amare sopra la paura e il dolore

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Un anno fa, il 25 aprile, uscii per la prima volta con un ragazzo che mi aveva presentato il mio migliore amico settimane prima. Fu uno dei giorni più belli della mia vita perché mi sentivo tranquillo, felice e compreso. Purtroppo sono una persona eccessivamente timida, introversa, ed allora ero ossessionato dai miei genitori, i quali mi spiavano con ogni mezzo e non approvavano molto che uscissi con dei ragazzi, tutto questo aggravato dalla mia paura di essere aggredito o picchiato per strada (nonostante viva in una città universitaria abbastanza moderna e aperta).

Per questo futile motivo non riuscivo a dimostrare il mio affetto al ragazzo che mi piaceva, non riuscivo a tenerlo per mano a stargli vicino in pubblico, solo raramente trovavo il coraggio di baciarlo per strada, andavamo sempre in un bellissimo parco, quasi sempre deserto, ma io provavo timore, vergogna e paura anche solo di tenerci per mano. Mi vergognavo ad uscire con lui quando erano presenti le sue amiche o i suoi amici, anche se loro erano felici di vedermi o addirittura curiosi. Ho fatto tantissime figure di merda e tantissime scenate, lui ci rimaneva male, ma la cosa che mi distruggeva era che lui mi perdonava sempre…

Siamo stati insieme tre mesi, nonostante le mie paranoie sono stati i mesi più belli e ricchi della mia vita, io cercavo di migliorarmi ma non ci riuscivo molto, ero molto legato a lui e lui mi voleva bene e comprendeva le mie paure, lui appariva così solare come se non gli interessassero le opinioni degli altri.
Ma scoprii presto che lui se la passava peggio di me, che la situazione nella sua casa non era delle migliori a causa del suo orientamento: anche se i suoi non lo hanno mai trattato male mi disse che non mi avrebbero mai voluto accettare, perché ero più grande di lui (di soli tre anni), ed anche perché ero un ragazzo. Mi confessò di essere depresso. Era molto misterioso, sempre arrabbiato, io non c’entravo nulla, ma sicuramente non ho migliorato le cose con la mia insicurezza.

Mi lasciò dopo tre mesi e mezzo di relazione e non voleva più parlarmi, era strano, con tutti. Sono stato male per lui per tutta l’estate e continuavo a cercarlo nonostante non volesse più parlare con me. Mi disperava l’idea che il tutto potesse essere colpa mia. Lo rividi un’ultima volta, in inverno, ma era scontroso un po’ con tutti e si arrabbiava per nulla, come se fosse stato molto stressato. Non voleva parlare ed io avevo tanto bisogno di lui.

Quel pomeriggio il mio migliore amico mi telefonò e mi disse di restare calmo e di ascoltare quello che aveva da dire. Cercò di spiegarmi che il mio ex ragazzo si era impiccato il giorno prima e che ora si trovava in ospedale. Io non riuscivo a capire cosa avrei dovuto rispondere, neppure riuscii a pensare in quel momento, nella mia mente c’era solo il vuoto più totale, era come se il terreno mi fosse crollato sotto i piedi. Sono partito per l’ospedale, ci sono stato un pomeriggio, poi sono tornato a casa, pensai di tornarci ancora dopo pochi giorni ma fu troppo tardi.

La mattina del suo funerale ero troppo sconvolto e persi quel maledetto treno, non potei neppure salutarlo per un ultima volta. Ma qualche tempo più tardi realizzai che non avrei mai potuto reggere se ci fossi andato. Ero prosciugato, totalmente, in me non c’era un grammo di voglia di vivere. Solo due persone conoscono la mia esperienza: non i miei genitori, non i parenti o gli amici, neppure i suoi genitori sanno chi sono stato per lui… io sono stato il suo primo ragazzo e lui lo è stato per me: il suo ed il mio primo bacio e non sono riuscito a dirlo a nessuno.

All’inizio fu terribile, Le mie intere giornate ruotavano attorno a lui, non riuscivo a passare un minuto senza sentire il vuoto che aveva lasciato. Era la mia ombra che mi tormentava, avevo attacchi di panico continui, non mangiavo, non dormivo, non studiavo, non riuscivo più ad uscire.

Con il tempo sono riuscito a trasformare questa cosa in un dono: il dono di avere sempre vicina la persona che ho amato, a cui ho voluto tanto bene, tramite i ricordi e le emozioni. Visito continuamente i posti dove andavamo insieme, lo immagino vicino a me nella panchina del parco dove sedevamo sempre, vado spesso a trovarlo e sto ore a sedere parlando con lui di mille ricordi. Ora è diventata la mia luce, che mi segue ovunque vado, è la mia ispirazione, la mia ragione di vita. Prima quando sentivo parlare di episodi di omofobia avevo paura, terrore, vivevo nel silenzio, nell’imbarazzo, nella vergogna. Prima non sarei mai riuscito a reagire in alcun modo, adesso ho la forza di reagire, per qualsiasi cosa penso a lui, alla sua dolcezza e alla sua testardaggine, lui mi spingeva a reagire, e mi spinge a reagire e a lottare anche ora.
Infatti sto iniziando a parlare di me ad altre persone, amici, e mi sento sempre più libero; ma la mia esperienza la riesco a condividere con pochi perché molto seria e molto personale… scusate la lunghezza di questa mia lettera ma per me era importante condividerla con qualcuno. Grazie.

Vorrei aggiungere che quello che ho raccontato è strettamente personale e il mio scopo è quello di trasmettere la tolleranza verso le persone e non l’odio, non voglio una vendetta insensata, perchè il problema da risolvere è un altro, è l’odio tra gli abitanti di questo pianeta e non voglio che persone sconosciute vengano offese, perchè nè io nè gli altri sappiamo davvero come sono andate le cose. L’unica cosa certa è che in questo mondo esiste un confitto tra quello che siamo e quello che vogliono gli altri, il mio obbiettivo è far capire che se una persona è eterosessuale, omosessuale, bisessuale, transessuale, donna, mancina, nera o asiatica non va contro i diritti di nessun’altro e che voler cambiare la vita di qualcuno per farlo diventare un’altra persona, per motivi religiosi o nascodendosi dietro un’opinione è inutile e pericoloso e lede il diritto alla felicità, al benessere e alla vita stessa di un individuo.

La vita è corta, è troppo corta per odiare gli altri, amate le altre persone, state vicino a chi ne ha bisogno, non abbandonate le persone, perche da un giorno all’altro potrebbero scomparire sotto i vostri occhi. An additional 52 percent say that they speak spanish at home, but https://samedaypaper.org/ that they speak english very well

la dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d’America

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L’America è un paese speciale.

Un paese da invidiare, di cui esser gelosi, per cose che non hanno nulla a che fare con la ricchezza eccetera.
Lo è perché è nato da un bisogno dell’anima, il bisogno d’avere una patria, e dall’ idea più sublime che l’ Uomo abbia mai concepito: l’ idea libertà sposata all’ idea di uguaglianza.
Lo è anche perché a quel tempo l’ idea di libertà non era di moda e l’ idea di uguaglianza, nemmeno.
Non ne parlavano che certi filosofi detti Illuministi, di queste cose.
Non ne parlavan neppure i rivoluzionari della Rivoluzione Francese, visto che questa sarebbe incominciata nel 1789 ossia tredici anni dopo la Rivoluzione Americana che scoppiò nel 1776.

È un paese speciale, un paese da invidiare, inoltre, perché quell’ idea venne materializzata da un piccolo gruppo di leader straordinari: da uomini di grande cultura, di gran qualità e venne capita da contadini spesso analfabeti o comunque ineducati.
I Padri Fondatori (Benjamin Franklin e i Thomas Jefferson e i Thomas Paine e i John Adams e i George Washington eccetera) erano tipi che in greco s’ eran letti Aristotele e Platone, che in latino s’ eran letti Seneca e Cicerone, e che i principii della democrazia greca se l’ eran studiati alla perfezione.
Jefferson conosceva anche l’ italiano (lui diceva «toscano»). In italiano parlava e leggeva con gran speditezza. Infatti con le duemila piantine di vite e le mille piantine di olivo e la carta da musica che in Virginia scarseggiava, nel 1774 il fiorentino Filippo Mazzei gli aveva portato varie copie d’ un libro scritto da un certo Cesare Beccaria e intitolato «Dei Delitti e delle Pene».
Franklin, era un genio: scienziato, stampatore, editore, scrittore, giornalista, politico, inventore. Nel 1752 aveva scoperto la natura elettrica del fulmine e aveva inventato il parafulmine.

E fu con questi leader straordinari, questi uomini di gran qualità, che nel 1776 i contadini si ribellarono all’ Inghilterra e fecero la guerra d’ indipendenza, la Rivoluzione Americana.
E nonostante i morti che ogni guerra costa, non la fecero coi fiumi di sangue della futura Rivoluzione Francese; la fecero con un foglio che insieme al bisogno dell’ anima, il bisogno d’ avere una patria, concretizzava la sublime idea della libertà anzi della libertà sposata all’ uguaglianza.

Su questo foglio v’era scritto:

In Congresso,
4 luglio 1776
Quando nel corso di eventi umani, sorge la necessità che un popolo sciolga i legami politici che lo hanno stretto a un altro popolo e assuma tra le potenze della terra lo stato di potenza separata e uguale a cui le Leggi della Natura e del Dio della Natura gli danno diritto, un conveniente riguardo alle opinioni dell’umanità richiede che quel popolo dichiari le ragioni per cui è costretto alla secessione.

Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità:
che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità;
che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini governi che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati;
che ogni qualvolta una qualsiasi forma di governo tende a negare questi fini, il popolo ha diritto di mutarla o abolirla e di istituire un nuovo governo fondato su tali principi e di organizzarne i poteri nella forma che sembri al popolo meglio atta a procurare la sua Sicurezza e la sua Felicità.

Certamente, prudenza vorrà che i governi di antica data non siano cambiati per ragioni futili e peregrine;
e in conseguenza l’esperienza di sempre ha dimostrato che gli uomini sono disposti a sopportare gli effetti d’un malgoverno finché siano sopportabili, piuttosto che farsi giustizia abolendo le forme cui sono abituati.

Ma quando una lunga serie di abusi e di malversazioni, volti invariabilmente a perseguire lo stesso obiettivo, rivela il disegno di ridurre gli uomini all’assolutismo, allora è loro diritto, è loro dovere rovesciare un siffatto governo e provvedere nuove garanzie alla loro sicurezza per l’avvenire.
Tale è stata la paziente sopportazione delle Colonie e tale è ora la necessità che le costringe a mutare quello che è stato finora il loro ordinamento di governo.

Quella dell’attuale re di Gran Bretagna è storia di ripetuti torti e usurpazioni, tutti diretti a fondare un’assoluta tirannia su questi Stati.
Per dimostrarlo ecco i fatti che si sottopongono all’esame di tutti gli uomini imparziali e in buona fede.
1) Egli ha rifiutato di approvare leggi sanissime e necessarie al pubblico bene.
2) Egli ha proibito ai suoi governatori di approvare leggi di immediata e urgente importanza, se non a condizione di sospenderne l’esecuzione finché non si ottenesse l’assentimento di lui, mentre egli trascurava del tutto di prenderle in considerazione.
3) Egli ha rifiutato di approvare altre leggi per la sistemazione di vaste zone popolate, a meno che quei coloni rinunziassero al diritto di essere rappresentati nell’assemblea legislativa – diritto di inestimabile valore per essi e temibile solo da un tiranno.
4) Egli ha convocato assemblee legislative in luoghi insoliti, incomodi e lontani dalla sede dei loro archivi, al solo scopo di indurre i coloni, affaticandoli, a consentire in provvedimenti da lui proposti.
5) Egli ha ripetutamente disciolte assemblee legislative solo perché si opponevano con maschia decisione alle sue usurpazioni dei diritti del popolo.
6) Dopo lo scioglimento di quelle assemblee si è opposto all’elezione di altre: ragion per cui il Potere legislativo, che non può essere soppresso, è ritornato, per poter funzionare, al popolo nella sua collettività, – mentre lo Stato è rimasto esposto a tutti i pericoli di invasioni dall’esterno, e di agitazioni all’interno.
7) Egli ha tentato di impedire il popolamento di questi Stati, opponendosi a tal fine alle leggi di naturalizzazione di forestieri rifiutando di approvarne altre che incoraggiassero la immigrazione, e ostacolando le condizioni per nuovi acquisti di terre.
8 ) Egli ha fatto ostruzionismo all’amministrazione della giustizia rifiutando l’assentimento a leggi intese a rinsaldare il potere giudiziario.
9) Egli ha reso i giudici dipendenti solo dal suo arbitrio per il conseguimento e la conservazione della carica, e per l’ammontare e il pagamento degli stipendi.
10) Egli ha istituito una quantità di uffici nuovi, e mandato qui sciami di impiegati per vessare il popolo e divorarne gli averi.
11) Egli ha mantenuto tra noi, in tempo di pace, eserciti stanziali senza il consenso dell’autorità legislativa.
12) Egli ha cercato di rendere il potere militare indipendente dal potere civile, e a questo superiore.
13) Egli si è accordato con altri per assoggettarci a una giurisdizione aliena dalla nostra costituzione e non riconosciuta dalle nostre leggi, dando il suo assentimento alle loro pretese disposizioni legislative miranti a:
a) acquartierare tra noi grandi corpi di truppe armate;
b) proteggerle, con processi da burla, dalle pene in cui incorressero per assassinii commessi contro gli abitanti di questi Stati;
c) interrompere il nostro commercio con tutte le parti del mondo;
d) imporci tasse senza il nostro consenso; ..omissis
Anch’essi sono stati sordi alla voce della giustizia, alla voce del sangue comune.

Noi dobbiamo, perciò, rassegnarci alla necessità che denuncia la nostra separazione, e dobbiamo considerarli, come consideriamo gli altri uomini, nemici in guerra, amici in pace.
Noi pertanto, Rappresentanti degli Stati Uniti d’America, riuniti in Congresso generale, appellandoci al Supremo Giudice dell’Universo per la rettitudine delle nostre intenzioni, nel nome e per l’autorità del buon popolo di queste Colonie, solennemente rendiamo di pubblica ragione e dichiariamo: che queste Colonie Unite sono, e per diritto devono essere, stati liberi e indipendenti; che esse sono sciolte da ogni sudditanza alla Corona britannica, e che ogni legame politico tra esse e lo Stato di Gran Bretagna è, e deve essere, del tutto sciolto;
e che, come Stati liberi e indipendenti, essi hanno pieno potere di far guerra, concludere pace, contrarre alleanze, stabilire commercio e compilare tutti gli altri atti e le cose che gli stati indipendenti possono a buon diritto fare.

E in appoggio a questa dichiarazione, con salda fede nella protezione della Divina Provvidenza, reciprocamente impegniamo le nostre vite, i nostri beni e il nostro sacro onore.

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Economia: avere il monopolio in 7 mosse

Il prezzo del petrolio è sceso molto nelle ultime settimane.
Evidentemente i paesi sauditi stanno mantenendo alta la produzione.
Ci possono essere diverse ragioni per questo.
Il motivo principale è mantenere il controllo delle maggiori infrastrutture di approvvigionamento di petrolio.
Se il prezzo del petrolio salisse troppo alto, gli altri (paesi poduttori di petrolio concorrenti) sarebbero in grado di fare soldi vendendo e sarebbero quindi in grado di costruire nuove/migliori/più grandi infrastrutture.
Le nazioni dell’OPEC stanno facendo un investimento a lungo termine cercando di uccidere la concorrenza futura.
Ma tenere i prezzi molto bassi non permette crescita economica immediata.
1) L’azienda “X” deve diventare sufficientemente forte (economicamente) da potersi permettere pochi gadagni o adirittura perdite per un periodo “t” (qualche mese/anno)
2) L’azienda “X” inonda il mercao di un bene/servizio a prezzi molto bassi
3) Tutti comprano il bene/servizio dall’azienda “X” perché è il prezzo più basso del mercato
4) L’azienda “X” stringe i denti per il periodo “t” (qualche mese/anno)
5) Durante il periodo “t” le aziende concorrenti di “X” non vendono quindi falliscono o certamente non crescono
6) Alla fine del periodo “t” l’azienda “X”, avendo indotto la morte economica dei concorrenti, ha il monopolio del mercato nel suo settore
7) L’azienda “X” può alzare i prezzi a piacimento essendo l’unica fornitrice sul mercato

È un strategia economica interessante e molto diffusa nonostante sia “arrogante, selvaggia

e violenta”.

MONOPOLIO PETROLIO
Il prezzo del petrolio è sceso molto nelle ultime settimane. Evidentemente i paesi sauditi stanno mantenendo alta la produzione e di conseguenza i prezzi sono bassi.
Ci possono essere diverse ragioni per questo ma il motivo principale (probabilmente) è proprio mantenere il controllo delle maggiori infrastrutture di approvvigionamento di petrolio.
Se il prezzo del petrolio salisse troppo alto, gli altri (paesi produttori di petrolio concorrenti) sarebbero in grado di fare soldi vendendo e sarebbero quindi in grado di costruire nuove/migliori/più grandi infrastrutture.
Le dodici nazioni dell’OPEC (sei delle quali sono mediorientali) stanno facendo un investimento a lungo termine cercando di uccidere la concorrenza futura nonostante tenere i prezzi molto bassi non permetta crescita economica immediata.
Di seguito i sette passi per avere il monopolio del mercato:
1) L’azienda “X” deve diventare sufficientemente forte (economicamente) da potersi permettere pochi guadagni o addirittura perdite per un periodo “t” (qualche mese/anno)
2) L’azienda “X” inonda il mercato di un bene/servizio a prezzi molto bassi
3) Tutti comprano il bene/servizio dall’azienda “X” perché è il prezzo più basso del mercato
4) L’azienda “X” stringe i denti per il periodo “t” (qualche mese/anno)
5) Durante il periodo “t” le aziende concorrenti di “X” non vendono quindi falliscono o certamente non crescono
6) Alla fine del periodo “t” l’azienda “X”, avendo indotto la morte economica dei concorrenti, ha il monopolio del mercato nel suo settore
7) L’azienda “X” può alzare i prezzi a piacimento essendo l’unica fornitrice (monopolio de facto) sul mercato
È un strategia economica interessante e molto diffusa nonostante sia “arrogante, selvaggia e violenta”.

riguardo le bacche di Goji

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Le bacche di Goji sono il frutto del Lycium barbarum cui appartiene anche il pomodoro, il peperoncino e la melanzana.
Questi frutti vengono coltivati da migliaia di anni e sono considerati un elemento essenziale nella medicina tradizionale cinese.
Queste bacche sono anche piantate per controllare l’erosione e recuperare terreni irrigabili da desertificazione.
La Cina è il principale fornitore di bacche di Goji in tutto il mondo con esportazioni totali per un valore di 120 milioni di US$ nel 2004.
Siccome la “Green Food Standard” cinese permettere l’uso di alcuni pesticidi ed erbicidi ormai vietati in EU e USA, alti livelli di residui di insetticidi (tra cui fenvalerate, cipermetrina) e residui di fungicidi (come triazole), sono stati individuati dalla Food and Drug Administration statunitense in alcune bacche di origine cinese.
Al momento non esistono prove scientifiche riguardo le qualità paramediche di questo frutto mentre esistono numerosi casi accertati di problemi sanitari anche gravi legati al consumo elevato di questo frutto.

Le bacche di Goji sono infatte circondate da un alone di miti e leggende frutto di astute campagne di marketing…cerchiamo qui, in piccolo, di sfatare qualche leggenda:
I – sono di origine cinese ma sono conosciute anche con il nome commerciale di “bacche himalayane” o “bacche tibetane”. In inglese si trovano anche sotto il nome di “wolfberry”
II – viene spesso pubblicizzato il loro alto contenuto di polisaccaridi (un nutriente sano) sebbene risultati confermati da studi scientifici veri e propri al momento non ce ne siano
III – gira addirittura la leggenda di un tal Li Qing Yuen che, consumando abitualmente le bacche di Goji, arrivò a vivere ben 252 anni!

Ma, leggende a parte, cosa contengono questi frutti “della salute”?
I – certamente sono ricchi di amminoacidi (elementi costitutivi delle proteine) ed antiossidanti, in grado di rafforzare le difese immunitarie e aiutare a bruciare i grassi
II – le bacche di Goji contengono molti numerosi nutrienti come le vitamine del gruppo B ed E, sali minerali, carotenoidi e flavonoidi
III – contengono anche acido linoleico: una sostanza che sarebbe in grado di stimolare la massa grassa e apportare benefici sul sistema immunitario
IV – questi frutti sono caratterizzati da un basso indice glicemico cioè possono assicurare un discreto effetto saziante ma con un basso carico calorico

Conclusioni:
Anche se le caratteristiche delle bacche di Goji sembrerebbero indicare la presenza di proprietà benefiche per la salute (come le proprietà antiossidanti utili per il contrasto dei radicali liberi) e vengono considerati ricchissimi di vitamina C (ma ne contengono quanto arance e limoni), non ci sono al momento studi clinici che confermino in modo incontestabile ed univoco che questi siano veri e propri ‘frutti della salute” che ne giustifichi il prezzo molto alto né una assunzione assidua come alimento particolarmente sano.

Alan Turing

Alan Mathison Turing nacque a Londra il 23 giugno 1912.
È stato un matematico, logico e crittografo ed ha elaborato le teorie pionieristiche in materia di calcolo digitale.
Ha avuto una vita personale travagliata ed un ruolo decisivo nell’esito della seconda guerra mondiale.

È considerato uno dei più grandi matematici del XX secolo e uno dei padri della scienza informatica e dell’intelligenza artificiale, da lui teorizzate già negli anni trenta (ben prima del primo computer).
Il lavoro di Turing è lo spartiacque tra coloro che hanno fornito la logica (Leibniz in testa) e coloro che hanno poi costruito le macchine (John Von Neumann).
A soli 24 anni scrisse uno dei trattati più brillanti e innovativi della sua epoca, influendo sugli studi di chi poi avrebbe effettivamente realizzato la “macchina universale“: secondo Turing sarebbe stato possibile realizzare una macchina che potesse essere utilizzata per qualsiasi sequenza computabile. La novità di questa teoria è che si dimostrava che una macchina poteva essere codificata come un numero e viceversa, introducendo il concetto di ciò che oggi chiameremmo software.
I computer reali però non si basano sul modello di Turing (sarebbero estremamente lenti e inefficienti) ma si basano sul modello ideato da  John Von Neumann.
Quest’ultimo tra l’altro conobbe Turing all’università di Princeton e dopo il dottorato gli propose un posto come suo assistente. Turing rifiutò l’offerta e tornò in Inghilterra, dove partecipò al programma di decrittazione dei codici con i quali i tedeschi comunicavano ai sommergibili gli obiettivi militari da colpire, il famoso sistema Enigma. John Von Neuman invece, nel 1953, realizzò con un gruppo di fisici e ingegneri il primo calcolatore programmabile.

Purtroppo la sua esistenza venne irreversibilmente sconvolta dalla ignoranza umana:
nel 1952, Turing (quarantenne) si rivolse alla polizia per denunciare un amico che aveva ospitato in casa e che l’aveva derubato. Da questa denuncia, le autorità britanniche arrivarono a concludere che Turing intrattenesse abitualmente rapporti omosessuali, lo arrestarono e lo trascinarono in tribunale. Turing non fece mistero dei propri gusti sessuali e dichiarò semplicemente che non ci trovava nulla di male ma all’epoca l’omosessualità era ancora reato in Gran Bretagna e il matematico fu costretto a scegliere tra due opzioni irricevibili: la galera o la castrazione chimica.
Per un anno intero, Turing si sottopose a iniezioni di estrogeni, vide la sua libido calare e sviluppò ginecomastia (crescita dei seni).
Nonostante l’umiliazione e la tortura di stato, continuò a lavorare ma durò poco: l’8 giugno 1954 fu ritrovato morto suicida nella sua stanza.

Su questo grande uomo e tremenda storia sta per uscire un film che promette d’essere molto ben fatto: “The Imitation Game“.
Inoltre Robert Harris è autore del romanzo di fantasia (ma non troppo) “Enigma“.
E c’è anche il fumetto “Enigma” di Tuono Pettinato e Francesca Riccioni.

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25 consigli per ottimizzare la conservazione del cibo

Spreco Alimentare

Spreco Alimentare: per ogni consumatore di Europa e Nord America finiscano in pattumiera, ogni anno, dai 95 ai 115 chili di cibo.
In italia il cibo sprecato ha un valore economico pari al 0.5% del PIL nazionale.
Imparare a consumare e conservare correttamente il cibo è fondamentale per ridurre al minimo questa imbarazzante forma di spreco.

1) CIPOLLE
Messe in un paio di vecchi collant (puliti!) e appese in un luogo asciutto, fresco e buio, come un armadio o una soffitta, le cipolle dureranno fino a 8 mesi. Inseritele una a una nelle “gambe” delle calze, e separate un ortaggio dall’altro con un nodo. In questo modo saranno libere di “respirare” e prolungheranno la loro vita. Quando ve ne servirà una, sarà sufficiente tagliare con un paio di forbici lo scomparto della cipolla più bassa.

2) PATATE
In ogni caso, tenete le cipolle della dispensa lontano dalle patate: i gas prodotti dalle prime fanno germogliare le patate più velocemente.
Meglio, invece, conservare le patate accanto alle mele: rimarrano più a lungo senza germogli (fino a 2 mesi). Su questo punto, però, non tutti sono d’accordo: alcuni esperimenti scientifici hanno dimostrato che l’etilene, un gas inodore prodotto dalle mele durante il processo di maturazione, fa germogliare le patate più velocemente.

3) ASPARAGI
Per mantenere gli asparagi freschi e croccanti più a lungo vanno tenuti come i fiori: tagliate di un centimetro i gambi, e riponete l’intero “mazzo” in un vaso pieno d’acqua fresca. Così come sono potete metterli in frigorifero, magari coperti da una busta di plastica. Cambiate l’acqua quando quella del vaso vi sembra un po’ torbida. Così dureranno per circa una settimana (anche se naturalmente, è sempre meglio mangiarli freschi).

4) AROMI
Lo stesso metodo di conservazione si può sfruttare anche per mantenere fresche le piante aromatiche in foglia – come basilico, prezzemolo, coriandolo ed erba cipollina – appena acquistate. A meno che non decidiate di coltivarle direttamente in vaso, sul balcone.
Le aromatiche dalla foglia più “carnosa”, come il timo, possono essere appese ed essiccate al sole in estate, per poi essere sgranate e conservate in barattoli di vetro durante il resto dell’anno.
Se state per congelare delle erbe aromatiche, potete optare per una soluzione molto pratica (che farà storcere il naso ad alcuni “puristi” della cucina): inserite ciuffetti di basilico, prezzemolo o altre aromatiche in foglia in un dito o due di olio, e congelate. Ricaverete pratici “cubetti” da utilizzare per condire al momento qualunque piatto.

5) AGLIO
L’aglio. In genere se ne usa poco per volta, e conservato per settimane in frigo rischia di germogliare. Per farlo durare più a lungo, gli esperti consigliano di tenerlo al riparo dalla luce in un luogo fresco e asciutto, che abbia una temperatura intorno ai 10 °C (per esempio, in una cantina). Oppure, dopo averlo acquistato, lo si può pelare e congelare, in spicchi separati, in un sacchetto da freezer.

6) AVANZI
Disponeteli sempre in bella vista nella parte centrale del frigorifero. Sarà più facile ricordarsi che, prima di aprire qualcosa di nuovo, occorre finire quelli.

7) CARNE e PESCE
Così come la carne, il pesce deve essere riposto nella parte più fredda del frigo (in genere il comparto più basso). Dopo averlo eviscerato e lavato, sistematelo negli appositi sacchetti da frigorifero e consumatelo entro 24 ore. Altrimenti, meglio congelarlo.

8 ) VETRO meglio della PLASTICA
Tenete da parte i barattoli delle conserve sott’olio e delle marmellate: saranno un ottimo contenitore per gli avanzi, molto più adatti alla conservazione rispetto alle classiche vaschette di plastica: il vetro, a differenza della plastica, è un materiale non poroso e tende a non assorbire odori e colori dei cibi. Approfondimenti sulla plastica e il cibo a questo link.

9) BANANE
Le banane fanno parte dei cosiddetti “frutti climaterici”: frutti, cioè, che continuano a maturare anche dopo essere stati staccati dalla pianta e che nella fase finale della maturazione aumentano la produzione di etilene. In un’ora un chilo di banane lasciato a una temperatura di 15 °C produce 5 microlitri di etilene, e ne bastano pochi microgrammi per accelerare il processo di annerimento dei frutti. Avvolgendo un po’ di pellicola intorno al picciolo si eviterà al gas di diffondersi, facendo maturare prematuramente anche il resto del frutto. Anche conservare le banane separatamente l’una dall’altra e non in un unico casco può prolungare la loro vita.

10) PORRI
Interi e freschi i porri marciscono in fretta. Ma se li tagliate e li mettete in una bottiglia di plastica da mezzo litro, potrete facilmente congelarli, e utilizzarne nelle giuste quantità ogni volta che vi servono.

11) FRAGOLE, MELE (e frutta in genere)
Le fragole? Ecco un consiglio per evitare di buttarne in pattumiera interi cestini. Preparate in un’insalatiera una soluzione con 10 parti d’acqua e una di aceto bianco o di mele. Tuffateci le fragole, mescolate qualche volta, scolate e risciacquate. L’aceto eliminerà batteri e muffe, e la frutta durerà quasi due settimane (senza sapere di aceto, poiché la soluzione è molto diluita).
Una mela ammaccata contagerà le altre più facilmente, poiché l’etilene viene prodotto in grandi quantità quando un frutto è sottoposto a stress e traumi (come una botta): consumatela per prima, dopo aver rimosso la parte scurita e ossidata.

12) ACETO e SALE
Aceto e sale conservano il cibo.
Il sale agisce per via osmotica, disidratando l’alimento e impedendo ai microrganismi di utilizzare l’acqua di cui hanno bisogno per vivere. L’aceto invece riduce il pH del cibo: molti batteri non tollerano l’ambiente acido.

13) BROCCOLI
I broccoli andrebbero consumati entro pochi giorni dall’acquisto, perché sono ortaggi che “respirano” (cioè consumano ossigeno e zuccheri per produrre nutrienti utili alle proprie cellule) molto velocemente. Per prolungare la loro vita, può essere utile avvolgerli in un foglio di alluminio, o in una pellicola che li isoli dall’atmosfera, limitando il contatto con l’ossigeno e rallentando di fatto la respirazione. Una valida alternativa è quella di surgelarli, dopo averli lavati bene con acqua, sale e aceto, e dopo un’accurata bollitura. Una volta raffreddati, cotti e insacchettati, dureranno anche nove mesi.

14) FORMAGGI
Cercate di comprarli a piccole dosi, mano a mano che vi servono, evitando scorte eccessive che ammuffiranno facilmente. Avvolgeteli nella carta oleata di confezionamento, separati per tipo, e riponeteli nella parte del frigo più adatta a prevenire essicazione, eccesso di calore o di freddo. I formaggi stagionati andrebbero tenuti a una temperatura di 10-12 °C (nello scomparto più alto), quelli freschi, a 2-4 °C (nella parte bassa del frigo).
Il parmigiano va conservato in frigo a una temperatura di 4-8 °C, possibilmente al riparo da cibi particolarmente odorosi (la parte grassa del formaggio tenderà ad assorbire gli odori). Lo si può lasciare avvolto in una pellicola per alimenti, controllando che il frigo non sia eccessivamente ventilato e mantenga il giusto grado di umidità.

15) ZENZERO
Tenute in freezer, le radici di zenzero saranno più facili da grattuggiare e pelare al momento opportuno, perché meno fibrose di quando lo zenzero è fresco. Unico inconveniente: una volta congelate, saranno difficili da tagliare. Se dovete farlo, meglio dividerle in pezzi prima di riporle in congelatore.

16) FUNGHI FRESCHI
Il classico sacchetto di plastica farebbe inumidire eccessivamente i funghi che ammuffirebbero. Conservateli in una busta di carta, riposti in frigorifero o in un altro luogo fresco e asciutto.

17) PANE
Il pane fresco andrà conservato in un sacchetto di carta, o all’aria (al massimo coperto da un panno pulito): in ogni caso, a una temperatura di circa 20 °C, e in un luogo asciutto. I sacchetti di plastica sono adatti al pane in cassetta, che contiene conservanti e difficilmente ammuffisce. Mentre il pane cotto in forno, tenuto direttamente nella plastica o in frigorifero, tenderà a diventare gommoso e ad ammuffire più facilmente. Meglio, se lo si vuole conservare per due o tre giorni, avvolgerlo prima in un sacchetto di carta (che ne assorbirà l’umidità) e poi nella plastica, che lo terrà al riparo dall’aria. Oppure, lo si può congelare, dopo averlo tagliato a fette e aver rimosso tutta l’aria dai sacchetti da freezer.

18) INSALATA
Un foglio di carta da cucina o un tovagliolo di carta (da sostituire ogni tanto) assorbiranno l’umidità dell’insalata aiutando a conservarla più a lungo. In ogni caso, una volta acquistata toglietela dal sacchetto di plastica e riponetela, insieme alla carta assorbente, in un’insalatiera o in una busta di carta: la plastica fa aumentare la condensa.

19) LATTE
Conserva il latte nella parte intermedia del frigo e non nell’anta laterale, dove rischia di prendere calore ogni volta che apri lo sportello.

20) POMODORI
Per far maturare più velocemente i pomodori conservateli con la frutta: l’etilene accelererà il processo. Quelli già giunti a maturazione andrebbero lasciati a temperatura ambiente, lontani da fonti di calore dirette, col picciolo rivolto verso l’alto (meglio se ancora uniti in un grappolo). In ogni caso il frigorifero ne altera il sapore: se proprio li volete conservare lì (non in buste di plastica!) toglieteli almeno un’ora prima di consumarli.

21) FRUTTA SECCA
Un buon modo per utilizzare la frutta secca, e non lasciarla abbandonata per ere geologiche in qualche anta della dispensa, è arrostirla nel forno non appena comprata, lasciarla raffreddare e stiparla in barattoli. Sarà così pronta all’uso ogni volta che vorrete utilizzarla in qualche ricetta.

22) UOVA
La temperatura ideale di conservazione delle uova in frigorifero è di 4-5 °C, pertanto meglio evitare di tenerle nella porta del frigo, dove alloggia l’apposito contenitore, e riporle nel ripiano più alto, dove staranno più al fresco. Conservatele nel contenitore d’acquisto, e non a contatto con altri cibi per scongiurare il rischio di contaminazione degli alimenti con il batterio della salmonella, che si può annidare sul guscio. Prima di consumarle, se avete dubbi sulla loro freschezza fate la “prova dell’acqua”: se, messe in un bicchiere d’acqua, galleggeranno, significa che è meglio non mangiarle, perché si è accumulato gas all’interno del guscio. Se invece vanno a fondo, significa che sono freschissime.

23) FRIGORIFERO OTTIMIZZATO
Cerca di tenere il tuo frigo ordinato: nei cassetti in basso, riponi frutta e verdura; nei ripiani più bassi, quelli più freddi, puoi tenere carne e pesce, e prodotti deperibili come i salumi o i formaggi freschi.
Nello spazio più in alto puoi tenere formaggi stagionati e cibi cotti, e le bibite nello sportello.
Evita di tenere il frigo troppo pieno: l’aria fredda non riuscirebbe a circolare e ciò potrebbe compromettere la conservazione del cibo.
Inoltre, faresti fatica ad accorgerti di ciò che hai e rischieresti di far scadere gli alimenti.
Tieni i cibi cotti separati da quelli crudi, per evitare contaminazioni batteriche; e cerca di non sostare a lungo davanti al frigorifero aperto.
Assicurati che non si formi ghiaccio alle pareti, effettua regolarmente le operazioni di sbrinatura e ricordati di pulire il frigo regolarmente (va benissimo una miscela, atossica e disinfettante, di acqua e aceto, o acqua e bicarbonato), e asciugalo con attenzione dopo il lavaggio: il cibo resisterà più a lungo e consumerà meno corrente elettrica.
Un bicchierino di bicarbonato posto in fondo al frigorifero aiuterà a tenere alla larga i cattivi odori.

24) CONGELATORE OTTIMIZZATO
Si possono congelare carne e pesce freschi, frutta e verdura (a patto che non si tratti di ortaggi troppo acquosi come pomodori, insalata, cetrioli, banane o pesche, o – ancora – di patate), cibi cotti, sughi, pane. Una volta scongelato, è bene non ricongelare, per scongiurare contaminazioni batteriche e perdita di sostanze nutrienti. Per evitare passaggi bruschi di temperature, è quasi sempre meglio scongelare usando il frigo (trasferendovi, cioè, i cibi che si trovavano in freezer), anche se occorrerà più tempo.

25) MUFFA sì e no
Dipende. In alcuni formaggi, come il gorgonzola o il camembert, è un elemento caratteristico e di pregio. Se però la muffa si forma in alimenti che non dovrebbero contenerne, ci si può intossicare con le micotossine o le aflatossine prodotte dai funghi microscopici che la costituiscono.
Ecco la guida precisa sui cibi ammuffiti da buttare via:
In generale, si devono eliminare quelli freschi o di consistenza fluida o liquida (come lo yogurt, la ricotta e i succhi di frutta), perché le tossine si propagano facilmente al loro interno.
Per i formaggi stagionati invece è sufficiente togliere la parte cattiva.
Anche le marmellate possono essere consumate dopo aver eliminato la parte ammuffita, perché qui l’elevato contenuto di zucchero impedisce la formazione di tossine.
Si devono invece buttare via il pane ammuffito e la frutta con polpa succosa, come le pesche o i pomodori, mentre dalle mele è sufficiente togliere la parte andata a male.

Meduse mediterranee: colpa della pesca e del riscaldamento

meduse

C’è stato un cambiamento di regime: siamo passati da un mare di pesci a un mare di meduse.
«Se prima assistevamo a picchi di presenza di meduse ogni 10-15 anni, nell’ultimo decennio abbiamo un’invasione all’anno.

Ferdinando Boero (credenziali a fondo pagina) identifica tre principali cause responsabili delle sempre più frequenti invasioni di meduse nel Mar Mediterraneo:
1) la scomparsa del pesce,
2) le modifiche antropiche degli ecosistemi costieri,
3) l’aumento delle temperature.
Le invasioni di meduse sono dunque un preciso campanello d’allarme:
1) Il Mediterraneo non è più lo stesso…basta andare in pescheria. «Ho 63 anni, quando ero ragazzino al banco trovavo i pesci del Mediterraneo.
Oggi la gran parte è di allevamento o proviene da altre acque. Il motivo è semplice: ci sono sempre meno pesci in mare, altrimenti mangeremo quelli».
«La natura non ama il vuoto. E se c’è, lo riempie con qualcos’altro, cioè con le meduse, che sono una causa importante di mortalità dei pesci in quanto sono predatori delle loro uova e larve e si nutrono del loro cibo». «Una cosa è certa: solo pescando in modo più responsabile aumenteranno i pesci e diminuiranno le meduse».
2) Modificando gli ecosistemi marini si può favorire lo sviluppo dei “polipi” (cioè degli stadi giovanili delle meduse; da non confondersi con i polpi).
“Per esempio: sulla costa dell’Adriatico, per difendere la ferrovia dal mare, è stato edificato un muro lungo 500 chilometri trasformando il litorale da sabbioso a roccioso. Questo ha fatto sì che si sviluppasse un ulteriore substrato per i polipi, i quali quindi hanno maggiore possibilità di concludere il loro ciclo biologico e di diventare nuove meduse che andranno a popolare quella zona”.
3) Un’altra causa dell’aumento delle meduse nelle nostre acque è il riscaldamento globale: con l’aumento delle temperature le condizioni del mare sono diventate favorevoli alle specie tropicali.
Così a fianco alle specie residenti, come la “Pelagia Noctiluca” o la “Velella Velella“, arrivano quelle “aliene”. Per tutto lo scorso inverno, ad esempio, ha bazzicato nel Golfo di Venezia e in quello di Trieste la “Pelagia Benovici“, nuova specie di medusa mai vista prima nel Mediterraneo. Oggi sembrerebbe essersi estinta localmente, ma altre volte le specie straniere si radicano e si moltiplicano fuori misura. “Nel Mediterraneo orientale, ad esempio, la “Rhopilema Nomadica” è entrata dal canale di Suez e ha sviluppato enormi popolazioni in quella porzione del mare nostrum”.

Dal monitoraggio scientifico del fenomeno delle meduse, che è anche un servizio per i turisti e bagnanti, è nato il SITO METEOMEDUSE nel quale si può controllare (e denunciare) gli avvistamenti di meduse nelle acque italiane.

Articolo estrapolato da un articolo pubblicato anche sul sito del WWF.

Ferdinando Boero è professore di Zoologia e Biologia Marina all’Università del Salento e membro del Comitato Scientifico WWF e, sulle meduse mediterranee, ha condotto il recente studio per la Fao.

Fulvio Ervas “se ti abbraccio non aver paura”

Se-ti-abbraccio-non-aver-paura

Fulvio Ervas “se ti abbraccio non aver paura
Il libro del viaggio di Franco e Andrea

Il racconto di un viaggio, un viaggio lungo migliaia di chilometri, un viaggio lungo due mesi attraverso nord, centro e sud america, ma anche un viaggio lungo tutta la vita attraverso il rapporto di un padre ed un figlio diciassettenne.
Un viaggio tra le persone, tra le case, le spiagge, le strade e le piazze e tra i fiumi e i laghi e le foreste.
Un viaggio abbracciati ad un disturbo misterioso, l’autismo, che rende ogni cosa agrodolce.
Un viaggio in moto in macchina, a piedi, a nuoto, in traghetto, in aereo, in moto alla ricerca di un miracolo o una magia…forse trovata…forse no…
Il racconto di un viaggio…

Franco e Andrea

trasporto pubblico gratuito…si può fare

free transport

TRASPORTO PUBBLICO GRATUITO? SI PUÒ FARE! VE LO DIMOSTRIAMO SCIENTIFICAMENTE

“Ormai da due anni in Italia sta nascendo un movimento di opinione che ha come obiettivo la realizzazione del trasporto pubblico gratuito.
Detta così sembra un’assurdità.
La prima obiezione che viene da fare è: chi paga? Perchè io, che non prendo mai il mezzo pubblico, debbo pagare per una persona che lo prende?
Domande giuste, obiezioni corrette.
Analizziamo scientificamente il problema.

Da un punto di vista finanziario abbiamo studiato alcuni conti economici di società che si occupano di trasporto pubblico.
Nello specifico abbiamo studiato la società che si occupa del trasporto pubblico in Trentino, la quale ha la sua attività sia nell’ambito urbano sia extraurbano.
Il conto economico di Trentino Trasporti Esercizio ha un valore della produzione pari a 93,7 milioni di Euro.
Questo dato è sostanzialmente il fatturato totale dell’azienda di trasporto, che si compone di:

77,3 milioni di €: contributi da enti pubblici (Contributi in Conto Economico);
1,3 milioni di €: ricavi vari non meglio specificati;
15,1 milioni di €: ricavi delle vendite e prestazioni.
Andando più nel profondo quest’ultima voce si compone di:
2,6 milioni di €: servizi urbani turistici e noleggi;
12,5 milioni di €: incassi dalle linee.
Possiamo quindi dire che i biglietti contribuiscono nel sistema gestito da TTE, che comprende i trasporti urbani, extraurbani del Trentino e la ferrovia Trento-Malè, per circa il 13,3% del totale del costo di esercizio.
Un calcolo fatto, che è sicuramente per difetto, indica che i costi per la produzione, distribuzione e controllo dei biglietti possa aggirarsi intorno ai 6 milioni di €.
I ricavi dalle linee risultano quindi intorno ai 6,5 milioni di €.
Un misero 6,9% del totale del costo operativo del trasporto pubblico deriva dall’emissione dei biglietti.
Possiamo quindi affermare che il trasporto pubblico in Trentino gravi sulle tasse dei cittadini per il 93,1 %.
Tale dato non deve stupire, è circa lo stesso dato che riscontriamo in tutte le società di trasporto pubblico locale. Siamo riusciti ad effettuarlo in Trentino in quanto la società pubblico sul proprio sito i dati da cui si evincono i calcoli effettuati.
Andando a vedere il costo sociale dei soli incidenti in provincia di Trento, approssimativamente raggiungiamo la ragguardevole cifra di 150 milioni annui. Solo per gli incidenti automobilistici.
Gli studi dimostrano che una diminuzione del traffico implica una diminuzione esponenziale degli incidenti, e quindi dei costi sanitari legati.
Le città che hanno implementato il trasporto pubblico gratuito hanno ottenuto un aumento fino a 3 volte dei passeggeri trasportati con una diminuzione del 30% del traffico urbano in pochi anni di esercizio.
Città come Hasselt e comunità come Aubagne hanno cambiato la propria immagine e l’urbanistica grazie all’utilizzo di tale procedura.
Minor traffico, minore inquinamento, possibilità di trasformare le strade in giardini e piste ciclabili. Maggior sicurezza per pedoni e ciclisti, aumentata consapevolezza di un uso sociale del trasporto.
Tutto questo ha trasformato le relazioni. Ha aumentato la sicurezza sugli autobus, in quanto più affollati, e ha permesso alle città di investire maggiormente sul trasporto pubblico rispetto ad asfaltare terreni e a creare parcheggi.
L’economia delle città ne è risultata rivitalizzata, in quanto le persone acquistano più volentieri in un contesto tranquillo e senza traffico, e il valore degli immobili è cresciuto.
Certo occorre sperimentare, ma vista l’esiguità dell’investimento, occorrerebbe più coraggio nelle amministrazioni affinchè il trasporto pubblico diventi il vero asse portante di una mobilità sostenibile del territorio.
Il trasporto pubblico deve diventare il trasporto primario dei cittadini, in quanto è il vero sistema per diminuire il consumo del territorio, dei combustibili fossili ed è l’unico metodo per abbattere immediatamente l’inquinamento da traffico permettendo la libertà di movimento ai cittadini.
Se anche un’impresa automobilistica come la Ford sta guardando al mercato del trasporto pubblico come ad un settore su cui investire e in crescita vuol dire che anche per le imprese automobilistiche inizia ad essere una realtà da seguire con attenzione”.

Paolo Vergnano

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