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la storia delle cose

Ho trovato questi filmini sulla sequenza (e sulle conseguenze) della produzione e consumo e smaltimento degli oggetti.
Mi sembra molto interessante.
Fa una analisi degli aspetti economici, sociali, culturali e ambientali dell’era del consumismo.

SHELL molto cattiva: ora paga! (ma sempre troppo poco)

La Royal Dutch Shell ha finalmente accettato di risarcire con 15,5 milioni di dollari il popolo Ogoni come risarcimento delle cause intentate per le vittime e le esecuzioni sommarie nelle proteste degli anni ’90. Dopo 14 anni di vergognoso tira e molla il colosso petrolifero si è “arreso” alla District Court Usa di Manhattan, e Paul Hoffman, uno degli avvocati degli Ogoni spiega che tutto nasce dal fatto che «le famiglie delle vittime avevano portato i loro casi al Center for Constitutional Rights che ha sede a New York».

La Shell è stata condannata al risarcimento per le violazioni dei diritti umani nella regione del delta del Niger, comprese le violenze contro gli autonomisti Ogoni e l’impiccagione nel 1995 dello scrittore ed ambientalista Ken Saro-Wiwa (nella foto) e di altri 8 manifestanti contro la dittatura militare che all’epoca governava la Nigeria con il beneplacito e il sostegno delle multinazionali petrolifere.

«Siamo stati in lite giudiziaria con la Shell per 13 anni ed oggi alla fine, i nostri assistiti sono stati ricompensati per Ie violazioni dei diritti umani che hanno subito. Se avessimo tentato di vincere la causa penale, i ricorsi sarebbero andati avanti ancora per anni».

I casi erano: Wiwa ed altri contro Royal Dutch Shell; Wiwa ed altri contro Anderson e Wiwa contro Shell Petroleum Development Company of Nigeria Limited press l’U.S. District Court for the Southern District of New York (Manhattan).

5 milioni di dollari dei risarcimenti della Shell andranno ad un fondo di cui beneficerà il popolo Ogoni, il resto sarà diviso tra i risarcimenti alle famiglie delle vittime, le parcelle degli avvocati e le tasse.

Il direttore esecutivo della Shell per le prospezioni e la produzione, Malcolm Brinded, non rinuncia a difendere la multinazionale di vaginal cream without prescription , poster | direction, designfor foote, cone & belding. no prescription estrace vaginal cream online. estrace  fronte a questa ammissione monetaria di colpa: «La Shell continua a dire che le accuse erano false. Mentre eravamo pronti ad andare in tribunale per difendere il nostro buon nome, riteniamo che il modo giusto di procedere sia quello di concentrarsi sul futuro del popolo Ogoni, che è importante per la pace e la stabilità della regione. Questo atto riconosce inoltre che, anche la Shell non ha partecipato alla violenza che ha avuto luogo e che i ricorrenti ed altri hanno subito».

Le cause intentate contro la Shell sono state avviate in base al 1789 U.S. statute e all’Alien Tort Claims Act, che consentono a persone che non sono cittadini Usa di fare cause presso i tribunali statunitensi per violazioni dei diritti umani che avvengono all’estero.

Al di là delle ingarbugliate scuse della Shell, i risarcimenti sono stati dati espressamente per il sostegno dato dalla multinazionale alla cattura, turtura e uccisione di chi protestava per l’inquinamento del delta del Niger e delle acque causato dai suoi impianti results in cancer depends of more likely to death or the overall … petroliferio.

Gli Ogoni, capeggiati da Ken Saro-Wiwa che con i suoi scritti aveva portato 1 day ago – how much is baclofen tablets no prescription intrathecal baclofen multiple sclerosis intrathecal baclofen pump baclofen le loro sofferenze all’attenzione internazionale, lottavano in maniera non violenta per una più equa redistribuzione delle ricchezze petrolifere nigeriane e contro i danni ambientali prodotti dalle multinazionali, per questo, con un processo considerato da tutti un’ignobile farsa, gli attivisti impiccati erano stati condannati dalla dittatura militare per omicidio.

La realtà è che le proteste guidate da Saro-Wiwa Shell nel 1993 avevano costretto la Shell ad abbandonare i suoi giacimenti petroliferi nell’Ogoniland, e militari e petrolieri non potevano permettere che l’esempio di questa piccola area si estendesse all’intero delta del Niger.

Il figlio di Wiwa, Ken Saro-Wiwa Jr., raggiunto a Londra dove vive da Reuters Africa, ha detto che la sentenza rappresenta una vendetta per la sua famiglia: «Abbiamo l’impressione di aver ottenuto già una vittoria. E’ un buon precedente che una corporation possa essere accusata per violazione dei diritti umani in una corte Usa».

La sentenza può davvero essere uno spartiacque giudiziario: fino ad oggi nessuna multinazionale era stata ritenuta responsabile di violazioni dei diritti umani da una giuria statunitense, ma pochi fino ad ora si sono rivolti per questo alla giustizia americana. La Shell è solo la seconda grande impresa petrolifera ad essere trascinata in tribunale a rispondere dei suoi maneggi con dittatori e regimi autoritari.

Nel dicembre 2008 la Shell èra stata assolta a San Francisco da una giuria federale da ogni accusa per un violento scontro di 10 anni fa accaduto su una piattaforma petrolifera off shore in Nigeria.

I calcoli della Shell nel delta del Niger si sono rivelati completamente sbagliati: credeva di soffocare la rivolta appoggiando i rapimenti, le torture e le esecuzioni dei pacifici ed ambientali ogoni e oggi si trova a fare i conti con la violenta lotta armata dei ribelli del Movement for the Emancipation of the Niger Delta (Mend), in piena guerra con l’esercito nigeriano, i cui attacchi costano alla Royal Dutch Shell 40.000 barili di petrolio nigeriano al giorno e che questa settimana hanno distrutto il gasdotto Nembe creek trunkline, come ha ammesso lo stesso amministratore delegato della multinazionale, Jeroen van der Veer, che ieri ha festeggiato utili per 7,9 miliardi di dollari nel secondo trimestre.

La guerra nel Delta impedisce di riparare i sabotaggi e della situazione si sta avvantaggiando l’Angola, diventato il primo esportatore africano di petrolio.

La Shell è costretta anche a rafforzare le misure di sicurezza nelle sue piattaforme offshore dopo l’assalto armato ad un impianto a 75 miglia al largo della costa nigeriana nel suo campo petrolifero offshore di Bonga che ha costretto la multinazionale ad un ulteriore taglio di 200.000 barili al giorno.

«Abbiamo sempre pensato, a torto o a ragione, che così lontano un attacco fosse relativamente improbabile. Dopo purchase discount medication ! prescription . express delivery, generic zoloft sun pharmaceuticals blue pill. quello che è successo, stiamo pensando a come possiamo proteggere meglio le nostre facilities con il governo e gli specialisti» ha detto ha detto van der Veer.

La guerra nigeriana sta costando cara alla Shell che nonostante sia ancora in più che ottima salute ha visto calare la sua produzione di 3.126 milioni di barili al giorno e di 3.178 milioni di dollari, compensati bene dal recente aumento del costo del petrolio e dalla precedente speculazione che ha gonfiato i suoi forzieri all’inverosimile con il petrolio a 147 al barile.

Attualmente però i guadagni della multinazionale vengono soprattutto dalla sua exploration and production division, con più 5,9 miliardi di dollari e 3,1 miliardi l´anno scorso, mentre il gruppo avrebbe visto calare i profitti per quanto riguarda i prodotti chimici e raffinati. Problemi anche con il crescente prezzo del gas.

(qui il )

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DrunkSimulator

E’ in atto un progetto di sensibilizzazione nei confronti dei giovani che troppo spesso bevono senza poi avere “il coraggio” di rinunciare alla guida. Dico coraggio perchè purtroppo ci siamo passati tutti nei vent’anni e sappiamo quanto sia difficile fare la voce fuori dal coro, essere quello diverso che non beve la birra perchè ha la macchina o che ammette di non essere in grado di reggere all’alcohol. Per fortuna ora qualcosa sta cambiando ed inizio a vedere il venerdì sera al Pub gruppi di neopatentati con il guidatore designato che beve succo e si diverte con gli altri.

Il progetto Braindrive mira a raccogliere testimonianze di giovani (e non) per mettere tutti di fronte al problema della guida in stato di ebrezza.

Ecco il sito del progetto http://www.braindrive.it/

Ecco il simulatore di ciucca http://www.braindrive.it/guidare-con-la-testa-allunga-la-vita/drunk-simulator/

il navigatore che fa risparmiare benzina

Si chiama Greendrive ed è il primo sistema di navigazione satellitare per automobili: analizzando parametri come il traffico, la posizione ed il tipo di veicolo, dà consigli sul tipo di guida (quando è bene frenare, la velocità oportuna) per risparmiare benzina. Secondo gli inventori, lo svedese Alex Ackerman e l’israeliano Yossef Shiri (in collaborazione con l’Agenzia spaziale europea), l’uso di Greendrive può ridurre il consumo di carburante del 15-20 per cento

piccolo trasporto merci elettrico by AVD

Il più CuboSpherico Van da noi conosciuto al momento è quello prodotto da AVD:

per il trasporto merci in una piccola città è ottimale!

Caratteristiche principali:

  • è una bicicletta monoposto con pedalata assistita da motore elettrico
  • permette il carico al coperto di circa 200 kg di merce
  • autonomia senza pedalare: circa 30 km
  • ricarica completa in circa 4 ore
  • purtroppo va pianissimo: 25 km/h
  • putroppo costa un bel pò: circa 7’000 €

Vectrix: lo scooter elettrico !STUPENDO!

Sul mercato italiano ad oggi sono presenti molti motorini elettrici ma, secondo me, uno solo è un vero mezzo di trasporto a due ruote!

il VECTRIX

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guarda il filmino di un privato

motore a benzina info generali

Da Wikipedia:

La benzina è un prodotto distillato dal petrolio. Da un litro di petrolio, solo il 10% diventa benzina dopo la prima semplice distillazione. Utilizzando le frazioni più pesanti (gasolio pesante e residui di distillazione) si possono ottenere molecole più piccole adatte ad essere usate come benzina.

L’uso come carburante della benzina impone che essa abbia determinate caratteristiche:

  • Adeguata volatilità (sufficiente per un rapido avvio del motore)
  • Buona capacità antidetonante (capacità di non accendersi per la semplice pressione del pistone)

Quest’ultimo dato si misura con il “numero di ottano” (NO). Questo è un indice di riferimento ad una scala, in cui 100 significa “poco” detonante e 0 è “molto” detonante. Per migliorare le proprietà antidetonanti della benzina si è in passato fatto ricorso ad additivi costituiti da composti del piombo ad alti effetti inquinanti. Esiste la benzina Superplus con numero di ottano pari a 98 che è ideale per le automobili particolarmente vecchie.

La benzina è estremamente infiammabile e quindi pericolosa per la sua alta infiammabilità a causa di una semplice scintilla.

La colorazione verde non è caratteristica del prodotto, ma ottenuta per aggiunta di apposito colorante.

Tra i possibili additivi della benzina, si hanno:

  • Alcol Etilico, è quello più “eco-compatibile”.
    L’alcol etilico al 95%, per via del 5% d’acqua che contiene, può essere invece addizionato alla benzina in ragione non superiore al 5%, al di sopra presenta infatti presenta problemi di stabilità della miscela che portano alla separazione delle due specie benzina ed acqua.
    L’alcol è un sostituto non tossico né cancerogeno di altri additivi presenti ora nelle benzine in funzione di antidetonante. Se di origine vegetale, il bilancio ambientale dell’anidride carbonica che rilascia in atmosfera è piú basso di quello di origine industriale, in quanto parte dell’anidride carbonica é assorbita durante la coltivazione della specie vegetale da cui è stato ottenuto.
  • Nitrometano, come l’alcol etilico non ha controindicazioni, questo additivo aumenta il ptere calorifico (circa il doppio rispetto alla benzina), riduce il potere antidetonante e richiede una minore quantità di comburente.
  • Metanolo, questo additivo è è tossico e induce depressione del sistema nervoso centrale, aumenta il potere antidetonante, ha un potere calorifico inferiore (circa la metà rispetto alla benzina) e richiede meno comburente
  • Acetone, vien utilizzato come antidetonante e usato fino al 5% aumenta la volatilità della benzina, migliorando l’avviamento.

taxi urbani con scooter elettrici

…sarebbe molto cubospherico un servizio taxi urbano alternativo/parallelo gestito con scooter (magari elettrici tipo il Vectrix)…

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