nazioni Unite per l&#8217;Ambiente del Global 500 Roll of  Honour, niente male per una &#8220;bambina&#8221;, forse un po&#8217; pilotata ma comunque notevole.</span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/IC8zH5dkslY&amp;feature" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/IC8zH5dkslY&amp;feature"></embed></object></p>
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		<title>Giorgio Bettinelli</title>
		<link>http://www.cubosphera.net/2010/10/19/giorgio-bettinelli/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 14:42:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alino</dc:creator>
				<category><![CDATA[-avventurieri ed esploratori]]></category>
		<category><![CDATA[-gente "comune"]]></category>
		<category><![CDATA[Libri & co]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;">Giorgio Bettinelli&#8230;un vero italiano vero cittadino del mondo.
A cavallo della Vespa ha fatto 2 volte il giro del mondo!&#8230;sul serio!
Chilometro dopo chilometro ha scritto quattro magnifici libri di viaggio&#8230;tutti da leggere:
1997) Da Roma a Saigon
2002) Brum brum
2005) Rhapsody in black
2008) La Cina in Vespa</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Qui di seguito il suo &#8220;curriculum&#8221; di viaggiatore. Dal <p><a href="http://www.cubosphera.net/2010/10/19/giorgio-bettinelli/">...continua...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Bettinelli" target="_blank"><img class="alignright" title="Giorgio in una delle sue 135 case" src="http://put.edidomus.it/auto/mondoauto/attualita/foto/180908_bettinelli.jpg" alt="" width="220" height="147" />Giorgio Bettinelli</a>&#8230;un vero italiano vero cittadino del mondo.<br />
A cavallo della Vespa ha fatto 2 volte il giro del mondo!&#8230;sul serio!<br />
Chilometro dopo chilometro ha scritto quattro magnifici libri di viaggio&#8230;tutti da leggere:<br />
1997) <a href="http://www.ibs.it/code/9788807815959/bettinelli-giorgio/in-vespa-da-roma.html" target="_blank">Da Roma a Saigon</a><br />
2002) <a href="http://www.ibs.it/code/9788807818141/bettinelli-giorgio/brum-brum-254-000-chilometri.html" target="_blank">Brum brum</a><br />
2005) <a href="http://www.ibs.it/code/9788807819742/bettinelli-giorgio/rhapsody-in-black-in.html" target="_blank">Rhapsody in black</a><br />
2008) <a href="http://www.ibs.it/code/9788807721892/bettinelli-giorgio/cina-in-vespa.html" target="_blank">La Cina in Vespa</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Qui di seguito il suo &#8220;curriculum&#8221; di viaggiatore. Dal suo ultimo libro:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Nel maggio del 1992, a Bali, mi viene regalata una vecchissima Vespa, e da quel giorno la mia vita, che ormai programmavo tranquilla e stanziale in quel villaggio sulla costa est dell&#8217;isola, è cambiata dal giorno alla notte, ha subito uno scossone violento di quelli che portò può dare soltanto una storia d&#8217;amore o una supervincita al Totocalcio o un&#8217;improvvisa follia&#8230;<br />
Da allora, dopo un breve apprendistato scooteristi tra Giava e Sumatra e<br />
1) un viaggio dall&#8217;Italia al Vietnam (24.000 km in sette mesi),<br />
2) c&#8217;è stato un secondo raid in Vespa, dall&#8217;Alaska alla Terra del Fuoco (36.000 km in nove mesi);<br />
3) poi un terzo da Melbourne a Città del Capo (52.000 km in un anno esatto);<br />
4) e poi ancora un quarto viaggio dalla Terra del Fuoco alla Tasmania via terra (144.000 km in tre anni e otto mesi no-stop).<br />
E così i chilometri complessivi macinati dalle mie Vespa (a volte con lentezza esasperante, a volte con velocità da crociera e poche altre a tutto gas), sono diventati 256.000 tondi tondi.<br />
In 134 nazioni diverse, alcune delle quali attraversate tre volte in tre rispettivi viaggi, come Iran, Pakistan, India e Thailandia.<br />
Più di sei volte la circonferenza dell&#8217;equatore e due volte tutti i continenti, con la sola esclusione dell&#8217;Antartide.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Tristemente Giorgio è morto a fine 2008 in Cina in circostanze poco chiare (non viaggiando!).<br />
Stava scrivendo del Tibet&#8230;Nazione talmente unica da meritare un libro intero.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/AAj6tQLz6ZA&amp;feature" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/AAj6tQLz6ZA&amp;feature"></embed></object></p>
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		<title>Don Ciotti</title>
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		<pubDate>Sat, 01 May 2010 16:32:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[-gente "comune"]]></category>
		<category><![CDATA[-politici]]></category>
		<category><![CDATA[-uomini di cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Ispiranti]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>A Milano in 20 marzo 2010, 150.000 persone tra cui tantissimi ragazzi e scuole hanno sfilato con Libera per manifestare contro la mafia. Nata dall&#8217;idea e dal lavoro di Don Ciotti,  Libera raccoglie una serie di gruppi che in tutta Italia si impegnano a contrastare con fatti e informazione la presenza della mafia e il <p><a href="http://www.cubosphera.net/2010/05/01/don-ciotti-a-milano/">...continua...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Milano in 20 marzo 2010, 150.000 persone tra cui tantissimi ragazzi e scuole hanno sfilato con <a href="http://www.libera.it" target="_blank">Libera</a> per manifestare contro la mafia. Nata dall&#8217;idea e dal lavoro di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Ciotti" target="_blank">Don Ciotti</a>,  Libera raccoglie una serie di gruppi che in tutta Italia si impegnano a contrastare con fatti e informazione la presenza della mafia e il velo di silenzio che ne copre le attività. Davanti al Duomo di Milano, dopo aver letto per più di un&#8217;ora l&#8217;elenco delle vittime di mafia insieme ai familiari, alle forze dell&#8217;ordine e ai rappresentanti delle istituzioni,  Don Ciotti ha parlato con passione di &#8220;memoria e impegno&#8221;. In una società tesa tra libertà di stampa, internet e l&#8217; eccesso di televisioni e palchetti da cui ognuno può parlare senza assumere la responsabilità di ciò che va dicendo, le parole di un uomo con dei valori davanti a una piazza stracolma suonano forse come antiquate, ma proprio per questo diverse, credibili.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/wqxx6lZPZ9E" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/wqxx6lZPZ9E"></embed></object></p>
<p>Per conoscere meglio Don Ciotti qui di seguito una bella intervista in cui racconta la sua vita e il suo impegno&#8230;</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ytwhMFdeVys&amp;feature" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/ytwhMFdeVys&amp;feature"></embed></object></p>
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		<title>Alda Merini</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 17:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franzmarc</dc:creator>
				<category><![CDATA[-gente "comune"]]></category>
		<category><![CDATA[-uomini di cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri & co]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Alda Merini (Milano, 21 marzo 1931 – Milano, 1º novembre 2009) è stata una poetessa e scrittrice italiana.
Nata in una famiglia di condizioni modeste, minore di tre fratelli, che la scrittrice fa comparire, sia pure con un certo distacco, nella sua poesia.
Alda Merini frequenta da ragazza le scuole professionali e cerca, senza riuscirci per non <p><a href="http://www.cubosphera.net/2010/01/22/alda-merini/">...continua...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alda_Merini" target="_blank"><img class="alignright" title="Ada Merini" src="http://www.cultura.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/alda-merini.jpg" alt="" width="400" height="302" />Alda Merini</a></strong> (Milano, 21 marzo 1931 – Milano, 1º novembre 2009) è stata una poetessa e scrittrice italiana.<br />
Nata in una famiglia di condizioni modeste, minore di tre fratelli, che la scrittrice fa comparire, sia pure con un certo distacco, nella sua poesia.<br />
Alda Merini frequenta da ragazza le scuole professionali e cerca, senza riuscirci per non aver superato la prova di italiano, di essere ammessa al Liceo Manzoni.<br />
Nello stesso periodo, si dedica allo studio del pianoforte, strumento da lei particolarmente amato.<br />
Esordisce come autrice giovanissima, a soli quindici anni, sotto la guida di Giacinto Spagnoletti che scoprì il suo talento artistico.<br />
Nel 1947, Merini incontra &#8220;le prime <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_bipolare" target="_blank">ombre della sua mente</a>&#8221; e viene internata per un mese nella clinica Villa Turro.<br />
Nel periodo che va dal 1950 al 1953 la Merini frequenta per lavoro e per amicizia Salvatore Quasimodo.<br />
Nel 1979 la Merini ritorna a scrivere, dando il via ai suoi testi più intensi sulla drammatica e sconvolgente esperienza del manicomio, testi contenuti in quello che può essere inteso, come scrive Maria Corti &#8220;il suo capolavoro&#8221;: <em>&#8220;La Terra Santa&#8221;</em> con la quale vincerà nel 1993 il Premio Librex Montale.<br />
Ma le pene della scrittrice non sono finite. Nel 1981 muore il marito e la scrittrice, rimasta sola e ignorata dal mondo letterario cerca inutilmente di far ascoltare la sua voce.</p>
<p>Tra il 1953 e il 2009 pubblicha più di 100 opere.</p>
<p>Il 18 marzo 2002 è stata insignita del Sigillo longobardo, onorificenza assegnata ogni anno dal Consiglio regionale della Lombardia nell&#8217;ambito della tradizionale &#8220;Festa dello Statuto&#8221;.<br />
Il 16 ottobre del 2007 le viene concessa dalla Facoltà di Scienze della Formazione di Messina, la laurea magistrale honoris causa, in &#8220;Teorie della comunicazione e dei linguaggi&#8221;.<br />
In più occasioni è stata avanzata la sua candidatura al premio Nobel per la Letteratura.</p>
<p>Pubblico qui una sua breve poesia:<br />
Sono<br />
molto<br />
irrequieta<br />
quando<br />
mi legano<br />
allo spazio.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/0zM86hABO98" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/0zM86hABO98"></embed></object></p>
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