Un passo indietro vs i MANICOMI: un progetto di legge per la psichiatria italiana

ANI-Bruno-BozzettoNel silenzio generale in questi giorni è in calendario alla Commissione Affari Sociali della Camera un progetto di legge della maggioranza di governo che, se approvato, cambierà in modo drastico la 180 e la psichiatria italiana.

La legge 180, Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori, del 13 maggio 1978, meglio nota come legge Basaglia (dal suo promotore in ambito psichiatrico, Franco Basaglia) è una nota e importante legge quadro che impose la chiusura dei manicomi e regolamentò il trattamento sanitario obbligatorio ( in questo sito il suo effettivo funzionamento) istituendo i servizi di igiene mentale pubblici. Successivamente la legge confluì nella legge 833/78 del 23 dicembre 1978, che istituì il Servizio Sanitario Nazionale.

La legge fu una vera e propria rivoluzione culturale e medica, basata sulle nuove (e più “umane”) concezioni psichiatriche, promosse e sperimentate in Italia da Franco Basaglia.

Prima di allora i manicomi erano poco più che luoghi di contenimento fisico, dove si applicava ogni metodo di contenzione e pesanti terapie farmacologiche e invasive, o la terapia elettroconvulsivante (che per alcuni casi viene tuttora utilizzata).

Le intenzioni della legge 180 erano quelle di ridurre le terapie farmacologiche ed il contenimento fisico, instaurando rapporti umani rinnovati con il personale e la società, riconoscendo appieno i diritti e la necessità di una vita di qualità dei pazienti, seguiti e curati da ambulatori territoriali.

Basaglia sosteneva che il medico non deve solo saper osservare la malattia, soffermarsi sui suoi sintomi, pretendere di darne una spiegazione. Il medico deve anche saper avvicinare il paziente mettendosi dalla sua parte, stabilire una relazione con un ascolto attento e partecipe senza temere l’esperienza dell’immedesimazione e della sofferenza. Lo psichiatra avvicinandosi al paziente deve prendere in carico tutta la persona, il suo corpo e la sua mente, il suo essere nel mondo e dunque la sua storia e la sua vita.

 

« Comprendere significa avvicinarsi all’esperienza vivente nei suoi stessi termini, mobilitando non il semplice intelletto, ma tutte le capacità intuitive del nostro animo, per penetrarne l’intima essenza senza ridurla ad ipotesi casuali precostituite »

Il cambiamento drastico della 180  nel  progetto di legge  attuale è molto preoccupante in particolare per tre ragioni:

Si introduce il TSOP (Trattamento Sanitario Obbligatorio Prolungato). Sarà possibile rinchiudere per sei mesi rinnovabili una persona che rifiuti le cure per “curarla e rabilitarla”.

Il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) verrà prolungato dai sette giorni attuali a 30 giorni, rinnovabili.

Nel progetto di legge il TSO e il TSOP sono effettuati anche in istituti privati, che potrebbero avere vari interessi economici nel trattenere più a lungo del bisogno effettivo il paziente.

Per far intendere quanto tale progetto vada contro gli stessi principi innovatori e rispettosi della dignità umana di Basaglia, basta leggere come egli si esprimeva a proposito della follia.

  « La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d’essere »

Psicoradio sta raccogliendo adesioni all’appello tra le altre “radio della mente”, associazioni di persone con sofferenze psichiche e familiari.

Qui puoi leggere l’appello e i motivi della contrarietà al progetto di legge, le adesioni vanno inviate a psicoradio@gmail.com

Psicoradio è una testata radiofonica di persone che hanno avuto o hanno sofferenze psichiche. La trasmissione è in onda sulle frequenze di Città del Capo ogni giovedì alle 15 e ogni domenica alle 13. Il giovedì su tutte le radio del circuito di Popolare Network.

1 comment to Un passo indietro vs i MANICOMI: un progetto di legge per la psichiatria italiana

  • cassandra

    Sono stata tirocinante come psicoterapeuta presso un SPDC (Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura) dove fanno i cosidetti TSO (trattementi sanitari obbligatori) e ho visitato diverse cosidette cliniche di trattamento e riabilitazione.
    Il mio giudizio è che gli SPDC e queste cliniche non sono altro che luoghi di contenzione e d’imbottimento di psicofarmaci. I quali spesso hanno più effetti collaterali che altro. Le lobby farmaceutiche hanno in questo bussiness uno strapotere.
    In una cosiddetta clinica (che non era nemmeno una delle peggiori) i servizi, che ho visto offerti, erano quelli di vedere lo psicoterapeuta solo una volta la settimana, lo psichiatra un po’ di più per l’aggiustamento dei farmaci e come attività di recupero quella di leggere il giornale o vedere un film e commentarlo assieme in gruppo. Come se tutte le persone con problemi mentali fossero dei cerebrolesi e non anche delle persone con una intelligenza e una cultura alle volte superiori alla media.
    E’ uno schifo la lesione dei diritti umani di persone che poiché considerate “matte” non devono avere diritto di parola e di decisione sulla loro vita.
    E’ uno schifo lo strapotere delle lobby farmacetiche che attraverso la vendita degli psicofarmaci hanno una fonte sicura se non primaria di introiti di miliardi di euro.
    Gli psicofarmaci leniscono, se li leniscono, solo i sintomi, non sono assolutamente curativi, nel senso che non eliminano il disagio mentale alla stregua di un antibiotico; sulle cause di tale disagio non hanno nessun potere. E le case farmaceutiche si assicurano così un malato con una dipendenza a vita dal farmaco.
    Non sono contraria in assoluto ai farmaci, ma non debbono essere considerati l’unico e primario strumento di “aiuto” del disagio mentale e non debbono essere usati sicuramente in ogni caso.
    Purtroppo per il diffondersi di una psichiatria di tipo organicista, non si parla più di ascolto e di cura attraverso la parola. Non esiste, tuttavia, nessuna prova scientifica a favore di una tesi su un’origine di tipo organica del disagio mentale, e se anche fosse che si comprovasse una tal tesi, non si può comunque ridurre l’essere umano a mero accumulo di cellule organiche funzionanti o non funzionanti, ledendo l’esistenza di uno spirito umano che va oltre tale somma.
    Gli psicologi ad oggi sono quasi inesistenti nei servizi pubblici, ma intanto le università continuano a sfornarne di nuovi, assicurandosi i loro guadagni e così lo Stato Italiano sulla pelle dei giovani e delle loro famiglie.
    La psicologia è quasi ridotta a mera pratica di stregoneria.
    La cancellazione dei principi di Basaglia è a mio parere un riflesso dei tempi in cui contano solo la prestazione fisica e sociale e non più i valori umani più importanti!

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