Ascanio Celestini: uno dei grandi monologhisti nel teatro italiano.
Qui un suo intervento sul razzismo a “Parla con me”, la trasmissione della Dandini…
molto tagliente…molto…
Ascanio Celestini: uno dei grandi monologhisti nel teatro italiano.
Qui un suo intervento sul razzismo a “Parla con me”, la trasmissione della Dandini…
molto tagliente…molto…

Ascanio Celestini: uno dei grandi monologhisti nel teatro italiano.
Qui un suo intervento sul razzismo a “Parla con me”, la trasmissione della Dandini;
e qui Celestini parla in una breve canzone di un ladro che entra nella casa del Ladro: il desiderio di riprendere quel che viene rubato da chi sputa veleno sulla vita di tante persone.
Qui un’altro sul debito pubblico:
Pezzi tratti da suoi spettacoli teatrali:
“la pecora nera”
e “appunti per un film sulla lotta di classe”.
Fantastico, davvero fantastico.
Musiche bellissime, bellissime atmosfere di scena, pezzi taglienti e divertentissimi, capacità narrativa enorme.
In internet si trovano facilmente alcuni suoi brevi interventi, che persò non rendono come a teatro.
Si trova anche qualche suo spettacolo teatrale intero.
Ne vale davvero la pena, garantisco.
O magari, ancora meglio, comprare dal suo sito.
Nel suo caso soprattutto… ma si fa quel che si può, no?
Incredibile…assolutamente incredibile…
Da vedere…veramente da vedere…
A questo passaggio al cinema ci siamo pisciati tutti sotto…
Il mitico Crozza che fa Sacchi…
…o viceversa…
Grandiosi Crozza e Dighero….
…se non l’avete mai visto da guardare assolutamente!!!
A mio avviso il più esilarante tra gli sketch della Cavalcade di Seth MacFarlane’s.
Signori e signore ecco a voi “sheep shearing”.
I Padania Brothers a Mai dire gol !!
Renata Pisu, La via della Cina. Una testimonianza tra memoria e cronaca., edizione “Saggi Paperback”, 2004.
“In questo libro Renata Pisu racconta il suo rapporto con la Cina, iniziato nel 1957, quando si trasferì a Pechino per un corso di studi. Vi rimase quattro anni, e da allora non smise mai di tornare periodicamente in quel Paese che l’aveva “contagiata” di un male inguaribile, il Mal di Cina, segnando in modo indelebile la sua vita. Le sue pagine non sono dunque un resoconto o un reportage di viaggio: piuttosto, assomigliano a un percorso tra passato e presente – dentro una realtà culturale, politica, geografica – che si accompagna ad un itinerario esistenziale. Così davanti ai nostri occhi sfilano la Pechino di Mao e quella dei grattacieli, la Manciuria attraversata dalla transiberiana e le Tre Gole del fiume Yangtze e poi ancora l’anziana lavandaia “dai piedi di giglio”, l’ intellettuale che amava Verlaine e fu mandato a “riformarsi il pensiero” in una vetreria, e i tanti “occidentali” che hanno capito troppo, o troppo poco, di questo straordinario Paese.
Powered by Cubosphera.net