
Un piccolo omaggio al grande Hugo Pratt ed il suo Corto Maltese, tramite un montaggio di immagini e la musica dei Mau Mau:

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…da :
Monti dice che , meglio il lavoro flessibile. Posso capire perché lo dice, solo che c’è un problema: cambiare le regole di un gioco mentre si gioca non è corretto. La promessa nata nel Novecento e poi riformulata con forza dal dopoguerra in avanti era: andrete via dalle campagne, poi perfino dall’industria, avrete tutti la cravatta, lavorerete in città, avrete posto fisso, macchinetta, casetta, 28 gradi d’inverno, farete shopping, avrete le vacanze… Il gioco era quello. E invece oggi si scopre che jan 3, 2015 – buy baclofen uk online need to order baclofen no rx needed for purchasing baclofen online india donde comprar questa promessa non verrà mantenuta, il Sistema non ce la fa. Dunque si è trattato di una truffa, o quanto meno di un errore. Questo Capitalismo, che faceva quella promessa, è fallito, non può più garantire il benessere diffuso e chiede sacrifici per tornare uno o due passi indietro.
E’ molto spiacevole la mancanza di autocritica da parte di Monti. Lui rappresenta quella cultura, quel pensiero. Lo ha studiato, formulato, insegnato. Mi aspettavo che dicesse “Abbiamo fallito, il Sistema non funziona, è fatto male. Dobbiamo rifondarlo nella missione e negli strumenti, cambiare prospettiva. In quest’ottica anche il lavoro va rivisto“. Invece niente. E oggi chiede un cambiamento senza ammettere una parte degli errori culturali che hanno permesso questa situazione, senza dirci qual è il nuovo sistema, quali sono i nuovi principi, come dovrebbe funzionare.
Tuttavia, questa è la metà del ragionamento. Una truffa ha sempre due attori: chi promette una cosa irrealizzabile e chi crede in quella promessa perché gli fa comodo o gli va di rischiare. Qualcuno a quella truffa c’ha creduto. Molti. Tutti l’abbiamo fatto. Chi ha creduto in quella promessa fasulla ha sbagliato, a sua volta, e oggi mentre critica la truffa deve assumere una parte di responsabilità su di sé. Lavorare e basta, per guadagnare soldi che servono a sprecare, per aderire a un modello consumista che non produce benessere, era sbagliato. Lavorare tutti i giorni, pedissequamente, facendo denaro per consumare cose inutili, con denaro che spesso non abbiamo, per impressionare persone che non ci amano, per cinquant’anni di vita, è un modello che andava rifiutato, come ci dissero Bianciardi, Pasolini, perfino Berlinguer negli anni Sessanta e Settanta. Ma non li abbiamo ascoltati. Se una gran parte di noi non avesse creduto che la felicità è in una lavatrice, in un’automobile, in un biglietto da visita, le cose non sarebbero andate così. Anche noi dobbiamo fare autocritica, dunque. Noi abbiamo aderito a quel Sistema, dunque siamo correi.
Ci sono persone in difficoltà, sempre di più. Lo Stato deve sostenerle. purchase discount medication! canada . approved pharmacy, zoloft generic or brand. Uno Stato avanzato deve occuparsi di chi non ha risorse, cultura, strumenti per scegliere ed essere autosufficiente. Il discorso di Monti va bene ma solo per quelli in gamba, che non hanno paura, che sanno come cavarsela. D’altro canto, tutti gli altri,la maggioranza del Paese, deve cambiare abitudini e smettere di aderire volontariamente, perfino felicemente, alla grande truffa. Bisogna vivere fuori dalle città, dove le case da ristrutturare costano 300 euro al metro quadrato, fuori dal consumismo che riempie le nostre case di oggetti inutili. Occorre andare al ristorante cinque volte l’anno, spendere non più di 15 euro a bimestre di bolletta elettrica per una persona single, smettere di spendere 1600 euro l’anno al bar, o 4.000 euro l’anno per la donna delle pulizie che pulisce una casa in cui non stiamo mai (perché siamo lavorare), che dobbiamo pulirci da soli. Occorre smettere di andare in giro come delle trottole, spendendo migliaia di euro l’anno di automobile, ma starcene di più a casa, cercare lì la quiete e l’equilibrio. Bisogna smettere di comprare l’ultimo modello di telefono, di iPad, di iPhone e farci durare quello che abbiamo, costringendo le aziende a smetterla con il subdolo stillicidio dei nuovi modelli ogni tre mesi. Occorre autoprodurre quel che si può, divertirsi con niente, senza dover necessariamente spendere. E’ necessario recedere dai bisogni che si hanno e non farsene nascere di nuovi indotti dalla pubblicità. Consumare poco, sprecare meno (il 25 dicembre buttiamo via, in un solo giorno, 800 milioni di euro di cibo!), inquinare meno, produrre meno rifiuti, riciclare, riparare, riutilizzare, condividere auto, case, risparmiare sul consumo energetico…
In quest’ottica basta poco per vivere, dunque si può sostenere meglio il lavoro flessibile. Che non è più una scelta, ma la realtà che resta di un Sistema fallito. Un Sistema che, presto o tardi, forse già oggi, ci proporrà un altro miraggio. Destinato di nuovo a fallire. https://trymobilespy.com
…ridere per non piangere…
Guardate il video…dura pochissimo…e spiega molte cose…quasi tutte!
Oserei dire…GENIALE !
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E allora la pubblico 😉
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La neve.
In questi giorni se parla molto in gran parte d’Italia ma forse non tutti sanno che ogni fiocco è UNICO !
…non esistono due fiocchi di neve uguali!
Un uomo tra tutti li conosce veramente bene. Si chiama Kenneth G. Libbrecht e lavora in USA.
Li ha studiati e fotografati e catalogati per anni, uno ad uno, in tutto il mondo e ne ha tratto un bellissimo libro fotografico dal titolo “The Art of the Snowflake: A Photographic Album” ed un sito web di immediata e affascinante consultazione che consiglio vivamente…giusto per farsi un’idea della straordinaria complessità e bellezza della natura che ci ospita.
Qui trovate un link ad un articolo più ampio su questo studioso ed i “suoi” fiocchi di neve.

Nel “mercato globale” i beni e servizi prodotti dal “luogo GRIGIO”, hanno diritto d’esser venduti anche nel “luogo AZZURRO”.
Nel “luogo AZZURRO”
Nel “luogo GRIGIO”
I beni e servizi del “luogo GRIGIO”, vista la lista di sopra, ovviamente, costano molto meno.
I produttori dei beni e servizi del “luogo AZZURRO” vendono poco o niente data la concorrenza economicamente inarrivabile.
Il “luogo AZZURRO” diventa eticamente e socialmente sviluppatissimo ma economicamente fragile e vacillante, destinato al collasso.
Personalmente vedo due soluzioni:
…così facendo si favorirebbero economicamente i beni e servizi “etici” del “luogo AZZURRO” ed indirettamente si imporrebbe ai “luoghi GRIGI” di investe tempo, energia, denaro, ingegno ed impegno nello sviluppo di una società più ricca culturalmente, giusta, etica e responsabile.
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Liberalizzazioni, aumento dei costi dei carburanti e dei pedaggi autostradali sono la scintilla che ha innescato le proteste di 80 mila tra contadini, autotrasportatori e commercianti siciliani che da giorni bloccano strade, ferrovie e porti dell’Isola. Da una Sicilia ormai a secco – distributori di carburante chiusi, scaffali dei supermercati vuoti, scorte di acqua ormai terminate – si innalza la protesta del movimento “Forza d’Urto” che chiede maggiore attenzioni dalla politica siciliana e nazionale sull’economia locale, già da tempo in ginocchio e ulteriormente piegata dai nuovi rincari.
In questi mesi in cui la produzione agricola siciliana è al suo picco massimo, soprattutto per gli agrumi, i blocchi del trasporto di alimenti deperibili come arance e ortaggi stanno creano danni stimati intorno al milione di euro. Oltre ai danni immediati la Sicilia – ovvero la prima regione italiana per numero di operatori e superfici bio – rischia un vero e proprio cortocircuito di sistema: la mancata consegna delle derrate alimentari ai distributori “continentali” rischia di far saltare accordi commerciali e favorire così le importazioni.
Questo danno potrebbe in parte essere arginato da politiche volte alla promozione di canali commerciali a filiera corta. Un canale di distribuzione definito spesso ‘alternativo’, ma che è sempre più apprezzato dai cittadini/consumatori.
Non a caso da una recente indagine di mercato svolta da AIAB sull’acquisto dei prodotti biologici è emerso che il 71,70% dei consumatori è interessato agli acquisti diretti, ed il 75,47% gradisce l’ipotesi di partecipare ad gruppo di acquisto.
Oltre a ridurre il numero degli intermediari, infatti, i canali della filiera corta e della vendita diretta favoriscono il consumo di prodotti locali, riducendo l’impatto dei carburanti sul prezzo delle derrate alimentari e riducendo l’impatto delle stesse sull’ambiente. Promuovere il consumo di prodotti locali sarebbe un’opportunità strategica per gli oltre 7mila produttori biologici siciliani, che ancora non possono contare nella propria regione su un consumo bio consolidato e diffuso ai livelli che si registrano al centro e nord Italia.
La filiera corta e la vendita diretta riducono lo spreco di cibo e favoriscono l’accesso allo stesso anche da parte dei cittadini più vulnerabili (cosi come richiesto da una risoluzione approvata ieri dal Parlamento Europeo) ed una giusta remunerazione al produttore.
In conclusione, vorrei rivolgere un invito ai cittadini siciliani affinché in questo momento di crisi, e di scaffali vuoti, supportino i produttori locali consumando in via preferenziale le produzioni biologiche prodotte localmente.
Un invito va anche al governo, che come sottolineato dallo stesso ministro Catania, deve “ripensare” il prelievo fiscale sul settore primario e favorirne la crescita con misure che incentivino il ritorno alla terra, l’accesso dei giovani al settore e la salvaguardia del territorio, sostenendo l’agricoltura biologica, ovvero l’agricoltura sostenibile per eccellenza.
Eduardo Cuoco
Coordinatore nazionale AIAB
…qui il link ad un articolo su greenme.it per approfondire la questione delle proteste siciliane (e non solo) di inizio 2012.

Buone notizie per i disabili motori: è nato un sito che mappa tutte le barriere architettoniche presenti nei luoghi di una città. Un certo luogo è accessibile in sedia a rotelle? Un gradino è troppo alto? Quel ristorante avrà il bagno adatto? E quel museo avrà l’ascensore per disabili? Ecco, questo sito aiuta a dare una risposta veloce a domande di questo genere quando ci troviamo nella nostra o in una nuova città.
L’idea è di Raul Krauthausen, un trentenne tedesco in sedia a rotelle, che ha pensato di creare una mappa virtuale dei luoghi accessibili ai disabili per poter vivere meglio la sua città, Amburgo. Tutti possono contribuire ad espandere le informazioni della mappa inserendo le informazioni sui luoghi della propria città, anche tramite smartphone; Anzi, è importante che più persone possibili segnalino i luoghi dove sono presenti barriere architettoniche ed ostacoli per avere una mappa sempre più estesa.
WheelMap serve a catalogare tutti i punti di accesso difficoltoso o impossibile per una persona in carrozzina, ma è utilissimo anche per i genitori con il passeggino. I luoghi vengono segnalati con bandiere di colore diverso: verde, gialla, rossa a seconda del gradi di accessibilità di un punto, ovvero ottima, parziale e offlimits.

Ho studiato danza per tanti anni e ho avuto la fortuna di vedere dal vivo grandi ballerini e grandi compagnie, ora sono un po’ fuori dal giro e le nuove realtà non le conosco, per caso mi sono imbattuta in alcune immagini di questa compagnia, non ne so nulla ma quel che vedo mi piace, vorrei saperne di più e, perchè no, avere l’occasione di vederli dal vivo non mi dispiacerebbe affatto. Se qualcuno ne sa di più condivida please….
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