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	<title>CONDIVIDIAMO LA CULTURA &#187; Cultura Generale</title>
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		<title>Capitalismo fallito! Occorre cambiare stile di vita</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 15:02:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guest</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consumo Critico]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Idee Per Migliorare]]></category>
		<category><![CDATA[Idee e Ipotesi]]></category>
		<category><![CDATA[Ispiranti]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società e Costume]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>&#8230;da cadoinpiedi.it :</p>
<p>Monti dice che il posto fisso è monotono, meglio il lavoro flessibile. Posso capire perché lo dice, solo che c&#8217;è un problema: cambiare le regole di un gioco mentre si gioca non è corretto. La promessa nata nel Novecento e poi riformulata con forza dal dopoguerra in avanti era: andrete via dalle campagne, <p><a href="http://www.cubosphera.net/2012/02/02/capitalismo-fallito-occorre-cambiare-stile-di-vita/">...continua...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://lh6.ggpht.com/_swqQn27o0OE/TIJ3-SCSGRI/AAAAAAAABWo/KjPJZRHip_0/consumerism-illustration%5B3%5D.jpg" alt="" width="512" height="377" /></p>
<p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;">&#8230;da <a href="http://www.cadoinpiedi.it/2012/02/02/monti_perotti.html" target="_blank">cadoinpiedi.it</a> :</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;">Monti dice che </span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;"><a href="http://video.corriere.it/posto-fisso-monotono/9761c5c4-4d74-11e1-bd39-8bec83f04289" target="_blank">il posto fisso è monotono</a>, meglio il lavoro flessibile. Posso capire perché lo dice, solo che c&#8217;è un problema: </span><strong style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;">cambiare le regole di un gioco mentre si gioca non è corretto</strong><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;">. La promessa nata nel Novecento e poi riformulata con forza dal dopoguerra in avanti era: andrete via dalle campagne, poi perfino dall&#8217;industria, avrete tutti la cravatta, lavorerete in città, avrete posto fisso, macchinetta, casetta, 28 gradi d&#8217;inverno, farete shopping, avrete le vacanze&#8230; Il gioco era quello. E invece oggi si scopre che </span><strong style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;">questa promessa non verrà mantenuta, il Sistema non ce la fa</strong><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;">. Dunque si è trattato di una truffa, o quanto meno di un errore. Questo Capitalismo, che faceva quella promessa, </span><strong style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;">è fallito, non può più garantire il benessere diffuso e chiede sacrifici per tornare uno o due passi indietro</strong><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;">. </span><br style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;" /><br style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;" /><strong style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;">E&#8217; molto spiacevole la mancanza di autocritica da parte di Monti</strong><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;">. Lui rappresenta quella cultura, quel pensiero. Lo ha studiato, formulato, insegnato. Mi aspettavo che dicesse &#8220;</span><strong style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;">Abbiamo fallito, il Sistema non funziona, è fatto male. Dobbiamo rifondarlo nella missione e negli strumenti, cambiare prospettiva. In quest&#8217;ottica anche il lavoro va rivisto</strong><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;">&#8220;. Invece niente. E oggi chiede un cambiamento senza ammettere una parte degli errori culturali che hanno permesso questa situazione, senza dirci qual è il nuovo sistema, quali sono i nuovi principi, come dovrebbe funzionare. </span><br style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;" /><br style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;" /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;">Tuttavia, questa è la metà del ragionamento. </span><strong style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;">Una truffa ha sempre due attori: chi promette una cosa irrealizzabile e chi crede in quella promessa</strong><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;"> perché gli fa comodo o gli va di rischiare. Qualcuno a quella truffa c&#8217;ha creduto. Molti. Tutti l&#8217;abbiamo fatto. Chi ha creduto in quella promessa fasulla ha sbagliato, a sua volta, e oggi mentre critica la truffa deve assumere una parte di responsabilità su di sé. </span><strong style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;">Lavorare e basta, per guadagnare soldi che servono a sprecare, per aderire a un modello consumista che non produce benessere, era sbagliato</strong><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;">. Lavorare tutti i giorni, pedissequamente, facendo denaro per consumare cose inutili, con denaro che spesso non abbiamo, per impressionare persone che non ci amano, per cinquant&#8217;anni di vita, è un modello che andava rifiutato, come ci dissero </span><strong style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;">Bianciardi, Pasolini, perfino Berlinguer</strong><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;"> negli anni Sessanta e Settanta. Ma non li abbiamo ascoltati. Se una gran parte di noi non avesse creduto che la felicità è in una lavatrice, in un&#8217;automobile, in un biglietto da visita, le cose non sarebbero andate così. </span><strong style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;">Anche noi dobbiamo fare autocritica, dunque. Noi abbiamo aderito a quel Sistema, dunque siamo correi</strong><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;">.</span><br style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;" /><br style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;" /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;">Ci sono persone in difficoltà, sempre di più. Lo Stato deve sostenerle. </span><strong style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;">Uno Stato avanzato deve occuparsi di chi non ha risorse, cultura, strumenti per scegliere ed essere autosufficiente</strong><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;">. Il discorso di Monti va bene ma solo per quelli in gamba, che non hanno paura, che sanno come cavarsela. D&#8217;altro canto, tutti gli altri,</span><strong style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;">la maggioranza del Paese, deve cambiare abitudini e smettere di aderire volontariamente, perfino felicemente, alla grande truffa</strong><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;">. Bisogna vivere fuori dalle città, dove le case da ristrutturare costano 300 euro al metro quadrato, fuori dal consumismo che riempie le nostre case di oggetti inutili. Occorre andare al ristorante cinque volte l&#8217;anno, spendere non più di 15 euro a bimestre di bolletta elettrica per una persona single, smettere di spendere 1600 euro l&#8217;anno al bar, o 4.000 euro l&#8217;anno per la donna delle pulizie che pulisce una casa in cui non stiamo mai (perché siamo lavorare), che dobbiamo pulirci da soli. Occorre smettere di andare in giro come delle trottole, spendendo migliaia di euro l&#8217;anno di automobile, ma starcene di più a casa, cercare lì la quiete e l&#8217;equilibrio. Bisogna smettere di comprare l&#8217;ultimo modello di telefono, di iPad, di iPhone e farci durare quello che abbiamo, costringendo le aziende a smetterla con il subdolo stillicidio dei nuovi modelli ogni tre mesi. </span><strong style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;">Occorre autoprodurre quel che si può, divertirsi con niente, senza dover necessariamente spendere</strong><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;">. E&#8217; necessario recedere dai bisogni che si hanno e non farsene nascere di nuovi indotti dalla pubblicità. Consumare poco, sprecare meno (il 25 dicembre buttiamo via, in un solo giorno, 800 milioni di euro di cibo!), inquinare meno, produrre meno rifiuti, riciclare, riparare, riutilizzare, condividere auto, case, risparmiare sul consumo energetico&#8230;</span><br style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;" /><br style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;" /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;">In quest&#8217;ottica basta poco per vivere, dunque si può sostenere meglio il lavoro flessibile. Che </span><strong style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;">non è più una scelta, ma la realtà che resta di un Sistema fallito</strong><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;">. Un Sistema che, presto o tardi, forse già oggi, ci proporrà un altro miraggio. Destinato di nuovo a fallire.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/nBcK92hzEoA&amp;feature" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/nBcK92hzEoA&amp;feature"></embed></object></span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Italiano Medio (by Maccio Capatonda)</title>
		<link>http://www.cubosphera.net/2012/02/02/italiano-medio-by-maccio-capatonda/</link>
		<comments>http://www.cubosphera.net/2012/02/02/italiano-medio-by-maccio-capatonda/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 13:52:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PSDC</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Divertimento]]></category>
		<category><![CDATA[Ispiranti]]></category>
		<category><![CDATA[Società e Costume]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>&#8230;ridere per non piangere&#8230;
Guardate il video&#8230;dura pochissimo&#8230;e spiega molte cose&#8230;quasi tutte!
Oserei dire&#8230;GENIALE !</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Y1RWxPMSe3E&amp;feature" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/Y1RWxPMSe3E&amp;feature"></embed></object></p>
<p>&#8230;ridere per non piangere&#8230;<br />
Guardate il video&#8230;dura pochissimo&#8230;e spiega molte cose&#8230;quasi tutte!<br />
Oserei dire&#8230;GENIALE !</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>favorire lo sviluppo etico attraverso consumo critico e tasse</title>
		<link>http://www.cubosphera.net/2012/02/01/favorire-lo-sviluppo-etico-attraverso-consumo-critico-e-tasse/</link>
		<comments>http://www.cubosphera.net/2012/02/01/favorire-lo-sviluppo-etico-attraverso-consumo-critico-e-tasse/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 13:52:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consumo Critico]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Idee Per Migliorare]]></category>
		<category><![CDATA[Idee e Ipotesi]]></category>
		<category><![CDATA[Ispiranti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Nel &#8220;mercato globale&#8221; i beni e servizi prodotti dal &#8220;luogo GRIGIO&#8221;, hanno diritto d&#8217;esser venduti anche nel &#8220;luogo AZZURRO&#8221;.</p>
<p>Nel &#8220;luogo AZZURRO&#8221;</p>

si investe tempo, energia, denaro, ingegno ed impegno per proteggere l&#8217;ambiente (leggi anti inquinamento e sviluppo nuove tecnologie&#8230;)
si investe tempo, energia, denaro, ingegno ed impegno per massimizzare la legalità (leggi anti corruzione, protezione testimoni, giuste condanne&#8230;)
si <p><a href="http://www.cubosphera.net/2012/02/01/favorire-lo-sviluppo-etico-attraverso-consumo-critico-e-tasse/">...continua...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://outlookafghanistan.net/assets/assets1011/LEA.jpg" alt="" width="420" height="320" /></p>
<p>Nel &#8220;mercato globale&#8221; i beni e servizi prodotti dal &#8220;luogo GRIGIO&#8221;, hanno diritto d&#8217;esser venduti anche nel &#8220;luogo AZZURRO&#8221;.</p>
<p>Nel &#8220;luogo AZZURRO&#8221;</p>
<ul>
<li>si investe tempo, energia, denaro, ingegno ed impegno per <span style="text-decoration: underline;"><strong>proteggere l&#8217;ambiente</strong></span> (leggi anti inquinamento e sviluppo nuove tecnologie&#8230;)</li>
<li>si investe tempo, energia, denaro, ingegno ed impegno per <span style="text-decoration: underline;"><strong>massimizzare la legalità</strong></span> (leggi anti corruzione, protezione testimoni, giuste condanne&#8230;)</li>
<li>si investe tempo, energia, denaro, ingegno ed impegno per<strong> </strong><span style="text-decoration: underline;"><strong>proteggere i lavoratori</strong></span> (leggi anti infortunistiche, sindacati&#8230;)</li>
<li>si investe tempo, energia, denaro, ingegno ed impegno per <strong><span style="text-decoration: underline;">migliorare la qualità della vita del popolo</span></strong> (finanziamenti alla cultura, sanità, infrastrutture, sport&#8230;)</li>
<li>si investe tempo, energia, denaro, ingegno ed impegno per <span style="text-decoration: underline;"><strong>crescere come società</strong></span> (incentivi allo sviluppo&#8230;)</li>
<li>si investe tempo, energia, denaro, ingegno ed impegno per <strong><span style="text-decoration: underline;">favorire la libertà degli individui</span></strong> (liberalizzazione di religioni, politiche, opinioni, parola, stampa&#8230;)</li>
<li>si investe tempo, energia, denaro, ingegno ed impegno per <span style="text-decoration: underline;"><strong>stare al passo coi tempi</strong></span> (nuove tecnologie, aggiornamento leggi tecniche&#8230;)</li>
<li>si investe tempo, energia, denaro, ingegno ed impegno per <strong><span style="text-decoration: underline;">capire il contesto generale</span></strong> (attenzione ai nuovi assetti socio-economici internazionali&#8230;)</li>
<li>si investe tempo, energia, denaro, ingegno ed impegno per <span style="text-decoration: underline;"><strong>minimizzare gli sprechi</strong></span> (semplificazione, revisioni, sorveglianza&#8230;)</li>
<li>si investe tempo, energia, denaro, ingegno ed impegno per <strong><span style="text-decoration: underline;">proteggere i diritti dei cittadini</span></strong> (assistenza sociale&#8230;)</li>
<li>si investe tempo, energia, denaro, ingegno ed impegno per <span style="text-decoration: underline;"><strong>massimizzare la democrazia</strong></span> (leggi elettorali, libertà d&#8217;espressione politica&#8230;)</li>
<li>si investe tempo, energia, denaro, ingegno ed impegno per <span style="text-decoration: underline;"><strong>incentivare l&#8217;educazione civica</strong></span> (istruzione scolastica e familiare, dare il buon esempio&#8230;)</li>
</ul>
<p>Nel &#8220;luogo GRIGIO&#8221;</p>
<ul>
<li> non si investe nulla (o molto poco) nelle cose elencate sopra</li>
</ul>
<p>I beni e servizi del &#8220;luogo GRIGIO&#8221;, vista la lista di sopra, ovviamente, costano molto meno.<br />
I produttori dei beni e servizi del &#8220;luogo AZZURRO&#8221; vendono poco o niente data la concorrenza economicamente inarrivabile.<br />
Il &#8220;luogo AZZURRO&#8221; diventa eticamente e socialmente sviluppatissimo ma economicamente fragile e vacillante, destinato al collasso.</p>
<p>Personalmente vedo due soluzioni:</p>
<ol>
<li>Il consumo critico: il consumatore acquista beni e prodotti del &#8220;luogo AZZURRO&#8221; anche se costano di più, perché dà una profondo valore alla lista di sopra.</li>
<li>Dazi doganali &#8220;etici&#8221;: il governo del &#8220;luogo AZZURRO&#8221; sovrattassa i beni e servizi del &#8220;luogo GRIGIO&#8221;.</li>
</ol>
<p>&#8230;così facendo si favorirebbero economicamente i beni e servizi &#8220;etici&#8221; del &#8220;luogo AZZURRO&#8221; ed indirettamente si imporrebbe ai &#8220;luoghi GRIGI&#8221; di investe tempo, energia, denaro, ingegno ed impegno nello sviluppo di una società più ricca culturalmente, giusta, etica e responsabile.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>video CONTRO il turismo sessuale</title>
		<link>http://www.cubosphera.net/2012/01/30/video-contro-il-turismo-sessuale/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 12:34:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guest</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cattive Compagnie]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Ispiranti]]></category>
		<category><![CDATA[Società e Costume]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&#38;v=rNFYoRaZAVc</p>
<p>il turismo sessuale è una piaga sociale gravissima</p>
<p>va combattuta</p>
<p>istruendo
perchè</p>
<p>IGNORARE RENDE COMPLICI</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=rNFYoRaZAVc">http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=rNFYoRaZAVc</a></p>
<p>il turismo sessuale è una piaga sociale gravissima</p>
<p>va combattuta</p>
<p>istruendo<br />
perchè</p>
<p>IGNORARE RENDE COMPLICI</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La dittatura dell&#8217;Oligarchia Globale</title>
		<link>http://www.cubosphera.net/2012/01/15/la-dittatura-delloligarchia-globale/</link>
		<comments>http://www.cubosphera.net/2012/01/15/la-dittatura-delloligarchia-globale/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 11:25:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoMa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cattive Compagnie]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Ispiranti]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Le banche ricevono denaro a basso interesse ed al posto di reimmetterlo sul mercato del lavoro a basso interesse lo usano per comprare i BTP, ovvero il nostro debito. Strozzini con i nostri soldi!
Così cresce il nostro debito e loro fanno ancora più affari. Questo governo, messo li dalla grande finanza, vuol invece convincerci che <p><a href="http://www.cubosphera.net/2012/01/15/la-dittatura-delloligarchia-globale/">...continua...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://2.bp.blogspot.com/_3Cw04KGjkvM/TTJYhwlt5XI/AAAAAAAAABk/HKUEsSr7nbY/s1600/all_seeing_eye.jpg" alt="" width="400" height="523" /></p>
<p>Le banche ricevono denaro a basso interesse ed al posto di reimmetterlo sul mercato del lavoro a basso interesse lo usano per comprare i BTP, ovvero il nostro debito. Strozzini con i nostri soldi!<br />
Così cresce il nostro debito e loro fanno ancora più affari. Questo governo, messo li dalla grande finanza, vuol invece convincerci che il problema sono i taxi e che il costo della benzina dipende dalla rete di distribuzione!!<br />
Beh se noi italiani ci crediamo &#8230;. ce lo meritiamo!!!<br />
Le agenzie di rating, soggetti privati in mano alla grande finanza, <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/noi_preferiamo_democrazia_e_nostri_debiti_sempre_pagati/15-01-2012/articolo-id=566970-page=0-comments=1" target="_blank">declassano l’Italia, e promuovono la Cina</a> paese iperinquinante, senza democrazia, fiancheggiatore di tutte le dittature africane, privo di regole chiare di finanza, e l’India paese dove esistono ancora le caste, milioni di miserabili, dove c’è guerra ed un conflitto religioso che non ha pari altrove.<br />
Oh voi che siete contro le frontiere, contro gli stati nazionali, contro la cultura delle identità e delle diversità, voi che siete per il villaggio globale ed avete auspicato il trionfo dell’ugualitarismo globalizzato e del umanitarismo compassionevole sappiate che siete i primi responsabili del nuovo governo mondiale di pochi , eletti da nessuno, pochi che tutti son costretti a rispettare.</p>
<p>Io non voglio più pagare solo perché qualcuno che non conosco e che non ha titolo dice che debbo farlo!!!!!!</p>
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		<title>giornalisti irresponsabili e criminogeni</title>
		<link>http://www.cubosphera.net/2012/01/15/giornalisti-irresponsabili-e-criminogeni/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 23:37:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cattive Compagnie]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo & Press]]></category>
		<category><![CDATA[Idee Per Migliorare]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Società e Costume]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>E&#8217; fondamentale assumersi la responsabilità delle proprie azioni e parole ed è buona norma tacere quando si sa di non sapere.
I giornalisti e le testate giornalistiche sono professionisti delle parole pubblicate e sono più che consapevoli del fatto che in molti ti leggeranno/ascolteranno.</p>
<p>Ma in Italia le masse si informano frettolosamente e superficialmente, l&#8217;informazione fa propaganda <p><a href="http://www.cubosphera.net/2012/01/15/giornalisti-irresponsabili-e-criminogeni/">...continua...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://2.bp.blogspot.com/-M5T7f-1MV5Y/Ti2DZdnhdxI/AAAAAAAABro/-Z5mhfF5cK4/s400/responsibility%255B1%255D.jpg" alt="" width="300" height="222" /></p>
<p>E&#8217; fondamentale assumersi la responsabilità delle proprie azioni e parole ed è buona norma tacere quando si sa di non sapere.<br />
I giornalisti e le testate giornalistiche sono professionisti delle parole pubblicate e sono più che consapevoli del fatto che in molti ti leggeranno/ascolteranno.</p>
<p>Ma in Italia le masse si informano frettolosamente e superficialmente, l&#8217;informazione fa propaganda e cavalca i sensazionalismi e nessuno più si assume nessuna responsabilità&#8230;vale tutto&#8230;si può dire e fare impunemente qualsiasi cosa.</p>
<p>Questa miscela è triste e pericolosissima&#8230;un paio di esempi recentissimi al volo:</p>
<p>Dicembre 2011<br />
Una ragazzina di Torino ha detto d&#8217;esser stata stuprata da due zingari.<br />
Immediata la reazione &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Caccia_alle_streghe" target="_blank">stile 1500</a>&#8220;!<br />
Ma si scopre poche ore dopo che era tutto falso.<br />
Queste le notizie pubblicate prima: &#8220;<a href="http://www.torinotoday.it/cronaca/violentata-ragazza-16-anni-vallette-torino.html" target="_blank">&#8230;siamo sicuri che si sia trattato di due zingari romeni che abitano in una cascina qui vicino. Io li ho visti mentre fuggivano e ho provato a inseguirli, ma senza successo&#8230;</a>&#8220;.<br />
E queste quelle pubblicate dopo: &#8220;<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/10/torino-stuprata-smentisce-fiaccolata-finisce-lincendio-campo/176718/" target="_blank">&#8230;la sedicenne del quartiere Vallette ha ammesso di essersi inventata tutto&#8230;</a>&#8220;.</p>
<p>Gennaio 2012<br />
Un vigile viene investito ed ucciso da un pirata della strada.<br />
Immediatamente alcuni giornali denunciano i colpevoli: due rom.<br />
Poi invece si scopre che sono un tedesco ed un italiano.<br />
Queste le notizie pubblicate prima: &#8220;<a href="http://www.oggi.it/attualita/cronaca/2012/01/13/milano-vigile-ucciso-dal-suv-arrestati-due-rom-stavano-scappando-in-francia/" target="_blank">&#8230;fermati a Ventimiglia due rom di etnia sinti che stavano cercando di passare il confine con la Francia. Secondo gli inquirenti, sarebbero loro i responsabili della tragedia&#8230;</a>&#8220;.<br />
E queste quelle pubblicate dopo: &#8220;<a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/01/14/news/vigile_ucciso_a_milano_i_due_ricercati_per_due_ore_sul_posto_dopo_il_delitto-28104768/" target="_blank">&#8230;di passaporto tedesco il proprietario del Suv mentre è italiano il suo amico e complice abituale&#8230;</a>&#8220;.</p>
<p>Vorrei che i giornali e giornalisti si assumessero le responsabilità morali, etiche, culturali, legali e penali delle conseguenze tutte di quel che pubblicano.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>impronta ecologica in chili all&#8217;anno di materiali</title>
		<link>http://www.cubosphera.net/2011/11/24/impronta-ecologica-in-chili-allanno-di-materiali/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 11:33:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente ed Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Consumo Critico]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La BBC oggi pubblica un trafiletto &#8220;banale&#8221; dove per la milionesima volta viene ripetuto quanto tanto siamo inquinanti.
Lo riporto perché a questo giro è carino il metro utilizzato per misurare il &#8220;problema&#8221;.
Ognuno di &#8220;noi&#8221; (in UK), indipendentemente dall&#8217;età e dal sesso, &#8220;partorisce&#8221; OGNI SINGOLO ANNO (in massa equivalente):</p>

18 adulti fatti di cemento
16 adulti fatti di <p><a href="http://www.cubosphera.net/2011/11/24/impronta-ecologica-in-chili-allanno-di-materiali/">...continua...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="http://www.bbc.co.uk/news/magazine-15863049" target="_blank">BBC oggi pubblica</a> un trafiletto &#8220;banale&#8221; dove per la milionesima volta viene ripetuto quanto tanto siamo inquinanti.<br />
Lo riporto perché a questo giro è carino il metro utilizzato per misurare il &#8220;problema&#8221;.<br />
Ognuno di &#8220;noi&#8221; (in UK), indipendentemente dall&#8217;età e dal sesso, &#8220;partorisce&#8221; OGNI SINGOLO ANNO (in massa equivalente):</p>
<ul>
<li>18 adulti fatti di cemento</li>
<li>16 adulti fatti di carbone</li>
<li>3 adulti fatti di carta</li>
<li>8 adulti fatti di acciaio</li>
<li>3 bambini fatti di plastica</li>
<li>1 bambino fatto di alluminio</li>
<li>e via così&#8230;</li>
</ul>
<p>&#8230;che senso ha continuare su questa strada al fondo della quale esiste solo un muro invalicabile?!?!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>il teatro in Italia secondo Omar Nedjari</title>
		<link>http://www.cubosphera.net/2011/11/24/il-teatro-in-italia-secondo-omar-nedjari/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 11:17:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guest</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Società e Costume]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Mi presento: sono Omar Nedjari, lavoro in teatro come regista e drammaturgo
per alcuni teatri di Milano e sono presidente di una piccola associazione-
compagnia teatrale che produce spettacoli ed eventi.
Innanzitutto ringrazio Emilia de Biasi per avermi invitato a parlare a nome
della categoria dei giovani lavoratori dello spettacolo, anche se ormai ho 30
anni, quindi sono giovane giusto <p><a href="http://www.cubosphera.net/2011/11/24/il-teatro-in-italia-secondo-omar-nedjari/">...continua...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi presento: sono Omar Nedjari, lavoro in teatro come regista e drammaturgo<br />
per alcuni teatri di Milano e sono presidente di una piccola associazione-<br />
compagnia teatrale che produce spettacoli ed eventi.<br />
Innanzitutto ringrazio Emilia de Biasi per avermi invitato a parlare a nome<br />
della categoria dei giovani lavoratori dello spettacolo, anche se ormai ho 30<br />
anni, quindi sono giovane giusto per l’Italia, visto che in altri paesi, in<br />
Germania ad esempio, ragazzi di 25 anni gestiscono spazi teatrali piuttosto<br />
grandi e i 30enni sono alla guida di piccoli stabili. Ringrazio anche voi per<br />
avermi accolto e spero, quando avrò finito di dire quel che ho preparato che<br />
sarete altrettanto benevoli&#8230; Credo che questa apertura al dialogo sia molto<br />
positiva e dimostri una diversa attenzione nei confronti della cultura che in<br />
questi anni è stata così svalutata.<br />
Arrivo subito al punto: In tutta Italia i lavoratori dello spettacolo stanno<br />
protestando. E il Valle occupato è solo il simbolo di questo malcontento.<br />
Perchè succede questo?<br />
Perchè qualcosa in questi ultimi mesi è successa, oltre naturalmente alla<br />
crisi. Ci sono stati degli atti di violenza contro la nostra categoria che<br />
hanno generato il malcontento. Primo fra tutti il taglio del Fus, e sapete<br />
tutto di questo immagino, fino ad arrivare alla cancellazione del nostro<br />
sussidio di disoccupazione.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Le difficoltà produttive:</span></strong><br />
Vorrei riassumere la situazione dei lavoratori dello spettacolo in Italia.<br />
Esistono in Italia migliaia di piccole compagnie e associazioni che producono o<br />
cercano di produrre eventi artistici (mostre ecc), spettacoli teatrali,<br />
prodotti cinematografici e che si trovano ad affrontare una serie di<br />
impedimenti burocratici e legislativi che spesso rendono il loro proposito<br />
impossibile. Il problema è duplice: esistono troppe compagnie e associazioni e<br />
questo intasa un mercato già di per sè precario e in secondo luogo il dialogo<br />
con le istituzioni è complesso: è difficile venire a conoscenza dei bandi per l’<br />
erogazione di fondi e spesso è difficile accedere al bando. La comunicazione<br />
poi è contraddittoria, giusto per farvi un esempio: ho fatto uno spettacolo in<br />
Piazza Mercanti per il quale (parlo di diversi anni fa) ho chiesto un<br />
contributo al comune. Lo spettacolo era a Giugno. Sono andato negli uffici a<br />
Gennaio, mi hanno detto che era troppo presto e di tornare ad Aprile. Sono<br />
tornato ad Aprile e mi hanno detto che era troppo tardi. Lo spettacolo è stato<br />
spostato a Settembre e quando mi hanno detto di tornare a fine agosto ho<br />
semplicemente cominciato a chiamare tutti i giorni per far procedere la<br />
pratica&#8230;</p>
<p>Ma i problemi di comunicazione con molte istituzioni è dovuto anche a un<br />
fortissimo pregiudizio nei confronti della nostra categoria: non a caso quando<br />
qualcuno dice: “Faccio l’attore” si sente chiedere: “E di lavoro?”. Il problema<br />
anche qui è duplice: da una parte esiste l’idea che chi fa questo mestiere in<br />
fondo lo fa per Hobby perchè è una cosa che gli piace e quindi: perchè dovrebbe<br />
essere pagato? E poi se gli va bene guadagnerà miliardi e quindi perchè si<br />
lamenta? Se non guadagna così tanto vuol dire che non è bravo&#8230; dall’altra<br />
parte c’è la presenza massiccia di sedicenti attori, registi, scrittori,<br />
pittori che si definiscono artisti e che passano la vita millantando di<br />
conoscere un mestiere che ignorano. Questo ha alimento l’idea che tutto sommato<br />
gli artisti per il loro lavoro possono lavorare gratis. La necessità di<br />
riuscire a definire chi in questo lavoro ha il diritto di essere chiamato<br />
professionista apre molte questioni troppo complicate per definirle in questa<br />
sede.<br />
Ma vorrei dire qui che la nostra categoria è composta da molti lavoratori<br />
estremamente preparati, che lavorano, spesso in condizioni economiche<br />
disastrose con un impegno che difficilmente si vede in altri campi e che<br />
sacrifica grossa parte della propria vita a questo mestiere indipendentemente<br />
dalla fama che può o meno arrivare, oltre che per nutrire il proprio ego, per<br />
amore nei confronti della cultura e per la ferma convinzione che questo sia un<br />
lavoro utile alla società. La cultura è elemento fondante di una società. Mi ha<br />
fatto presente Serena Sinigaglia, con cui sto lavorando, che anche dove manca<br />
il cibo, la cultura, la musica, il rito servono da collante e sono elementi<br />
necessari, pensiamo all’Africa. La cultura è più importante anche del cibo.<br />
Bisogna quindi incoraggiare chi fa cultura e non ostacolarlo. Senza contare che<br />
la cultura genera anche economia e non sono io a dirlo ma studi dell’università<br />
Bocconi condotti su progetti culturali.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">I compensi:</span></strong><br />
Gli attori sono divisi in categorie, a seconda del numero di giornate Enpals<br />
che sono state loro versate. La paga minima per un allievo attore (il grado più<br />
basso) è di 43 euro lordi. Il problema fondamentale è che siccome l’enpals è un<br />
onere molto grosso, spesso le piccole realtà (parlo delle compagnie giovani ad<br />
esempio) non pagano i contributi per le prove dove l’Enpals non può avere<br />
controllo diretto. Quindi l’attore lavora tre mesi ma ha solo 10 giorni di<br />
spettacolo con contributi pagati quindi abbiamo Allievi attori di 30 anni,<br />
giovani attori di 50 e giovani registi di 60. I registi ci mettono di più<br />
perchè loro fanno solo le prove e quindi&#8230;<br />
Un altro problema legato alla paga e al dialogo con le istituzioni: le<br />
istituzioni, e parlo anche di comuni e provincie, non hanno spesso idea del<br />
costo effettivo di un attore. E soprattutto non riescono a capire che se si<br />
vuole avere un prodotto di qualità le prove sono necessarie. E che se, ad<br />
esempio, si acquista uno spettacolo gli artisti e i tecnici non lavorano solo<br />
durante le repliche fissate, ma anche nei giorni fissati per le prove. Per 15<br />
giorni di prove un allievo attore, cioè il minimo del minimo&#8230; prenderebbe 645<br />
euro lordi. Invece spesso si ha l’impressione che 300 euro siano più che<br />
sufficienti. È nercessario, e in Italia ho l’impressione che questo sia una<br />
necessità piuttosto diffusa, che alla selezione dei lavori vengano messe<br />
persone competenti, che conoscono i veri problemi e le vere necessità di quello<br />
che vogliono acquistare e di conseguenza possano amministrare meglio i fondi.<br />
Invece di concedere fondi a pioggia a molte realtà sarebbe forse meglio<br />
riservare più fondi alle realtà più meritevoli.</p>
<p>Senza contare un altro enorme problema che sta affossando molte piccole<br />
industrie e il teatro di conseguenza che è il metodo di erogazione dei fondi<br />
pubblici. Molti teatri fanno affidamento su soldi che sono stati loro promessi<br />
da comune o provincia o regione. Questi soldi vengono erogati dopo che tutte le<br />
spese sono state sostenute, costrigendo ad un primo indebitamento. Ma in questi<br />
ultimi mesi tutti i fondi sono stati bloccati per il patto di stabilità ma non<br />
si tratta di un evento straordinario, succede spessissimo che le istituzioni<br />
pubbliche paghino con estremo ritardo. In questo modo chi produce si trova<br />
sempre in debito con i lavoratori e in credito con le istituzioni che<br />
rispondono: Non si preoccupi, pagheremo&#8230; adesso bisogna fare le pratiche&#8230;. e<br />
mentre fanno le pratiche i lavoratori non possono pagare l’affitto, e i<br />
produttori non possono continuare a tenere aperta l’azienda o nel nostro caso<br />
il teatro. Il problema della dilazione dei pagamenti è un problema enorme, che<br />
non tocca solo le istituzioni pubbliche, ma che trovo scandaloso soprattutto<br />
nelle istituzioni pubbliche. Se le istituzioni sanno di non poter pagare,<br />
perchè promettono? E se promettono sapendo di poter pagare, perchè non pagano?<br />
Questo crea, necessariamente, un circolo vizioso, perchè se il lavoratore non<br />
ha i soldi per pagare l’affitto l’affittuario non ha i soldi ecc&#8230; Mi<br />
piacerebbe capire, se i soldi non ci sono come vengono pagati gli impiegati<br />
comunali? Con quali soldi? Che si tolgano i soldi anche a loro, così magari<br />
smetteranno di rispondere: “Non si preoccupi! Insomma! Le arriveranno! Cos’è?<br />
Ha paura che non paghiamo? Siamo la provincia, o il comune ecc&#8230;”<br />
Il pagamento dilazionato è diffusissimo nei lavoratori autonomi in generale, e<br />
siccome il mercato sta chiedendo sempre meno lavoratori dipendenti&#8230; forse<br />
sarebbe il caso di regolamentare questo mercato. I creditori non pagano mai<br />
entro il termine fissato sul contratto. Mai. Se il pagamento è a 60 giorni<br />
pagano a 90, 120, 360&#8230; E il lavoratore cosa può fare? Può lamentarsi, andare<br />
per vie legali, ma rischia di non poter più lavorare in quella realtà o di<br />
spendere più soldi di quelli che aspetta. Sarebbe forse il caso di rivedere un<br />
po’ il sistema economico&#8230; visto che i lavoratori autonomi non sono più una<br />
percentuale bassa. Che ne so, create la possibilità di scambiare il credito.<br />
Quel produttore mi deve 1400 euro e io do il mio credito al mio padrone di<br />
casa, così ci pensa lui a chiedere i soldi a loro. Poi lui scambia quel credito<br />
per un pezzo di pane e il panettiere dovrà vedersela lui con il mio<br />
creditore&#8230; A mio parere il rischio è questo&#8230; Ma torniamo a noi:</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Enpals:</span></strong><br />
La nostra condizione di lavoratori è estremamente anomala. Noi non siamo<br />
tutelati dall’Inps ma dall’enpals. All’enpals è necessario versare il 33 % del<br />
guadagno lordo. Questa soldi che noi versiamo dovrebbe, come per l’Inps,<br />
garantirci una pensione e un sussidio di disoccupazione. Un lavoratore dello<br />
spettacolo lavora, se gli va bene 7 mesi l’anno: la stagione teatrale non dura<br />
di più e i saltuari lavoretti estivi non bastano a coprire tutte le spese..<br />
Viste queste necessità&#8230; il sussidio di disoccupazione è stato eliminato,<br />
proprio quest’anno, dalla corte di cassazione facendo riferimento ad un regio<br />
decreto del 1935. Questo per dimostrare che siamo un paese giovane&#8230;   Non è<br />
tutto: per riuscire ad accumulare abbastanza fondi pensionistici è necessario<br />
versare 120 giornate lavorative annue&#8230; significa 4 mesi ininterrotti di<br />
lavoro. Questo purtroppo significa che tutti i giovani lavoratori non riescono<br />
ad arrivare al minimo garantito per raggiungere la pensione, perchè, come ho<br />
detto, la maggior parte dei lavori non pagano le prove, che sono la maggior<br />
parte del tempo impiegato. E non è che lo fanno per dispetto è solo che non<br />
possono farlo o fallirebbero tutte&#8230;<br />
Mi dicono sia possibile versare 60 giornate un anno e 60 l’anno successivo&#8230;<br />
considerando quanto sia diffile lavorare, ammettendo che un lavoratore riesca a<br />
lavorare in media 70 giornate all’anno con i contributi enpals versati,  per<br />
accumulare il monte giornate necessario a raggiungere la pensione un attore<br />
deve lavorare circa 70 anni&#8230; I registi 140&#8230;<br />
Adesso: se l’Enpals ha bloccato le disoccupazioni, se prendere la pensione è<br />
così difficile e non dipende dall’anzianità dell’artista ma dalle sue giornate<br />
di lavoro, probabilmente l’Enpals non avrà più soldi e deve trovare il modo di<br />
risparmiare&#8230; poi si scopre, e sicuramente molti di voi lo sanno, che invece l’<br />
enpals in questi ultimi anni ha guadagnato qualche soldino, grazie a queste<br />
manovre evasive&#8230; fino a qualche mese fa in internet di parlava di 311 milioni<br />
di euro&#8230; ma mi è stato comunicato che ormai siamo quasi al miliardo di euro.<br />
Di soldi nostri. Che non servono a pagare le nostre pensioni. E non servono a<br />
pagarci un sussidio di disoccupazione. Da qui l’indignazione! Direi più che<br />
giustificata! Si parla di combattere il lavoro nero. Dei doveri dei lavoratori.<br />
I teatri sono vessati da continui controlli sulla sicurezza, sulle agibilità<br />
Enpals e Siae. Quanti ne hanno chiusi&#8230; quanti ne hanno multati&#8230; Perchè a<br />
questo punto, il lavoratore è il primo che chiede di essere pagato in nero.<br />
Tanto che cosa versa i contributi a fare? Non ha nessuna protezione&#8230; Ma cosa<br />
si paga esattamente all’ente previdenziale? Quel 33 percento cos’è? Sono soldi<br />
che non rivedremo mai, perchè non esiste modo di riottenerli; non servono a<br />
tutelarci; ma se non li paghiamo siamo minacciati di multa. In sostanza noi<br />
paghiamo un pizzo allo stato per poter rappresentare i nostri spettacoli. Allo<br />
stato! Perchè l’Enpals è dalla nostra parte. Ho assistito ad incontri con la<br />
dirigenza Enpals che dice: è una vergogna che i lavoratori vengano trattati<br />
così, ma non ci possiamo fare nulla.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Siae:</span></strong><br />
Esiste un altro enorme problema alla produzione delle giovani compagnie e non<br />
solo: La siae. Non solo l’Enpals deve essere pagata da chi rappresenta ma anche<br />
la siae. Il diritto d’autore è un diritto conquistato e importante. Ma esistono<br />
alcune stranezze. Ad esempio: molte compagnie giovani producono spettacoli<br />
originali, con testi scritti da un membro della compagnia. Li mettono in scena<br />
loro, quindi i diritti d’autore sono loro. In molti teatri la siae è a carico<br />
della compagnia. Ma la siae che c’entra? I diritti sono loro? Be’ si da il caso<br />
che l’autore che protegge la propria opera non abbia la possibilità di<br />
rinunciare ai propri diritti per rappresentarla. Deve pagare. Cioè io, ad<br />
esempio che sono autore iscritto in siae, per rappresentare a Roma un mio<br />
spettacolo pago 450 euro per rappresentare il mio testo, e me ne sono tornati<br />
300 in diritti&#8230; e ho pagato prima dello spettacolo, e indipendentemente dagli<br />
incassi&#8230;  Molti di noi si chiedono ad esempio perché non sia possibile pagare<br />
la Siae a fine spettacolo. In modo da non dover anticipare così tanti soldi.<br />
La siae è un’istituzione burocratizzata e da riformare, rappresenta un<br />
ostacolo enorme per le giovani compagnie tanto che alcune ricorrono a simpatici<br />
escamotage, ad esempio una compagnia Milanese che lavora in teatri importanti<br />
di Milano e provincia, che fa spettacoli in dialetto&#8230; si dichiara, dopo non<br />
so quanti anni di attività, compagnia amatoriale per poter non pagare la<br />
siae&#8230; Il diritto d’autore oggi va ripensato, soprattutto alla luce delle<br />
nuove tecnologie, è giusto difendere il diritto dell’autore, ma va riconosciuta<br />
la libertà degli artisti ed è un diritto altrettanto importante.<br />
Forse sarebbe il caso di riflettere sulle istituzioni che si muovono attorno<br />
al mondo dello spettacolo e pensare ad una legge che le regolamenti e le<br />
modernizzi.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">La legge:</span></strong><br />
E in effetti sarebbe necessaria una legge che riuscisse a regolamentare il<br />
mondo dello spettacolo. Il problema alla base, a mio parere, è sempre il<br />
pregiudizio che il nostro non sia un lavoro concreto. Che il nostro, essendo un<br />
lavoro artistico non sia effettivamente quantificabile. Invece lo è. E questo<br />
deve essere riconosciuto soprattutto da quella parte di istituzioni pubbliche e<br />
private che decidono di erogare fondi. Deve essere riconosciuta la dignità al<br />
nostro lavoro.<br />
Di una legge abbiamo bisogno anche perchè non sappiamo che tipo di lavoratori<br />
siamo. Per i teatri oggi è più semplice e ha notevoli sgravi fiscali pagando un<br />
artista che abbia la partita Iva. Ma non è obbligatorio per un artista avere la<br />
partita Iva. Ho sentito dire che l’intenzione del governo è quella di<br />
trasformarci in lavoratori autonomi, tutti con partita iva obbligatoria. Non so<br />
se questa cosa sia vera, perchè le informazioni oggi sono difficilissime da<br />
avere. C’è una tale sovrabbondanza di informazioni che è quasi impossibile<br />
separare le vere dalle false.<br />
Io però credo che se davvero l’intenzione è quella di fare della nostra<br />
categoria una categoria di lavoratori autonomi, che non si faccia in modo<br />
coatto. Molti teatri adesso obbligano i lavoratori ad aprire la partita Iva<br />
perchè per loro è più conveniente. Ma il governo non può agire in questo modo,<br />
per compiere una trasformazione rende fiscalmente più vantaggioso per i datori<br />
di lavoro pagare artisti con partita iva. Così poi alla fine tutti avranno la<br />
partita iva. Questo metodo coatto è estremamente rischioso, perchè getta teatri<br />
e artisti nella totale incertezza. I teatri agiscono perchè con i pochi fondi<br />
che anno non possono fare altrimenti, gli attori agiscono perchè con i pochi<br />
lavori che ci sono non possono fare altrimenti&#8230; Non era più semplice<br />
preparare la categoria al passaggio comunicando le decisioni? Certo che no!<br />
Perchè comunicare decisioni per il governo è sempre stato un problema, ogni<br />
decisione presa si scontra con lavoratori che si chiedono chi sia stato<br />
consultato prima di prendere quella decisione. E quindi si agisce per vie<br />
traverse. Tocca quello che può toccare, la gestione fiscale! Tu poi sei libero<br />
di fare quello che vuoi&#8230; solo che di là devi salire un monte e di qua c’è l’<br />
autostrada.<br />
Io non so se davvero la decisione sia quella di trasformarci in lavoratori<br />
autonomi con obbligo di partita iva. Quello che so è che, se anche non volete<br />
discutere con noi lavoratori dovete almeno avere il rispetto di spiegarci cosa<br />
dobbiamo diventare. Dovete portarci il rispetto e quantomeno rendere palesi le<br />
vostre decisioni, anche rischiando che ci siano delle contestazioni. E se il<br />
governo è troppo impegnato a fare leggi sulle intercettazioni telefoniche<br />
mentre il paese ha problemi finanziari e poi è impegnato a risolvere la crisi<br />
di governo, e poi a risolvere la bancarotta, di queste cose, cioè di informare<br />
alle varie categorie, dovrebbero occuparsi le amministrazioni locali. Non<br />
servono proprio a questo le amministrazioni locali? Non sono il tramite fra lo<br />
stato centrale e i cittadini? E allora compito degli assessori dovrebbe essere<br />
anche quello di informarsi delle decisioni prese dallo stato e renderle<br />
pubbliche ai cittadini. Potete dirmi che questo non è vero, che questo compito<br />
non è istituzionalizzato. Ma io continuerò a pensare che anche questo sia il<br />
compito di una buona amministrazione territoriale, la diretta e precisa<br />
informazione dei cittadini.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">I teatri Stabili:</span></strong><br />
Vorrei spendere solo qualche parola sui teatri stabli. Io sono uno di quelli,<br />
non siamo moltissimi in realtà, che ritiene che i soldi dati ai teatri stabili<br />
siano quasi sempre ben spesi. Sono cresciuto intellettualmente e teatralmente<br />
con gli spettacoli di Ronconi e sono fermamente convinto che sia importante che<br />
in Italia ci sia qualcuno che possa spendere grosse cifre per produrre uno<br />
spettacolo. Perchè uno spettacolo abbia determinate caratteristiche, cioè molti<br />
attori, una scenografia importante, costumi disegnati da uno stilista ad<br />
esempio, è necessario avere i fondi. Io non sono affatto contrario, come molti<br />
altri che hanno le loro ragioni comprensibili, alla possibilità per un teatro<br />
di produrre uno spettacolo spendendo anche più di un milione di euro. Succede<br />
in tutto il mondo e significa dare la possibilità almeno ad alcune realtà<br />
meritevoli di produrre spettacoli di ampio respiro. Fra l’altro molti di questi<br />
teatri e il Piccolo per primo, danno voce e fondi a giovani registi. Penso a<br />
Serena Sinigaglia o Carmelo Rifici. Quindi l’investmento è anche sui giovani e<br />
credo sia lodevole. Certo a patto che si tenga presente una distribuzione equa<br />
delle risorse, cioè che magari se il periodo è di crisi si abbia l’accortezza<br />
di non spendere tutti i soldi per un solo spettacolo come è successo ad alcuni<br />
teatri stabili che negli ultimi anni, dopo scelte infelici, non sono più<br />
riusciti a produrre nulla, cosa davvero traumatica e per lo stabile e per i<br />
lavoratori. Il problema più grave però è un altro. Il problema è che i fondi<br />
pubblici destinati alla cultura bastano appena a coprire le spese di queste<br />
grosse eccellenze e non ne restano per le piccole realtà. Non credo che la<br />
soluzione sia dare meno soldi agli stabili, altrimenti ci troveremmo teatri<br />
stabili che producono piccoli spettacoli, con pochi attori, pochi tecnici,<br />
spettacoli in economia ancor più ristretta e questo sarebbe un male per tutto<br />
il mondo teatrale. Però bisogna dare aria alle realtà più piccole, perchè lì si<br />
possano formare strade alternative, energie nuove. È necessario trovare più<br />
fondi, oppure forme alternative di finanziamento: agevolazioni fiscali,<br />
semplificazioni burocratiche, riduzione dei costi. Esistono compagnie teatrali<br />
che da anni operano sul territorio in modo estremamente lodevole che si trovano<br />
a gestire un teatro con tutti i costi che questo comporta e pur essendo il<br />
teatro di proprietà comunale devono pagare l’affitto! Penso ad esempio all’<br />
Atir. Si può permettere alle medie e piccole realtà di lavorare con più agilità<br />
rispetto ai grossi teatri stabili e, di conseguenza, poter spendere meno soldi.<br />
Ma almeno un rimprovero agli stabili mi sento di farlo. Perchè se sono<br />
convinto che uno spettacolo bello valga i soldi spesi, mi domando perchè spesso<br />
questi spettacoli abbiano una vita così breve. Che uno spettacolo non giri per<br />
l’Italia può essere comprensibile, può essere una scelta. Ma che dopo esser<br />
stato prodotto con spese enormi uno spettacolo nuovo venga abbandonato dopo<br />
appena 40 repliche, quando l’arlecchino è in piedi da 60 anni, mi sembra un<br />
insulto. La stessa cosa vale per la Scala di Milano: il teatro più<br />
sovvenzionato d’Italia produce opere che costano anche qualche milione di euro<br />
e che stanno in piedi per 20 repliche. Le scenografie non vengono riutilizzate<br />
per altri progetti. Difficilemente gli spettacoli vengono ripresi.<br />
Gianfranco De Bosio che sicuramente qualcuno di voi conosce, che a oltre 80<br />
anni ancora fa regie Liriche in giro per il mondo mi ha detto di dover fare un<br />
Don Giovanni a Bucarest. Mi ha detto: fare lì le opere è una soddisfazione<br />
perchè lì uno spettacolo ha come minimo 30 anni di vita.<br />
A Bucarest&#8230; In Italia dovremmo produrre gli spettacoli lirici migliori d’<br />
Europa e stanno in scena appena 20 repliche. Questo è uno scandalo. E se la<br />
scusa per cui si fa questo è che il pubblico non torna, sia di monito l’<br />
arlecchino Servitore di due padroni che da 60 anni fa il tutto esaurito. La<br />
gente torna se lo spettacolo vale, basta permetterglielo.<br />
Un altro appunto che vorrei fare ai teatri stabili è quello della paga. Ci<br />
tengo prima di tutto a precisare che io sto lavorando per uno stabile e vengo<br />
pagato dignitosamente per il lavoro che faccio e per le disponibilità del<br />
bilancio. Questo lo dico solo per non essere frainteso.<br />
I bilanci dei teatri sono sempre al limite e tenersi in bilico non è facile.<br />
Spesso, per poter produrre spettacoli con molti attori, gli stabili prendono i<br />
propri allievi usciti dall’accademia (parlo di quelli già usciti non di quelli<br />
ancora in corso) e li paga, come legalmente ha il diritto di fare, 43 euro<br />
lordi, cioè 30 euro al giorno. Fino a quando naturalmente non raggiungono le<br />
100 giornate previste per il passaggio di categoria. Lo può fare, non c’è nulla<br />
di illegale in questo. Mi domando però se uno stabile, che proprio essendo un<br />
eccellenza dovrebbe dimostrarsi un esempio di etica professionale, ed essendo<br />
soprattutto un istituzione pubblica, possa davvero pagare con la coscienza<br />
pulita dei ragazzi una cifra così esigua e poi pagare fino a 1500 euro a sera<br />
attori protagonisti di nome. Per non parlare di chi ne prende anche di più. Mi<br />
domando sinceramente anche come questi attori, che pur meritano stima e<br />
rispetto per le loro capacità, possano davvero lavorare serenamente chiedendo<br />
un cachet così alto sapendo che i colleghi prendono neppure un cinquantesimo<br />
della loro paga.<br />
Il giovane attore si trova sotto ricatto, perchè non dirà mai di no alla<br />
possibilità di lavorare per uno stabile, ma allo stesso tempo 30 euro al giorno<br />
sono spesso insufficienti&#8230; E non per fare uno spettacolo, perchè chiaramente<br />
gli stabili devono mettere a frutto un tale investimento e fanno fare ai<br />
giovani attori molti spettacoli all’anno il che è anche un bene, per la loro<br />
esperienza, ma li obbliga a lavorare anche 14-15 ore ogni giorno. Le ore in più<br />
sono pagate come straordinario, per carità, ma non si tratta di lavoro leggero.<br />
Si tratta di lavoro intenso.<br />
Il problema però, anche qui, non è solo degli stabili perchè i fondi che si<br />
trovano a gestire sono quelli e più di tanto non possono spendere, e spesso<br />
loro per primi si trovano sotto “ricatto” degli attori di nome ce chiedono<br />
cifre alte. Di conseguenza anche qui dovrebbe esserci una legge che imponga che<br />
il minimo sindacale di un attore impiegato in un istituzione pubblica sia<br />
dignitoso e che allo stesso tempo fissi un limite a quello che un attore famoso<br />
può chiedere ad un istituzione pubblica. Così che il teatro si trovi nella<br />
possibilità di gestire meglio le proprie risorse e possa pagare in modo<br />
decoroso chi lavora con loro. Siccome il rischio è di attendere una legge per<br />
i  prossimi 4 governi&#8230; cioè verosimilmente 8-9 anni&#8230; Forse gli stabili<br />
potrebbero impegnarsi in prima persona ad applicare delle regole etiche. Per<br />
chiudere sugli stabili, da anni si parla della possibilità di creare compagnie<br />
fisse che garantiscano continuità ai lavoratori e questo non si riesce a fare,<br />
per svariate ragioni, sia dei teatri che degli artisti&#8230; Ma almeno si dovrebbe<br />
pretendere, a fronte della difesa dei fondi erogati agli stabili, che questi si<br />
impegnino a produrre spettacoli ad ampia partecipazione, cioè che si chieda di<br />
produrre il più possibile, compatibilmente con le necessità artistiche,<br />
spettacoli che possano impiegare il maggior numero di personale artistico.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">La difficoltà di protestare:</span></strong><br />
Il problema fondamentale è che non abbiamo modo di protestare: abbiamo un<br />
sindacato molto debole, per non dire inesistente e se c’è un membro del<br />
sindacato che vuole smentirmi dovrà prima spiegare perché l’ultimo sciopero per<br />
i lavoratori dello spettacolo è stato organizzato di lunedì, cioè quando i<br />
lavoratori dello spettacolo… non lavorano. È anche difficile pensare a metodi<br />
di protesta efficaci: Gli scioperi danneggiano più noi che altri, perché non si<br />
incassano i soldi del biglietto e il pubblico finisce solo per infastidirsi, le<br />
manifestazioni e i comunicati sono inefficaci per le altre categorie,<br />
figuriamoci per la nostra. Si aggiunga che il nostro lavoro per primo tende a<br />
dividerci piuttosto che unirci, perché ognuno è un po’ per sé, se recita lui<br />
non recito io, se dirige lui non dirigo io. Per quanta stima si possa avere per<br />
i colleghi ”rivali”, non è comunque facile unirsi in una protesta, senza<br />
contare la paura che protestando si possa in qualche modo infastidire qualcuno<br />
dei nostri datori di lavoro…<br />
Penso che il problema di trovare metodi efficaci di protesta di fronte a<br />
condizioni insopportabili sia un problema diffuso. L’Atm, noi milanesi lo<br />
sappiamo bene, sciopera un venerdì al mese da diversi anni perché gli venga<br />
rinnovato il contratto… e l’unica cosa che ottengono è il fastidio della<br />
cittadinanza. Proprio per cercare nuovi metodi di protesta di fronte a questa<br />
situazione culturale, che è intollerabile, è nata l’occupazione del valle. Si<br />
può essere d’accordo o meno sul risultato della protesta ma non si può negare<br />
che sia un segno forte dei tempi che corrono. Così come il gruppo 0.3 che nasce<br />
proprio dai lavoratori dello spettacolo uniti (che è una rarità come accennavo<br />
prima) e che in questi anni sta facendo molto per provare a cambiare le cose.<br />
Il fatto è, e il Valle ancora una volta lo dimostra, che se non c’è dialogo con<br />
le istituzioni, i giovani che fino a una certa età possono essere tenuti a bada<br />
con qualche sgridata cominciano a crescere e a indignarsi, e se non ci sono<br />
sfoghi lo sfogo diventa violento, parlo di una violenza simbolica, come l’<br />
occupazione di un teatro. Se le istituzioni continueranno a ignorare l’estrema<br />
necessità che il mondo dello spettacolo ha di essere regolamentato, le prese di<br />
posizione saranno sempre più forti, i gesti sempre più violenti. Anche per<br />
questo io spero che i teatri stabili, siano dalla nostra parte e ci sostengano<br />
in modo concreto, perché il loro contributo non solo è prezioso ma estremamente<br />
necessario. L’intervento di un teatro istituzionale potrebbe favorire il<br />
dialogo e soprattutto diminuire la tensione che grava sulle spalle dei più<br />
giovani che faticano spesso a prendere parola. Sappiamo tutti che quando la<br />
parola viene negata non rimane che il gesto. Non dobbiamo lamentarci degli atti<br />
violenti se prima non abbiamo dato la possibilità a chi l’ha compiuto di<br />
parlare.</p>
<p>Grazie.</p>
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		<title>il DIO profitto del capitalismo</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 10:13:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guest</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>In Thailandia la  Nike chiude una fabbrica con 800 dipendenti per delocalizzare in una zona dove la manodopera costa ancora meno.
E’ una notizia che ho sentito poco fa su Radio Popolare.
Dato che la politica è incapace di condizionare questi pirati dell’economia e dello sfruttamento l’unico modo per combattere questo capitalismo fallimentare, sfruttatore, parassita e <p><a href="http://www.cubosphera.net/2011/11/19/il-dio-profitto-del-capitalismo/">...continua...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3334/3618617873_f2575d481e.jpg" alt="" width="500" height="354" /></p>
<p>In Thailandia la  Nike chiude una fabbrica con 800 dipendenti per delocalizzare in una zona dove la manodopera costa ancora meno.<br />
E’ una notizia che ho sentito poco fa su Radio Popolare.<br />
Dato che la politica è incapace di condizionare questi pirati dell’economia e dello sfruttamento l’unico modo per combattere questo capitalismo fallimentare, sfruttatore, parassita e gli sciacalli dell’investimento globalizzato dedito solo al profitto è di non comprare i prodotti di queste multinazionali alimentate dall’economia parassita che crea ricchezza per i pochi a discapito di tutti gli altri.<br />
E’ come la malavita, è la malavita che si è insinuata nella legalità, fittizia, che la politica mondiale permette ed alimenta.<br />
Sembra il Padrino parte III quando Michael Corleone tenta di ripulire i proventi della famiglia mafiosa entrando in società con la finanza vaticana.<br />
I Michael Corleone di oggi sono in tutto il mondo, si presentano bene, ed hanno sempre e solo lo stesso obiettivo, il profitto smisurato.<br />
Lo strumento per combatterli è nelle nostre mani, nella nostra scelta consapevole di quello che dobbiamo acquistare, ci sarà pure un paio di scarpe da tennis che non siano il prodotto dello sfruttamento e della miseria altrui, come ci saranno pure milioni di prodotti alternativi alle multinazionali che ci impongono la loro pubblicità rendendoci schiavi della loro propaganda.<br />
Impariamo dagli investitori parassiti occulti che investono nelle banche, facciamo come loro usiamo lo stesso metodo anche se con altri fini.<br />
L’investitore speculatore e parassita investe in una banca e quando questa entra in crisi vende immediatamente, toglie il suo investimento fregandosene altamente del destino della banca stessa e dei suoi dipendenti.<br />
Noi dobbiamo togliere immediatamente i nostri soldi a queste multinazionali del capitalismo globale e vedrete che la curva dei profitti scenderà verso il basso più veloce della luce.<br />
Informiamoci da dove vengono  e come vengono prodotti le cose che ci servono per vivere, penso ad esempio alle calze Omsa che le donne dovrebbero smettere di comprare.<br />
Certo non è una cosa semplice ma, dato che la politica è impotente, è una strada che bisognerebbe cercare di percorrere.<br />
Compriamoci le scarpe di Vigevano e lasciamo nei negozi i prodotti che sono conseguenza di sfruttamento e di miseria nel mondo globalizzato delle multinazionali parassite.<br />
E’ un capitalismo che del bene  sociale, delle masse sfruttate, se ne frega altamente, dedito solo al Dio profitto.<br />
Si può fare.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ruh0O_mj1v0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/ruh0O_mj1v0"></embed></object></p>
<p>Qui il <a href="http://slasch16.wordpress.com/2011/11/18/lunico-modo-per-combattere-il-capitalismo-globalizzato-sfruttatore-e-parassita-e-non-comprare-i-loro-prodotti-tanto-licenziano-ugualmente-delocalizzano-comunque/" target="_blank">link all&#8217;articolo originale</a></p>
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		<title>I tuoi SCHIAVI</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 12:28:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente ed Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>WHAT? SLAVES WORK FOR ME?</p>
<p></p>
<p>Sappiamo che esistono ancora condizioni di lavoro discutibili. Aziende che sfruttano manodopera, eccetera. Ma comprare, vendere e trafficare esseri umani? Se questo accade, dev&#8217;essere solo in culture selvagge e diverse dalla mia, ben lontano dalla mia possibilità di azione.</p>
<p>Si?</p>
<p>Inserisci il luogo dove vivi e scopri quanti schiavi hai.</p>
<p></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>WHAT? SLAVES WORK FOR ME?</p>
<p><img class="aligncenter" title="schiavi moderni" src="http://scrapetv.com/News/News%20Pages/Everyone%20Else/images-10/modern-slaves.jpg" alt="" width="600" height="330" /></p>
<p>Sappiamo che esistono ancora condizioni di lavoro discutibili. Aziende che sfruttano manodopera, eccetera. Ma comprare, vendere e trafficare esseri umani? Se questo accade, dev&#8217;essere solo in culture selvagge e diverse dalla mia, ben lontano dalla mia possibilità di azione.</p>
<p>Si?</p>
<p>Inserisci il luogo dove vivi e scopri <a href="http://slaveryfootprint.org/" target="_blank">quanti schiavi hai</a>.</p>
<p><img class="aligncenter" title="schiavi nel mondo" src="http://1.bp.blogspot.com/-lyS7qy0FpZI/TcfsGwY0PNI/AAAAAAAAACE/CBk3_OPWF7E/s748/slavery%2Bmap.jpg" alt="" width="500" height="311" /></p>
]]></content:encoded>
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