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	<title>the CULTURE SHARING web site &#187; Energia Elettrica</title>
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		<title>Auto Elettriche: la loro storia</title>
		<link>http://www.cubosphera.net/2010/06/15/auto-elettriche-la-loro-storia/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 14:09:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cassandra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Mi hanno mandato il seguente file pps. Inquietante!!!</p>
<p>N.B.: Dopo aver cliccato sopra il link per aprire il file, cliccate poi su apri, una volta aperto per mandare avanti le scritte e le immagini cliccate sul pulsante sx del mouse, non importa puntarlo su qualche cosa.</p>
<p>Auto Elettriche</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi hanno mandato il seguente file pps. Inquietante!!!</p>
<p>N.B.: Dopo aver cliccato sopra il link per aprire il file, cliccate poi su apri, una volta aperto per mandare avanti le scritte e le immagini cliccate sul pulsante sx del mouse, non importa puntarlo su qualche cosa.</p>
<p><a href="http://www.cubosphera.net/wp-content/uploads/2010/06/Auto-Elettriche.pps">Auto Elettriche</a><a href="http://www.cubosphera.net/wp-content/uploads/2010/06/Auto-Elettriche.pps"></a></p>
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		<title>SHELL molto cattiva: ora paga! (ma sempre troppo poco)</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 14:09:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guest</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>La Royal Dutch Shell ha finalmente accettato di risarcire con 15,5 milioni di dollari il popolo Ogoni come risarcimento delle cause intentate per le vittime e le esecuzioni sommarie nelle proteste degli anni ’90. Dopo 14 anni di vergognoso tira e molla il colosso petrolifero si è “arreso” alla District Court Usa di Manhattan, e <p><a href="http://www.cubosphera.net/2010/05/10/shell-molto-cattiva-ora-paga-ma-sempre-troppo-poco/">...continua...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: x-small;"><img class="aligncenter" title="Shell Killer in Africa" src="http://risingtide.org.uk/files/rt/ShellWildLieFinal.jpg" alt="" width="562" height="411" /></span></p>
<p><span style="font-size: x-small;">La Royal Dutch Shell ha finalmente accettato di risarcire con 15,5 milioni di dollari il popolo Ogoni come risarcimento delle cause intentate per le vittime e le esecuzioni sommarie nelle proteste degli anni ’90. Dopo 14 anni di vergognoso tira e molla il colosso petrolifero si è “arreso” alla District Court Usa di Manhattan, e Paul Hoffman, uno degli avvocati degli Ogoni spiega che tutto nasce dal fatto che «le famiglie delle vittime avevano portato i loro casi al Center for Constitutional Rights che ha sede a New York».</span></p>
<p>La Shell è stata condannata al risarcimento per le violazioni dei diritti umani nella regione del delta del Niger, comprese le violenze contro gli autonomisti Ogoni e l’impiccagione nel 1995 dello scrittore ed ambientalista Ken Saro-Wiwa (nella foto) e di altri 8 manifestanti contro la dittatura militare che all’epoca governava la Nigeria con il beneplacito e il sostegno delle multinazionali petrolifere.</p>
<p>«Siamo stati in lite giudiziaria con la Shell per 13 anni ed oggi alla fine, i nostri assistiti sono stati ricompensati per Ie violazioni dei diritti umani che hanno subito. Se avessimo tentato di vincere la causa penale, i ricorsi sarebbero andati avanti ancora per anni».</p>
<p>I casi erano: Wiwa ed altri contro Royal Dutch Shell; Wiwa ed altri contro Anderson e Wiwa contro Shell Petroleum Development Company of Nigeria Limited press l’U.S. District Court for the Southern District of New York (Manhattan).</p>
<p>5 milioni di dollari dei risarcimenti della Shell andranno ad un fondo di cui beneficerà il popolo Ogoni, il resto sarà diviso tra i risarcimenti alle famiglie delle vittime, le parcelle degli avvocati e le tasse.</p>
<p>Il direttore esecutivo della Shell per le prospezioni e la produzione, Malcolm Brinded, non rinuncia a difendere la multinazionale di fronte a questa ammissione monetaria di colpa: «La Shell continua a dire che le accuse erano false. Mentre eravamo pronti ad andare in tribunale per difendere il nostro buon nome, riteniamo che il modo giusto di procedere sia quello di concentrarsi sul futuro del popolo Ogoni, che è importante per la pace e la stabilità della regione. Questo atto riconosce inoltre che, anche la Shell non ha partecipato alla violenza che ha avuto luogo e che i ricorrenti ed altri hanno subito».</p>
<p>Le cause intentate contro la Shell sono state avviate in base al 1789 U.S. statute e all’Alien Tort Claims Act, che consentono a persone che non sono cittadini Usa di fare cause presso i tribunali statunitensi per violazioni dei diritti umani che avvengono all’estero.</p>
<p>Al di là delle ingarbugliate scuse della Shell, i risarcimenti sono stati dati espressamente per il sostegno dato dalla multinazionale alla cattura, turtura e uccisione di chi protestava per l’inquinamento del delta del Niger e delle acque causato dai suoi impianti petroliferio.</p>
<p>Gli Ogoni, capeggiati da Ken Saro-Wiwa che con i suoi scritti aveva portato le loro sofferenze all’attenzione internazionale, lottavano in maniera non violenta per una più equa redistribuzione delle ricchezze petrolifere nigeriane e contro i danni ambientali prodotti dalle multinazionali, per questo, con un processo considerato da tutti un’ignobile farsa, gli attivisti impiccati erano stati condannati dalla dittatura militare per omicidio.</p>
<p>La realtà è che le proteste guidate da Saro-Wiwa Shell nel 1993 avevano costretto la Shell ad abbandonare i suoi giacimenti petroliferi nell’Ogoniland, e militari e petrolieri non potevano permettere che l’esempio di questa piccola area si estendesse all’intero delta del Niger.</p>
<p>Il figlio di Wiwa, Ken Saro-Wiwa Jr., raggiunto a Londra dove vive da Reuters Africa, ha detto che la sentenza rappresenta una vendetta per la sua famiglia: «Abbiamo l’impressione di aver ottenuto già una vittoria. E’ un buon precedente che una corporation possa essere accusata per violazione dei diritti umani in una corte Usa».</p>
<p>La sentenza può davvero essere uno spartiacque giudiziario: fino ad oggi nessuna multinazionale era stata ritenuta responsabile di violazioni dei diritti umani da una giuria statunitense, ma pochi fino ad ora si sono rivolti per questo alla giustizia americana. La Shell è solo la seconda grande impresa petrolifera ad essere trascinata in tribunale a rispondere dei suoi maneggi con dittatori e regimi autoritari.</p>
<p>Nel dicembre 2008 la Shell èra stata assolta a San Francisco da una giuria federale da ogni accusa per un violento scontro di 10 anni fa accaduto su una piattaforma petrolifera off shore in Nigeria.</p>
<p>I calcoli della Shell nel delta del Niger si sono rivelati completamente sbagliati: credeva di soffocare la rivolta appoggiando i rapimenti, le torture e le esecuzioni dei pacifici ed ambientali ogoni e oggi si trova a fare i conti con la violenta lotta armata dei ribelli del Movement for the Emancipation of the Niger Delta (Mend), in piena guerra con l’esercito nigeriano, i cui attacchi costano alla Royal Dutch Shell 40.000 barili di petrolio nigeriano al giorno e che questa settimana hanno distrutto il gasdotto Nembe creek trunkline, come ha ammesso lo stesso amministratore delegato della multinazionale, Jeroen van der Veer, che ieri ha festeggiato utili per 7,9 miliardi di dollari nel secondo trimestre.</p>
<p>La guerra nel Delta impedisce di riparare i sabotaggi e della situazione si sta avvantaggiando l’Angola, diventato il primo esportatore africano di petrolio.</p>
<p>La Shell è costretta anche a rafforzare le misure di sicurezza nelle sue piattaforme offshore dopo l’assalto armato ad un impianto a 75 miglia al largo della costa nigeriana nel suo campo petrolifero offshore di Bonga che ha costretto la multinazionale ad un ulteriore taglio di 200.000 barili al giorno.</p>
<p>«Abbiamo sempre pensato, a torto o a ragione, che così lontano un attacco fosse relativamente improbabile. Dopo quello che è successo, stiamo pensando a come possiamo proteggere meglio le nostre facilities con il governo e gli specialisti» ha detto ha detto van der Veer.</p>
<p>La guerra nigeriana sta costando cara alla Shell che nonostante sia ancora in più che ottima salute ha visto calare la sua produzione di 3.126 milioni di barili al giorno e di 3.178 milioni di dollari, compensati bene dal recente aumento del costo del petrolio e dalla precedente speculazione che ha gonfiato i suoi forzieri all’inverosimile con il petrolio a 147 al barile.</p>
<p>Attualmente però i guadagni della multinazionale vengono soprattutto dalla sua exploration and production division, con più 5,9 miliardi di dollari e 3,1 miliardi l´anno scorso, mentre il gruppo avrebbe visto calare i profitti per quanto riguarda i prodotti chimici e raffinati. Problemi anche con il crescente prezzo del gas.</p>
<p><span style="font-size: x-small;">(qui il <a href="http://www.progettogaia.it/stampa/stampanotizia.asp?id=754" target="_blank">link all&#8217;articolo sorgente</a>)</span></p>
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		<title>Energia: 2010 e oltre</title>
		<link>http://www.cubosphera.net/2010/03/01/energia-2010-e-oltre/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 16:59:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cd0</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il Politecnico di Torino ha fatto (all&#8217;inizio del 2010) un ciclo di conferenze sulle tematiche dell&#8217;energia.
Questa la presentazione:</p>
<p>Subito dopo gli importanti eventi che nel dicembre 2009 hanno visto tutti i paesi del mondo riuniti dall’ONU per discutere questi problemi, il Politecnico di Torino, nella ricorrenza dei 150 anni, ha ritenuto opportuno organizzare un programma di <p><a href="http://www.cubosphera.net/2010/03/01/energia-2010-e-oltre/">...continua...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" title="logo del PoliTo" src="http://www.lep.polito.it/prinsalute/polito_logo.gif" alt="" width="425" height="425" />Il Politecnico di Torino ha fatto (all&#8217;inizio del 2010) un ciclo di conferenze sulle tematiche dell&#8217;energia.<br />
Questa la presentazione:</p>
<p>Subito dopo gli importanti eventi che nel dicembre 2009 hanno visto tutti i paesi del mondo riuniti dall’ONU per discutere questi problemi, il Politecnico di Torino, nella ricorrenza dei 150 anni, ha ritenuto opportuno organizzare un programma di conferenze sulla questione energetica per riflettere sulle sue implicazioni tecnologiche, ambientali, sociali, politiche ed economiche.<br />
In questo modo l’Ateneo adempie ad uno dei suoi fini istituzionali rivolgendosi a tutti coloro che nella società sono sensibili e interessati ad un problema che travalica questioni solitamente riservate agli addetti ai lavori.<br />
L’obiettivo che ci si propone è quello di comunicare insieme allo stato dell’arte delle conoscenze anche un’opinione il più possibile serena ed obiettiva su eventi che sono considerati cruciali per lo sviluppo e il benessere delle società umane nei prossimi decenni.<br />
Non è possibile uno sviluppo sostenibile senza un impegno continuo per la salvaguardia del pianeta. Ed è il controllo dell’uso dell’energia lo strumento che può garantire il successo o la sconfitta di questo intendimento, in quanto è quello che nella storia ha accompagnato ogni grande conquista dell’uomo.<br />
Occorre analizzare i modi con i quali si soddisfa la domanda di energia, nell’industria, nei trasporti e negli spazi abitativi e comprendere se e dove i processi utilizzati e la loro efficienza sono migliorabili. Ma occorre anche impegnarsi sul lato dell’offerta per ridurre l’intollerabile povertà di energia di cui soffre molta parte dell’umanità, per differenziare le fonti, per ridurre i consumi e dunque anche le emissioni delle fonti fossili a vantaggio di fonti rinnovabili e pulite, e per aumentare la sicurezza degli approvvigionamenti. Ma, soprattutto, occorre dedicare sempre maggiori sforzi e risorse alla conoscenza e alla ricerca, le armi più efficaci per garantire innovazione e benessere.<br />
Lo sviluppo della tecnologia è lo strumento indispensabile per realizzare questi obiettivi. Ma insieme e forse per la prima volta nella storia dell’umanità, la soluzione del problema richiede uno sforzo congiunto a livello mondiale. Affinché questo impegno non risulti vano, deve essere fortemente voluto, guidato e accompagnato dall’impegno dei cittadini e di chi governa gli stati.</p>
<p>Qui i link ai contenuti delle conferenze (contenuti in .pdf nel riquadro a destra):</p>
<ul>
<li><a href="http://www.conferenze.energia.polito.it/le_conferenze/la_crisi_energetica_il_contesto_politico_economico_e_ambientale" target="_blank">la crisi energetica: il contesto politico, economico e embientale</a></li>
<li><a href="http://www.conferenze.energia.polito.it/le_conferenze/i_combustibili_fossili_idrocarburi_carbone" target="_blank">I combustibili fossili: idrocarburi, carbone</a></li>
<li><a href="http://www.conferenze.energia.polito.it/le_conferenze/le_fonti_rinnovabili_di_energia" target="_blank">Le fonti rinnovabili di energia</a></li>
<li><a href="http://www.conferenze.energia.polito.it/le_conferenze/energia_nucleare_centrali_nucleari_fusione_nucleare" target="_blank">Energia nucleare: Centrali nucleari. Fusione nucleare</a></li>
<li><a href="http://www.conferenze.energia.polito.it/le_conferenze/le_reti_energetiche_l_energia_elettrica_i_corridoi_energetici" target="_blank">Le reti energetiche: l&#8217;energia elettrica. Icorridoi energetici</a></li>
<li><a href="http://www.conferenze.energia.polito.it/le_conferenze/efficienza_energetica_nei_processi_industriali_negli_edifici" target="_blank">Efficienza energetica: Nei processi industriali. Negli edifici</a></li>
<li><a href="http://www.conferenze.energia.polito.it/le_conferenze/efficienza_energetica_nei_trasporti" target="_blank">Efficienza energetica nei trasporti</a></li>
</ul>
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		<title>come calcolare i consumi degli elettrodomestici</title>
		<link>http://www.cubosphera.net/2009/11/06/come-calcolare-i-consumi-degli-elettrodomestici/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 13:16:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>faalba359</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Per farvi 2 conti in base alle vostre esigenze, eccovi la formuletta da fare:</p>
<p>potenza [kW] * tempo di utilizzo [h a settimana] * 52 (settimane/anno) = kWh/anno</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Per farvi 2 conti in base alle vostre esigenze, eccovi la formuletta da fare:</p>
<p>potenza [kW] * tempo di utilizzo [h a settimana] * 52 (settimane/anno) = kWh/anno</p>
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		<title>consumi casa tradizionale</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 13:09:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Una tradizionale casa italiana necessita di una certa quantità di energia per essere termicamente accogliente (raffrescata d&#8217;estate e riscaldata d&#8217;inverno).
Questa quantità di energia (che costa denaro) si misura in KWh. Normalmente si fa riferimento ai KWh all&#8217;anno [KWh/anno].
Meglio è costruita e progettata la casa e meno consuma&#8230;se i vetri sono doppi, gli infissi fatti bene, <p><a href="http://www.cubosphera.net/2009/11/06/consumi-casa-tradizionale/">...continua...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una tradizionale casa italiana necessita di una certa quantità di energia per essere termicamente accogliente (raffrescata d&#8217;estate e riscaldata d&#8217;inverno).<br />
Questa quantità di energia (che costa denaro) si misura in KWh. Normalmente si fa riferimento ai KWh all&#8217;anno [KWh/anno].<br />
Meglio è costruita e progettata la casa e meno consuma&#8230;se i vetri sono doppi, gli infissi fatti bene, i muri e i tetti isolati etc allora la casa &#8220;consuma&#8221; meno&#8230;</p>
<p>Quanto consuma una casa?</p>
<p>Ho trovato dei dati&#8230;<br />
&#8230;purtroppo non sono in grado di garantire ma mi sembrano ragionevoli&#8230;per ora &#8220;beccatevi questi&#8221;:</p>
<p>Una casa classe A consuma 30 KWh/anno al metro quadrato<br />
Una casa classe F consuma 160 KWh/anno al metro quadrato</p>
<p>Quindi&#8230;<span style="text-decoration: underline;">per &#8220;climatizzare&#8221; un appartamento di 50 metri quadri</span>, in 1 anno serviranno:</p>
<p>Casa vecchia e mal progettata: 8&#8242;000 KWh = 670 KWh/mese = circa <span style="text-decoration: underline;">1&#8242;600€/anno<br />
</span>Casa nuova e ben fatta: 1&#8242;500 KWh/anno = 125 KWh/mese = circa<span style="text-decoration: underline;"> 200€/anno</span></p>
<p>NB: i costi NON sono DIRETTAMENTE PROPORZIONALI ai consumi&#8230;infatti più si consuma più il costo del KWh sale infatti:<br />
se il consumo è di 100 kWh/mese allora il costo di 1 kWh è di 0,09895 €<br />
consumo 200 kWh/mese = costo kWh 0,11785<br />
consumo 300 kWh/mese = costo kWh 0,17298<br />
consumo 400 kWh/mese = costo kWh 0,19182</p>
<p> </p>
<p>RIASSUNTO:<br />
conviene di brutto far mettere a posto la casa: mettere i vetri doppi, rattoppare i controsoffitti, stuccare gli infissi etc&#8230;la differenza può essere di <span style="text-decoration: underline;">centinaia e centianaia di euro all&#8217;anno</span> già su un appartamento di 50 metri quadri&#8230;figuriamoci su una casa di 200&#8230;</p>
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		<title>mappa velocità del vento in italia: per impianti eolici</title>
		<link>http://www.cubosphera.net/2009/10/06/mappa-velocita-del-vento-in-italia-per-impianti-eolici/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 09:04:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>State pensando di installare un minieolico nel giardino di casa?
Ripensateci!
Se il suddetto giardino non è a Pantelleria o a Cagliari o in Puglia meglio lasciar perdere il minieolico e investire sul fotovoltaico.
Bisogna infatti considerare come &#8220;utile&#8221; un vento di intensità minima 3 o 4 metri al secondi.
Infatti in Italia, mediamente, non c&#8217;è molto vento secondo questo sito.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>State pensando di installare un minieolico nel giardino di casa?<br />
Ripensateci!<br />
Se il suddetto giardino non è a Pantelleria o a Cagliari o in Puglia meglio lasciar perdere il minieolico e investire sul fotovoltaico.<br />
Bisogna infatti considerare come &#8220;utile&#8221; un vento di intensità minima 3 o 4 metri al secondi.<br />
Infatti in Italia, mediamente, non c&#8217;è molto vento secondo <a href="http://atlanteeolico.cesiricerca.it/viewer.htm" target="_blank">questo sito</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>consumiamo troppa energia</title>
		<link>http://www.cubosphera.net/2009/09/11/consumiamo-troppa-energia/</link>
		<comments>http://www.cubosphera.net/2009/09/11/consumiamo-troppa-energia/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 17:34:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt;">È interessante vedere la Terra come un’enorme astronave che trasporta nello Spazio 7 miliardi di persone. La necessità energetica sull’astronave è in continuo aumento, sia perché cresce il numero dei passeggeri sia perché cresce la richiesta individuale. Questo incremento del fabbisogno costituisce un problema serio, perché l’energia <p><a href="http://www.cubosphera.net/2009/09/11/consumiamo-troppa-energia/">...continua...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">È interessante vedere la Terra come un’enorme astronave che trasporta nello Spazio 7 miliardi di persone. La necessità energetica sull’astronave è in continuo aumento, sia perché cresce il numero dei passeggeri sia perché cresce la richiesta individuale. Questo incremento del fabbisogno costituisce un problema serio, perché l’energia necessaria per sostenere lo stile di vita dei passeggeri viene quasi totalmente ricavata dalle riserve energetiche dell’astronave, che sono in rapido esaurimento. L’astronave non è isolata e riceve continuamente energia dal Sole, una grande risorsa che però i passeggeri non sanno utilizzare sufficientemente. Per di più, sull’astronave si sono differenziate diverse classi di passeggeri: alcuni usano molta più energia di quanta ne sarebbe concessa loro dalle comuni norme etiche di uguaglianza e di rispetto reciproco.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Per migliorare la percezione dei quantitativi energetici richiesti dalle nostre azioni quotidiane e per meglio comprendere quanto queste ultime incidano sui bilanci energetici globali e quale sia la situazione di privilegio concessaci dalla disponibilità di energia a basso costo, si può paragonare l&#8217;energia consumata dalle macchine di uso comune con quella sviluppata dal lavoro di un essere umano, utilizzando la metafora degli <em style="mso-bidi-font-style: normal;">schiavi energetici</em> suggerita da N.Armaroli e V.Balzani (“La crisi energetica: sfida e opportunità”, pubblicato in La Chimica e l’Industria 7, 2006). Un uomo in buona salute può generare una potenza di circa 800 W per un tempo breve, ad esempio salendo di corsa una rampa di scale, ma in una attività continuativa che duri più ore non riesce a sviluppare una potenza superiore a circa 50 W. La giornata lavorativa di 10 ore di uno schiavo energetico, garantirà quindi la disponibilità di 500 Wh.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Alcuni <span style="color: black;">esempi. Per tenere acceso un televisore, che richiede una potenza di circa 80 W, è necessario il lavoro continuativo di uno schiavo energetico e mezzo. Per il computer occorre una potenza di 150 W, vale a dire il lavoro di 3 schiavi. Una lavatrice di classe A (modello energeticamente più efficiente) per un lavaggio a 60 °C necessita di circa 800 W, equivalenti al lavoro di 16 schiavi. Per riscaldarsi con una stufa elettrica da 2,5 KW si utilizza l&#8217;energia generata dal lavoro di 50 schiavi. Se ci spostiamo usando un&#8217;auto di media cilindrata dotata di un motore da 80 KW, procedendo alla velocità di crociera utilizziamo il lavoro di 1.600 schiavi. Un Boeing 747 decolla utilizzando l&#8217;equivalente energetico del lavoro muscolare di 1.600.000 schiavi, l&#8217;intera popolazione di una città come Milano. L’alimentazione energetica di tutti gli stand-by statunitensi è sostenuta dal lavoro di 96.000.000 schiavi, circa una volta e mezza la popolazione dell’Italia.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">All&#8217;energia necessaria per sostenere il funzionamento delle varie macchine si deve sommare quella impiegata nelle fasi di costruzione e nelle fasi di smaltimento. Anche la produzione di cibo richiede molta energia; ad esempio, se si considera l’investimento energetico complessivo del processo di allevamento, risulta che per produrre ogni chilogrammo di carne bovina sono necessari 70 KWh, una quantità di energia pari a quella generata in circa 140 giornate lavorative da 10 ore di uno schiavo energetico. In altri settori dell’agricoltura e dell’allevamento il rapporto fra energia contenuta nel prodotto ed energia consumata nella produzione è ancor più sfavorevole. Ci possiamo permettere questo deficit energetico perché il costo dell’energia oggi è basso: un litro di benzina costa sempre meno di un litro d’acqua minerale e ai prezzi attuali dell’energia elettrica la giornata lavorativa da 10 ore di uno schiavo energetico costa circa 0,05 Euro.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Tutto questo può dare una misura di quanta energia consumino i cittadini dei Paesi economicamente e tecnologicamente sviluppati e può far capire che in queste parti del mondo, a causa del suo bassissimo costo, l’energia viene usata anche quando non ce ne sarebbe bisogno, ovvero viene sprecata. Si può stimare che, in media, ogni cittadino statunitense per sostenere il proprio stile di vita necessiti del lavoro continuativo di circa 100 schiavi energetici. Per un cittadino italiano necessitano 30 schiavi energetici, dei quali 12 sono impiegati per soddisfare i fabbisogni elettrici. Uno statunitense consuma energia come 2 europei, 10 cinesi, 15 indiani, 30 africani: la popolazione mondiale è quindi suddivisa in classi molto diverse. E il numero degli abitanti del mondo sta aumentando, così come il divario fra ricchi e poveri. Ora sulla Terra vivono 6,5 miliardi di persone, ma la popolazione del pianeta potrebbe superare gli 8 miliardi nel 2025. I tassi di crescita demografica sono saliti vertiginosamente dalla fine della seconda guerra mondiale e dopo il picco del 2.1% raggiunto intorno al 1970, la crescita demografica mondiale annuale si è stabilizzata intorno all&#8217;1.3% a partire dal 1999. Tutti vogliono avere più energia: molti per un bisogno effettivo, collegato alla necessità di sviluppo delle loro nazioni povere e tecnologicamente arretrate; altri invece, cittadini delle nazioni ricche e tecnologicamente progredite, per sostenere ed aumentare lo stile di vita e gli sprechi ai quali sono abituati dalla nascita.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Oggi gli schiavi energetici sono garantiti dai combustibili fossili: la combustione di un litro di petrolio <span style="color: black;">fornisce</span> circa 1 KWh, vale a dire l&#8217;energia generata dal lavoro orario di circa 20 schiavi energetici; è facile capire come la società industriale si sia sviluppata grazie alla disponibilità del carbone prima e del petrolio poi. I combustibili fossili però non sono eterni e si sta andando verso la fine dell’era del petrolio e del metano economici. Queste riserve energetiche sono quindi contese dalle nazioni con tutti i mezzi, anche con la guerra, e i privilegi di cui godono pochi si appoggiano su una rete di ingiustizie che <span style="color: black;">colpisce tanti.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="color: black;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Il problema dell’energia è emergente a livello locale e a livello planetario. Per rispettare il pianeta e garantire all’umanità un futuro energetico equilibrato ed equo, è necessaria una ristrutturazione che comporti sia un ridimensionamento degli stili di vita e un’ottimizzazione dei consumi energetici che riduca gli sprechi sia una trasformazione dei sistemi con i quali si ricava energia dall’ambiente che sia fondata sul passaggio dall’utilizzo delle <em style="mso-bidi-font-style: normal;">riserve</em> all’utilizzo delle <em style="mso-bidi-font-style: normal;">risorse</em>. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="color: black;">Certo, disporre di energia in qualsiasi momento è utile e comodo, ma per uscire dalla crisi energetica ed ecologica che si profila sempre più distintamente all&#8217;orizzonte è indispensabile puntare sul risparmio energetico e su una maggior efficienza nell&#8217;uso dell&#8217;energia. Un mito da sfatare è che la qualità della vita aumenti parallelamente alla quantità di energia che si può consumare. </span>Questo è vero nei Paesi poveri, ma non nelle nazioni ricche, nelle quali semmai accade il contrario: al di sopra di una certa soglia, un consumo eccessivo porta ad inefficienza e a stress nella vita personale e in quella sociale. Le crisi energetiche delle nazioni ricche, quindi, andrebbero anzitutto affrontate con il risparmio e con l’aumento nell’efficienza energetica, non con la costruzione di impianti per produrre più energia. Chi ha veramente bisogno di più energia sono i miliardi di persone che vivono nei paesi in via di sviluppo o non sviluppati, non noi.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="color: black;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Nel contempo, è necessario svincolarsi progressivamente dall’uso dei combustibili fossili incentivando la ricerca delle migliori tecnologie per poter utilizzare l’energia che arriva con continuità dal sole, sia perché le riserve sono limitate – non rinnovabili se non in tempi geologici – sia perché il loro uso causa pesanti danni all’ambiente e al clima.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="color: black;"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="color: black;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">by Paolo Pazzaglia</span></span></span></p>
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		<title>Ken Saro-Wiwa</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 11:17:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p class="wp-caption-text">Ken Saro-Wiwa</p>
<p>Ken Saro-Wiwa (1941 – 1995) è stato uno scrittore e attivista nigeriano.
Uno degli intellettuali più significativi dell&#8217;Africa postcoloniale.</p>
<p>Scrittore eclettico, esordisce come drammaturgo negli anni universitari per dedicarsi poi alla narrativa (Sozaboy, 1985) ed alla televisione; il segno di questa produzione letteraria e televisiva può essere trovato nel felice equilibrio tra il tentativo di <p><a href="http://www.cubosphera.net/2009/09/01/ken-saro-wiwa/">...continua...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3644" class="wp-caption aligncenter" style="width: 338px"><img class="size-full wp-image-3644" title="Ken Saro-Wiwa" src="http://www.cubosphera.net/wp-content/uploads/2009/09/Ken-Saro-Wiwa.JPG" alt="Ken Saro-Wiwa" width="328" height="238" /><p class="wp-caption-text">Ken Saro-Wiwa</p></div>
<p>Ken Saro-Wiwa (1941 – 1995) è stato uno scrittore e attivista nigeriano.<br />
Uno degli intellettuali più significativi dell&#8217;Africa postcoloniale.</p>
<p>Scrittore eclettico, esordisce come drammaturgo negli anni universitari per dedicarsi poi alla narrativa (Sozaboy, 1985) ed alla televisione; il segno di questa produzione letteraria e televisiva può essere trovato nel felice equilibrio tra il tentativo di dare una forma &#8220;accademica&#8221; a un inglese raramente considerato degno di indagine (il cosiddetto Pidgin) e l&#8217;intrattenimento popolare.</p>
<p>Al lavoro artistico Saro-Wiwa affianca subito un impegno nella vita pubblica che lo vede ricoprire dapprima ruoli istituzionali negli anni settanta (nell&#8217;autorità portuale e nella pubblica istruzione del Rivers State) per poi porsi in aperto contrasto con le stesse autorità statali e con il governo federale della Nigeria.</p>
<p>Fin dagli anni ottanta infatti Saro-Wiwa si fa portavoce delle rivendicazioni delle popolazioni del Delta del Niger, specialmente della propria etnia Ogoni maggioritaria nella regione, nei confronti delle multinazionali responsabili di continue perdite di petrolio che danneggiano le colture di sussistenza e l&#8217;ecosistema della zona.</p>
<p>Nel 1990 si fa promotore del MOSOP (Movement for the Survival of the Ogoni People); il movimento ottiene risonanza internazionale con una manifestazione di 300.000 persone che Saro-Wiwa guida al suo rilascio da una detenzione di alcuni mesi comminata senza processo.</p>
<p>Arrestato una seconda e una terza volta nel 1994, con l&#8217;accusa di aver incitato all&#8217;omicidio di alcuni presunti oppositori del MOSOP, Ken Saro-Wiwa viene impiccato a Port Harcourt con altri 8 attivisti del MOSOP al termine di un processo che ha suscitato le più vive proteste da parte dell&#8217;opinione pubblica internazionale e delle organizzazione per i diritti umani.</p>
<p>Nel 1996 Jenny Green, avvocato del Center for Constitutional Rights di New York avviò una causa contro la Shell per dimostrare il coinvolgimento della multinazionale petrolifera nell&#8217;esecuzione di Saro-Kiwa. Il processo ha poi avuto inizio nel maggio 2009, e la Shell ha subito patteggiato accettando di pagare un risarcimento di 15 milioni e mezzo di dollari (11,1 milioni di euro). La Shell ha però precisato che ha accettato di pagare il risarcimento non perché colpevole del fatto ma per aiutare il &#8220;processo di riconciliazione&#8221;.</p>
<p>qui la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ken_Saro-Wiwa" target="_blank">scheda wiki</a> originale</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/62-rLX1UYBE&amp;feature" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/62-rLX1UYBE&amp;feature"> </embed></object></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/VXphETmMt9w&amp;feature" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/VXphETmMt9w&amp;feature"></embed></object></p>
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		<title>consigli ecologici e economici by&#8230;ENI !!!</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 15:39:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>I 24 consigli by ENI
&#8230;metti che metti che c&#8217;è ancora qualcuno che non fa attenzione nemmanco a questi &#8220;banali&#8221; trucchetti (per inquinare meno e risparmiare denaro)&#8230;
           
&#8230;però che sia ENI a &#8220;consigliare&#8221; m&#8217;inquieta un pò&#8230;</p>
<p> </p>
<p>NB:
ENI (Ente Nazionale (Italiano) Idrocarburi) pare sia il 5° gruppo petrolifero <p><a href="http://www.cubosphera.net/2009/08/29/consigli-ecologici-e-economici-byeni/">...continua...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I <a href="http://www.30percento.it/consigli/24/index.htm" target="_blank">24 consigli</a> by ENI<br />
&#8230;metti che metti che c&#8217;è ancora qualcuno che non fa attenzione nemmanco a questi &#8220;banali&#8221; trucchetti (per inquinare meno e risparmiare denaro)&#8230;<br />
 <img src='http://www.cubosphera.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  <img src='http://www.cubosphera.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  <img src='http://www.cubosphera.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  <img src='http://www.cubosphera.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  <img src='http://www.cubosphera.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  <img src='http://www.cubosphera.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
&#8230;però che sia ENI a &#8220;consigliare&#8221; m&#8217;inquieta un pò&#8230;</p>
<p> </p>
<p>NB:<br />
<a href="http://209.85.129.132/search?q=cache:Sx_Ymw0LB24J:it.wikipedia.org/wiki/Eni+site:wikipedia.org+eni&amp;cd=1&amp;hl=it&amp;ct=clnk" target="_blank">ENI</a> (Ente Nazionale (Italiano) Idrocarburi) pare sia il 5° gruppo petrolifero al mondo&#8230;una delle 50 aziende più ricche del pianeta.</p>
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		<title>forse energia eolica sufficiente ad alimentare ogni cosa</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 10:11:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Studio Usa (pubblicazione sulla rivista «pnas» di Michael McElroy, della Harvard University):
l&#8217;umanità potrebbe vivere utilizzando solo la potenza del vento!
Basterebbe un sistema di turbine sul suolo americano per coprire il fabbisogno mondiale.
E avanzerebbe energia! </p>
<p> MILANO &#8211; L&#8217;umanità potrebbe sopravvivere utilizzando solo energia eolica. Ma c&#8217;è di più: basterebbe un sistema efficiente sul territorio americano per coprire <p><a href="http://www.cubosphera.net/2009/07/05/726/">...continua...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Studio Usa (<span style="color: #000000;">pubblicazione sulla rivista «pnas» di Michael McElroy, della Harvard University</span>):<br />
<strong>l&#8217;umanità potrebbe vivere utilizzando solo la potenza del vento!<br />
</strong></span><strong><span style="color: #000000;">Basterebbe un sistema di turbine sul suolo americano per coprire il fabbisogno mondiale.<br />
E avanzerebbe energia!</span><span style="color: #000000;"> </span></strong></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span><span style="color: #000000;">MILANO &#8211; L&#8217;umanità potrebbe sopravvivere utilizzando solo energia eolica. Ma c&#8217;è di più: basterebbe un sistema efficiente sul territorio americano per coprire l&#8217;intero fabbisogno mondiale. Lo dice, e non è una provocazione, uno studio pubblicato sulla rivista dell&#8217;Accademia Americana delle Scienze <span style="text-decoration: underline;"><em>Pnas</em></span> da <span style="text-decoration: underline;">Michael McElroy</span>, docente della School of Engineering and Applied Sciences alla Harvard University di Boston.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">40 VOLTE IL CONSUMO GLOBALE &#8211; Secondo il calcolo eseguito dagli esperti basterebbe una rete di turbine da 2,5 megawatt di potenza (posizionate in modo da non danneggiare l&#8217;ambiente, ovvero nei territori non forestali, dove non ci sono ghiacciai e in aree non urbane), che operino ad appena il 20% della loro capacità, per produrre un quantitativo di energia pari a oltre 40 volte il consumo globale corrente di elettricità, oltre cinque volte il consumo globale di energia in tutte le sue forme. L&#8217;energia in eccesso potrebbe anche farne scendere il prezzo, aprendo nuove prospettive ad altre tecnologie ecologiche, come le auto elettriche. Oggi l&#8217;eolico è pari al 42% di tutta la nuova capacità elettrica installata in Usa nel 2008 ma continua a costituire una frazione minoritaria della produzione complessiva di energia.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">IL METODO DI CALCOLO &#8211; Lo studio è stato fatto sulla base di simulazioni dei campi di vento utilizzando dati forniti dal sistema Goddard Earth Observing System Data Assimilation System (GEOS-5 DAS). Sezionando il globo in aree di approssimativamente 3.300 chilometri quadri ciascuna, i ricercatori hanno calcolato la velocità dei venti in aree non urbane, non forestali e senza ghiacci. E così hanno individuato la quantità di elettricità potenzialmente prodotta dalle turbine, sulla base della velocità dei venti, della densità dell&#8217;aria, della distanza tra le turbine e della dimensione delle eliche. Dunque, conclude l&#8217;indagine, una rete di turbine da 2,5 megawatt di potenza che operino ad appena il 20% della loro capacità sarebbe sufficiente per produrre un quantitativo di energia sufficiente a coprire il fabbisogno globale.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Corriere.it<br />
23 giugno 2009</span></p>
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