Per la salute delle donne in Nicaragua

Una dottoressa che consiglia una paziente© IpasPrima nessuna donna era costretta a sottoporsi a un certo tipo di cure… [una donna] aveva tutto il diritto di dire ’sono consapevole dei rischi, so che potrei morire, ma decido comunque di portare avanti la gravidanza’… allo stesso modo una donna poteva dirmi, ‘mi rende triste interrompere questa gravidanza, ma voglio curare il mio cancro’ e io ero in grado di rispettare il suo diritto di scegliere per la propria vita.”
Medico nicaraguense intervistato da Amnesty International, novembre 2008

Il divieto assoluto di abortire, in vigore dal luglio 2008 in Nicaragua, mette in pericolo la vita delle donne e delle ragazze, negando loro trattamenti salvavita, impedendo agli operatori sanitari di fornire cure mediche efficaci e contribuendo all’aumento della mortalità materna in tutto il paese.
Il nuovo codice penale del Nicaragua prevede pene detentive per le donne e le ragazze che cercano di abortire e per gli operatori sanitari che forniscono servizi associati all’aborto. Le nuove disposizioni di legge introducono, inoltre, sanzioni penali per medici e infermiere che forniscono cure a donne o a ragazze malate di cancro o malaria, che abbiano contratto il virus dell’Hiv/Aids o abbiano una crisi cardiaca, qualora tali cure risultino controindicate in gravidanza e possano causare danni o la morte dell’embrione o del feto.

È molto probabile che l’impatto della legge sarà più forte per le donne e le ragazze appartenenti alle classi sociali meno abbienti. La mortalità materna produce già un effetto sproporzionato sulle donne e le ragazze che vivono in povertà. Con il divieto assoluto di aborto, le donne con scarse risorse economiche potrebbero essere spinte ad agire al di fuori della legge, mettendo in pericolo la loro salute e rischiando l’arresto: questa legge potrebbe quindi condurre a un incremento del numero di pericolosi aborti “fai da te”.

Amnesty International (AI) teme che, a causa dell’adozione di questa legge, il Nicaragua rischi di vanificare ogni progresso nella diminuzione della mortalità materna. Nell’ambito degli Obiettivi di sviluppo del millennio dell’Onu, le autorità nicaraguensi si sono impegnate a ridurre il tasso di mortalità materna del 75 per cento entro il 2015. La proibizione di ogni forma di aborto indebolisce seriamente l’impegno del governo del Nicaragua a raggiungere questo obiettivo chiave.

Amnesty International chiede al presidente del Nicaragua di assicurare a tutte le donne aborti legali e sicuri. Firma la petizione!

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