Autore: Dieffin

18 consigli per una vita migliore

I 18 principi del Dalai Lama

1 – Tieni sempre conto del fatto che un grande amore e dei grandi risultati comportano un grande rischio.

2 – Quando perdi, non perdere la lezione.

3 – Segui sempre le 3 “R”: Rispetto per te stesso. Rispetto per gli altri. Responsabilità per le tue azioni.

4 – Ricorda che non ottenere quel che si vuole può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna.

5 – Impara le regole, affinché tu possa infrangerle in modo appropriato.

6 – Non permettere che una piccola disputa danneggi una grande amicizia.

7 – Quando ti accorgi di aver commesso un errore, fai immediatamente qualcosa per correggerlo.

8 – Trascorri un po’ di tempo da solo ogni giorno.

9 – Apri le braccia al cambiamento, ma non lasciar andare i tuoi valori.

10 – Ricorda che talvolta il silenzio è la migliore risposta.

11 – Vivi una buona, onorevole vita, di modo che, quando ci ripenserai da vecchio, potrai godertela una seconda volta.

12 – Un’atmosfera amorevole nella tua casa dev’essere il fondamento della tua vita.

13 – Quando ti trovi in disaccordo con le persone a te care, affronta soltanto il problema attuale, senza tirare in ballo il passato.

14 – Condividi la tua conoscenza. E’ un modo di raggiungere l’immortalità.

15 – Sii gentile con la Terra.

16 – Almeno una volta l’anno, vai in un posto dove non sei mai stato prima.

17 – Ricorda che il miglior rapporto è quello in cui ci si ama di più di quanto si abbia bisogno l’uno dell’altro.

18 – Giudica il tuo successo in relazione a ciò a cui hai dovuto rinunciare per ottenerlo.

Manovra e armi: “Il male oscuro” di Alex Zanotelli

alex contro gli armamenti

In tutta la discussione nazionale in atto sulla manovra finanziaria, che ci costerà 20 miliardi di euro nel 2012 e 25 miliardi nel 2013, quello che più mi lascia esterrefatto è il totale silenzio di destra e sinistra, dei media e dei vescovi italiani sul nostro bilancio della Difesa.
E’ mai possibile che in questo paese nel 2010 abbiamo speso per la difesa ben 27 miliardi di euro? Sono dati ufficiali questi, rilasciati lo scorso maggio dall’autorevole Istituto Internazionale con sede a Stoccolma (SIPRI).
Se avessimo un orologio tarato su questi dati, vedremmo che in Italia spendiamo oltre 50.000 euro al minuto, 3 milioni all’ora e 76 milioni al giorno.
Ma neanche se fossimo invasi dagli UFO, spenderemmo tanti soldi a difenderci!!E’ mai possibile che a nessun politico sia venuto in mente di tagliare queste assurde spese militari per ottenere i fondi necessari per la manovra invece di farli pagare ai cittadini? Ma ai 27 miliardi del Bilancio Difesa 2010, dobbiamo aggiungere la decisione del governo, approvata dal Parlamento, di spendere nei prossimi anni, altri 17 miliardi di euro per acquistare i 131 cacciabombardieri F 35. Se sommiamo questi soldi, vediamo che corrispondono alla manovra del 2012 e 2013. Potremmo recuperare buona parte dei soldi per la manovra, semplicemente tagliando le spese militari. A questo dovrebbe spingerci la nostra Costituzione che afferma: ”L’Italia ripudia la guerra come strumento per risolvere le controversie internazionali…” (art.11) Ed invece siamo coinvolti in ben due guerre di aggressione, in Afghanistan e in Libia. La guerra in Iraq (con la partecipazione anche dell’Italia), le guerre in Afghanistan e in Libia fanno parte delle cosiddette “guerre al terrorismo”, costate solo agli USA oltre 4.000 miliardi di dollari (dati dell’Istituto di Studi Internazionali della Brown University di New York). Questi soldi sono stati presi in buona parte in prestito da banche o da organismi internazionali. Il governo USA ha dovuto sborsare 200 miliardi di dollari in dieci anni per pagare gli interessi di quel prestito. Non potrebbe essere, forse, anche questo alla base del crollo delle borse? La corsa alle armi è insostenibile, oltre che essere un investimento in morte: le armi uccidono soprattutto civili. Per questo mi meraviglia molto il silenzio dei nostri vescovi, delle nostre comunità cristiane, dei nostri cristiani impegnati in politica. Il Vangelo di Gesù è la buona novella della pace: è Gesù che ha inventato la via della nonviolenza attiva. Oggi nessuna guerra è giusta, né in Iraq, né in Afghanistan, né in Libia. E le folli somme spese in armi sono pane tolto ai poveri, amava dire Paolo VI. E da cristiani come possiamo accettare che il governo italiano spenda 27 miliardi di euro in armi, mentre taglia 8 miliardi alla scuola e ai servizi sociali? Ma perché i nostri pastori non alzano la voce e non gridano che questa è la strada verso la morte? E come cittadini, in questo momento di crisi, perché non gridiamo che non possiamo accettare una guerra in Afghanistan che ci costa 2 milioni di euro al giorno? Perché non ci facciamo vivi con i nostri parlamentari perché votino contro queste missioni? La guerra in Libia ci è costata 700 milioni di euro! Come cittadini vogliamo sapere che tipo di pressione fanno le industrie militari sul Parlamento per ottenere commesse di armi e di sistemi d’armi. Noi vogliamo sapere quanto lucrano su queste guerre aziende come la Fin-Meccanica, l’Iveco-Fiat, la Oto-Melara, l’Alenia Aeronautica. Ma anche quanto lucrano la banche in tutto questo. E come cittadini chiediamo di sapere quanto va in tangenti ai partiti, al governo sulla vendita di armi all’estero (Ricordiamo che nel 2009 abbiamo esportato armi per un valore di quasi 5 miliardi di euro). E’ un autunno drammatico questo, carico di gravi domande. Il 25 settembre abbiamo la 50° Marcia Perugia-Assisi iniziata da Aldo Capitini per promuovere la nonviolenza attiva. Come la celebreremo? Deve essere una marcia che contesta un’Italia che spende 27 miliardi di euro per la Difesa. E il 27 ottobre sempre ad Assisi, la città di S. Francesco, uomo di pace, si ritroveranno insieme al Papa, i leader delle grandi religioni del mondo. Ci aspettiamo un grido forte di condanna di tutte le guerre e un invito al disarmo. Mettiamo da parte le nostre divisioni, ricompattiamoci, scendiamo per strada per urlare il nostro no alle spese militari, agli enormi investimenti in armi, in morte.

Che vinca la Vita!

Alex Zanotelli
Napoli, 24 agosto 2011

Per firmare l’appello: clicca su questo link

alll’Italia post B. serve un progetto SERIO, SEMPLICE e SICURO

…navigando ieri sera ho inciampato su questo articolo di Eric Jozsef (qui il link alla pagina originale dell’Internazionale)…

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Il re è nudo.
Silvio Berlusconi non è più in grado di rappresentare una proposta politica credibile. Le elezioni amministrative, e in particolare i risultati straordinari di Milano e Napoli, hanno sicuramente una portata nazionale e un significato profondo. Il voto ha confermato una tendenza di cui si intravedevano i segnali già da qualche anno ma che il presidente del consiglio era riuscito finora ad arginare, grazie a nuove promesse e soprattutto grazie alla debolezza delle opposizioni.

Politicamente Berlusconi era forse già finito nel biennio 2003-2004, durante la sua seconda esperienza di governo. Da quel momento il paese ha smesso di considerarlo l’uomo del cambiamento, del fare, delle grandi riforme. La sua spinta propulsiva si è fermata in quel momento. Ma con tatticismo, sfruttando la legge elettorale e gli errori degli avversari, il Cavaliere è rimasto al potere. Arrivato all’età di 74 anni, con una grave crisi economica in corso e forse di fronte alla voglia di riscatto morale del paese, questa formula oggi non basta più. Dalle amministrative si può trarre un altro insegnamento: nonostante il ricorso a impressionanti mezzi finanziari (Letizia Moratti avrebbe speso dieci volte più di Giuliano Pisapia per la campagna elettorale) e propagandistici (basta pensare all’esposizione televisiva del premier), i candidati di Berlusconi possono essere battuti.

Il clamoroso e inaccettabile conflitto d’interessi del premier incide senza dubbio sulla competizione elettorale, ma con un’alternativa credibile l’opposizione può comunque vincere. L’affermazione secondo cui l’Italia vivrebbe sotto un regime è stata smentita. Ormai sembra chiaro che il destino del paese e il dopo Berlusconi dipendono solo dalla capacità dell’opposizione di presentare una proposta politica convincente. Invece di chiedere le dimissioni immediate del premier o di raccogliere firme per cacciare Berlusconi prima della fine della legislatura, il centrosinistra dovrebbe mettere a punto un programma e individuare il suo futuro candidato.
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…qui desidero condividere con voi una mia riflessione al riguardo:

Sono d’accordo con Eric nelle ultime righe. Anch’io penso che la sinistra più che crocifiggere oggi il suo avversario, debba, oggi, lasciare che questo si affondi inesorabilmente con le sue mani.
Ed è da tempo che lo fa.
Lasciamo che il corso del tempo smascheri questo movimento lobbistico, questa filosofia del potere, che ha trovato in Berlusconi un alfiere che incarnava appieno il desiderio di una certa casta sociale, quello di fagocitarsi tutto il resto, e per questo lo hanno appoggiato. E per questo abbiamo perso la media borghesia, per questo si è di molto allargata la forbice  sociale di chi ha e di chi non ha.
Lui ci metteva la faccia e  loro intanto ingrassavano.
Ma di quest’ometto,  di questi e non solo, dipendenti pubblici per dirla alla Ferraris, il popolo deve tornare, riabituarsi, ritrovare quella sensibilità, quel fiuto sociale, di riconoscere le persone per quello che sono realmente.
Ma deve arrivarci da solo senza troppi suggerimenti, senza troppe forzature. Deve sentire di aver ritrovato la propria dignità, solo così tornerà ad indignarsi e a chiedere il conto.
Il popolo ha due anni di tempo per riorganizzarsi, deve lasciare che la naturale fine di questa legislatura giunga al suo tempo, e nel contempo, c’è bisogno di un PROGETTO,
Serio, Semplice e Sicuro.

Serio che contenga proposte poche ma fondamentali.
Semplice che tutti possano capirlo soprattutto chi ne ha bisogno.
Sicuro perché dimostra con trasparenza di essere eseguito.

Per questo c’è molto da lavorare,
c’è bisogno di un uomo che incarni la Fatica,
che il suo sguardo suggerisca una visione Futura,
e le sue parole, i suoi silenzi ci trasmettano Fiducia

dedico questo articolo all’amico Alino

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