Mese: Gennaio 2010 Pagina 7 di 9

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i 40 giornalini stampati e relativo scontrino 50€

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Stampa di 40 giornalini da distribuire al SenzaMoneta del 10 gennaio 2010 di Torino.

se rispetti gli animali…lasciali in pace

…per esempio il circo con gli animali…

(…articolo da finire…)

meno carne più vita

Lucy Siegle (The Observer, UK)

I formaggi ricavati dal latte di mucca hanno un’impronta ecologica dalle 9 alle 21 volte più alta di quella dei formaggi vegani.

Importare 1 kg di frutta e ortaggi in aereo ha lo stesso impatto che produrre 1 kg di carne.

Anche il pesce è un alimento poco sostenibile: i pescherecci consumano circa 3.4 litri di carburante per chilogrammo di pescato.

Entro il 2050 la produzione di carne raddoppierà.

In media per produrre 1 kg di proteine animali ne servono 10 di proteine vegetali.

Gli animali allevati consumano 760 milioni di tonnellate di cereali all’anno, sette volte più di quelli usati per produrre biocarburanti.

Il 30% della superficie terrestre non coperta dai ghiacci è coinvolta nell’allevamento del bestiame.

La zootecnia è la principale responsabile del riscaldamento globale: le aziende del settore producono il 18% delle emissioni di gas serra, più di quelle dei trasporti.

Continuando ad aprire allevamenti rischiamo di far sparire tutte le altre forme di vita. Molte specie a rischio d’estinzione sono minacciate dall’erosione di vaste aree dei loro habitat, divorati dalla irrefrenabile crescita del settore zootecnico.

Per combattere il riscaldamento globale è meglio diventare vegetariani che comprare un’auto ibrida.

La carne biologica riduce di molto l’impatto sull’ambiente.

E’ il momento di diventare vegetariani.

la categoria delle uova…compra le “0”

Forse non tutti sanno che…
…le uova di gallina che compriamo al supermercato hanno un codice numerico stampato sul guscio (e/o sulla confezione) che identifica il METODO industriale con cui le galline ovaiole sono state allevate (qui il link alla descrizione delle categorie by wiki) e, riassumendo:
Quando il primo numero è un “3” significa che la gallina è cresciuta in gabbia in condizioni allucinanti. Essendo la tecnica d’allevamento più economicamente efficiente sono le più diffuse ma…guardate il filmino e capirete perché v’invito ad evitare di comprarle:

Quando il primo numero è un “2” significa che la gallina è cresciuta a terra ma sempre in condizioni inaccettabili: consiglio anche in questo caso di evitare l’acquisto.

Quando il primo numero è un “1” significa che la gallina è cresciuta all’aperto. Finalmente condizioni decenti: acquisto accettabile.

Quando il primo numero è un “0” significa che la gallina è “bio”. Sia l’animale che il trattamento sono economicamente ed eticamente ricercati. Il costo del  prodotto OVVIAMENTE sarà maggiore alle galline in gabbia ma questo non dovrebbe influire sulla vostra economia mentre fa una grande differenza sulla qualità della vita della gallina: acquisto consigliato.

Il Maestro e Margherita (by Bulgakov Michail)

“Un miracolo che ognuno deve salutare con commozione”.
Così Eugenio Montale accoglieva nel 1967 il romanzo postumo che consacrava di colpo Bulgakov, fino ad allora sconosciuto, tra i grandi scrittori russi del Novecento, e forniva un quadro indimenticabile della Russia di Stalin. Nella Mosca degli anni ’30 arriva Satana in persona e sotto le spoglie di un esperto di magia nera, accende una girandola di eventi tragicomici.

Accusato di essere un antiproletario al soldo dei “nuovi borghesi”, e sottoposto a un fuoco concentrato di critiche e umiliazioni (erano gli anni cupi dello stalinismo), Bulgakov dedicò gli ultimi anni della sua vita alla stesura di questo grottesco, ferocemente satirico, metafisico, esilarante capolavoro. La riscoperta de “Il Maestro e Margherita” avvenne solo intorno al 1960, ma il successo, sia in Unione Sovietica sia in Occidente, fu immediato e sbalorditivo. Era nato uno dei miti letterari del nostro tempo.

(…articolo da finire…)

RiLegno

Rilegno, che fa parte del sistema-Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi), è il Consorzio Nazionale per la raccolta, il recupero e il riciclaggio degli imballaggi di legno in Italia.
Di Rilegno fanno parte le imprese produttrici di imballaggi di legno, i fornitori di materia prima per la produzione degli imballaggi, gli importatori di materiale o di imballaggi legnosi.

Vademecum per Riciclare
Anche le famiglie e i privati possono trovare informazioni utili per smaltire gli oggetti di uso quotidiano e domestico (mobili rotti, oggetti di arredo, piccole cassette ecc…) di legno.

Perchè alla base dello sviluppo sostenibile c’è l’attenzione di tutti.
Rilegno promuove, in sinergia con l’azienda pubblica ed il Comune, la raccolta differenziata del legno anche da parte dei privati cittadini.

Il contributo legno è di 8 euro la tonnellata.

I rifiuti da imballaggi (cassette per l’ortofrutta, piccoli contenitori alimentari in legno, pallet, imballaggi industriali) e le frazioni merceologiche similari, ovvero tutti quei rifiuti ingombranti (mobili rotti, porte, infissi, ecc.) che sono stati assimilati alla raccolta dei rifiuti da imballaggi di legno.

qui il link al sito del consorzio “RiLegno”

…articolo da finire…

Franz Marc

…articolo da finire…

Guido Ceronetti

Lungi da me l’intenzione di scrivere su Ceronetti, ma mi urge la necessità che compaia in cubosphera, come invito a tutti di cercarne le opere, le tracce, la biobrafia.

…articolo da finire…

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