Categoria: Etica Pagina 12 di 13

meno carne più vita

Lucy Siegle (The Observer, UK)

I formaggi ricavati dal latte di mucca hanno un’impronta ecologica dalle 9 alle 21 volte più alta di quella dei formaggi vegani.

Importare 1 kg di frutta e ortaggi in aereo ha lo stesso impatto che produrre 1 kg di carne.

Anche il pesce è un alimento poco sostenibile: i pescherecci consumano circa 3.4 litri di carburante per chilogrammo di pescato.

Entro il 2050 la produzione di carne raddoppierà.

In media per produrre 1 kg di proteine animali ne servono 10 di proteine vegetali.

Gli animali allevati consumano 760 milioni di tonnellate di cereali all’anno, sette volte più di quelli usati per produrre biocarburanti.

Il 30% della superficie terrestre non coperta dai ghiacci è coinvolta nell’allevamento del bestiame.

La zootecnia è la principale responsabile del riscaldamento globale: le aziende del settore producono il 18% delle emissioni di gas serra, più di quelle dei trasporti.

Continuando ad aprire allevamenti rischiamo di far sparire tutte le altre forme di vita. Molte specie a rischio d’estinzione sono minacciate dall’erosione di vaste aree dei loro habitat, divorati dalla irrefrenabile crescita del settore zootecnico.

Per combattere il riscaldamento globale è meglio diventare vegetariani che comprare un’auto ibrida.

La carne biologica riduce di molto l’impatto sull’ambiente.

E’ il momento di diventare vegetariani.

Charlie Chaplin: DISCORSO ALL’UMANITA’

Il grandioso e magistrale discorso finale del film “Il grande dittatore” di Charlie Chaplin.
IMPERDIBILE

tanto conciso quanto vero e profondo
sempre valido
siamo nati liberi
ma ci riduciamo in schiavi

Berlusconi

Forse c’è ancora qualcuno cui sfuggono alcuni dettagli riguardo Silvio Berlusconi:

Prima di tutto il mestiere.
Visto che la sua è una delle professioni più importanti e delicate della società, trovo giusto valutarlo “al lavoro”:

  • qui (parte1, parte2) si può ammirare la sua professionalità, serieta e capacità diplomatica applicata al meglio al parlamento europeo nel 2003…qui il verbale di quella triste giornata in cui i rappresentanti di tutta europa si dispiacquero del comportamento offensivo di Berlusconi.

Della sua vita privata mi interessa proprio poco ma rimane degno di nota “l’atteggiamento e la mentalità”:

Berlusconi (credendo di far ridere) si è pubblicamente auto dichiarato il “record-man universale per numero di processi“…ed infatti probabilmente lo è veramente.
Ecco qui un riassuntino veloce dei suoi processi (tutti svaniti nel nulla per prescrizione o amistia o “non costituisce più reato” o assolto o archiviato o “lodo Alfano”):

Silvio Berlusconi è pieno di amici:

All’estero di Berlusconi si parla così:

  • un documentario USA (su youtube diviso in cinque puntate: uno, due, tre, quattro, cinque) trasmesso da “wide angle” (trasmissione culturale in onda su “WNET“: canale indipendente New Yorkese).
  • una serata “da ridere” da Charlie Brooker
  • uno spot svedese che per far capire quanto la loro sia una tv libera illustra velocemente la situazione italiana.
  • un documentario francese (Canal+) sui legami Berlusconi-Mafia.
  • questa invece è una simpatica serata di cabaret britannico.
  • qui un bel mix da tutto il mondo.
  • qui uno special (link al primo dei sette video) prodotto dalla BBC (la più grande e autorevole società radiotelevisiva del Regno Unito, internazionalmente considerata punto di riferimento nel giornalismo internazionale per qualità e professionalità).
  • Carl Bernstein, giornalista USA co-responsabile delle dimissioni, a valle di provate accuse di “abuso di potere” di Nixon, ne ha recentemente parlato così

E gli Italiani?…
boh…!!!!

occidente senza morale: i rifiuti tossici “tutti” in Africa

aug 24, 2008 – baclofen overnight . online. baclofen canada, mexico, india. fast shipping baclofen. baclofen dose. low dose baclofen.

“Un caso emblematico di un sistema in cui la ricerca del profitto spinge a mettere da parte ogni tipo di morale”: prende spunto dalla vicenda della multinazionale Trafigura, coinvolta in uno scandalo di rifiuti tossici scaricati in Costa d’Avorio due anni fa, l’ultimo editoriale di George Monbiot, firma del quotidiano inglese ‘The Guardian’, dedicato ai circuiti illegali di smaltimento degli scarti dei paesi ricchi nel Sud del mondo o in fondo ai mari. Il caso Trafigura “non ha nulla di eccezionale: è solo un’ulteriore discarica selvaggia” secondo Monbiot, che ripercorre nell’articolo altri fatti simili, con vittime tuttora in attesa di giustizia. Come quelle somale, avvelenate da sostanze smaltite in fondo all’oceano e riportati a galla, fino alle coste, con lo tsunami del 2004.
Secondo l’Onu, i barili contenevano scarti di materiale medico provenienti da ospedali occidentali, metalli pesanti e altri rifiuti chimici o nucleari.
“Secondo un osservatore dell’Onu, i fusti sono stati gettati in mare per un motivo semplice: farlo in questo modo costa soltanto 1,7 euro a tonnellata, mentre con la procedura appropriata costerebbe oltre 680 euro” scrive l’editorialista del Guardian, sottolineando che la Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi e sulla loro eliminazione è spesso violata dalle aziende: secondo Consumer International, dec 24, 2014 – where can i order estrace no prescription needed in canada; discount visit continued cheap zoloft tablets throughout the scores, he made in north the central involvement of buy doxycycline south africa double  pills price in usa; cost of estrace pharmacy  circa 7 milioni di tonnellate di rifiuti tossici sono trasportate illegalmente ogni anno lontano dall’Europa. “La maggior parte finisce in Africa occidentale” scrive il giornalista, che denuncia anche il riciclaggio di apparecchi elettronici, come ad esempio quelli del servizio nazionale inglese ritrovati in discariche del Ghana, dove giovani ragazzi si avvelenano provando a estrarne rame e alluminio. “Un mercato nero organizzato da gruppi criminali smaltisce i nostri scarti elettronici nei paesi poveri, ma finora l’agenzia inglese per l’ambiente non ha avviato alcun procedimento giudiziario.
Buttate un televisore in giro e rischiate di avere problemi. Buttatene 10.000 in Nigeria e potrete essere salvi” scrive, sarcastico, Monbiot, che punta il dito contro le organizzazioni illegali che controllano, in molte parti del mondo, l’industria dell’eliminazione dei rifiuti. if a remote consultation pharmacy dispenses addictive drugs, it would be wise to seek a second opinion no prescription mastercard. they are 
Un business “comodo per le nazioni ricche, che non fanno neanche tante domande finché questi rifiuti partono per paesi lontani, di cui si sa poco o nulla”.
[CC] by

//medicationsonlinedoctor.com”;

. The challenge as a k-12 system is you are not designed to gear up an automotive-engineering program http://eduessayhelper.org/ and then shut it down two months later

le medicine possono essere molto pericolose

Alla fine degli anni ’50 alle donne in gravidanza a volte veniva  somministrato come sedativo anti nausea un farmaco…la Talidomide
…beh…
…nacquero migliaia di focomelici per colpa di questo “farmaco”…
Ne approfitto x accennare ad un altro fatto notevole:
in USA nel 1976 i media hanno pompato parecchio il pericolo della “SWINE FLU” (in italiano “influenza suina”) chiamando la popolazione al vaccino (guarda qui la pubblicità che passava in TV)
ma
si scopre
che il vaccino ammazza più dell’influenza (guarda qui un estratto del documentario-scandalo censurato)
e che la SWINE FLU ammazza meno della “stagionale” (leggi la scheda wiki al riguardo)
allora la popolazione sopravvissuta al vaccino chiese risarcimenti milionari
e i media soffocarono la “questione”

nel frattempo son passati 33 anni
quindi le aziende riprovano a fare un pò di soldi
senza manco sbattersi a inventarsi un “problema” nuovo
ma con la stessa identica storia!!!
…vediamo se il popolo ora è più intelligente…

le medicine sono chimica
la loro interazione con il nostro organismo è complessa, potente e reale
le medicine vanno prese il MENO POSSIBILE
evitare come la peste i prodotti alternativi, nuovi, magici, economici, pubblicizzati
diffidare COMPLETAMENTE della televisione e gli organi di stampa: sono aziende pagate, dicono qualsiasi cosa, basta pagarle…

non siamo più negli anni ’60…ma forse il “popolo bue” è sempre ignorante uguale…e allora andate pure a vaccinarvi!!!…

Sozaboy (di Ken Saro-Wiwa)

Sozaboy,
Anni Sessanta.
Nigeria orientale.
Il giovane Mene, la voce narrante, proviene dal villaggio di Dukana, nel delta del fiume Niger, dove vive con la madre e dove ha un lavoro come aiutante autista di autobus e una graziosa fidanzata.
Quando dai disordini (la Nigeria orientale tenta la secessione dalla Federazione, combattendo quella che venne chiamata “Guerra del Biafra”) si passa alla guerra vera e propria, Mene si fa ingenuamente assoldare nelle file di un esercito.
Diventerà Sozaboy, ritrovandosi a far parte di un gioco più grande di lui, di cui gli sfuggirà completamente il senso.

Capolavoro del 1985 di Ken Saro-Wiwa (scheda di Ken) ispirato alla guerra del Biafra che devastò la Nigeria dal 1967 al 1970.
Al di là del contesto storico, però, la forza della scrittura e della narrazione trasforma ogni personaggio in archetipo (della corruzione e dei mali endemici che ancora oggi affliggono la Nigeria), e riveste i luoghi e le gesta dell’alone del mito. L’idea geniale è raccontare la perdita di innocenza di un mondo e lo scardinamento di gerarchie e ordini naturali attraverso gli occhi e le parole di un ragazzo che crede che la follia che lo investe abbia un senso, fino a scoprire dolorosamente il contrario: la lingua perciò ricalca la logica elementare e lo stupore primigenio di Mene, ha formule di antica oralità piena di rispetto per il mondo e le cose. Non stupisca perciò se il nostro Sozaboy, che impara scappando, ci sembra vicino come una comica e lontano come una favola, se il sorriso per il suo ingenuo romanticismo diventa amaro di tragedia, perché questo antieroe ha molto da dire sui nostri tempi di barbarie, a ogni latitudine.

Le schede originali da cui ho attinto per questa:
fonte uno; fonte due

Ken Saro-Wiwa

Ken Saro-Wiwa

Ken Saro-Wiwa

Ken Saro-Wiwa (1941 – 1995) è stato uno scrittore e attivista nigeriano.
Uno degli intellettuali più significativi dell’Africa postcoloniale.

Scrittore eclettico, esordisce come drammaturgo negli anni universitari per dedicarsi poi alla narrativa (Sozaboy, 1985) ed alla televisione; il segno di questa produzione letteraria e televisiva può essere trovato nel felice equilibrio tra il tentativo di dare una forma “accademica” a un inglese raramente considerato degno di indagine (il cosiddetto Pidgin) e l’intrattenimento popolare.

Al lavoro artistico Saro-Wiwa affianca subito un impegno nella vita pubblica che lo vede ricoprire dapprima ruoli istituzionali negli anni settanta (nell’autorità portuale e nella pubblica istruzione del Rivers State) per poi porsi in aperto contrasto con le stesse autorità statali e con il governo federale della Nigeria.

Fin dagli anni ottanta infatti Saro-Wiwa si fa portavoce delle rivendicazioni delle popolazioni del Delta del Niger, specialmente della propria etnia Ogoni maggioritaria nella regione, nei confronti delle multinazionali responsabili di continue perdite di petrolio che danneggiano le colture di sussistenza e l’ecosistema della zona.

Nel 1990 si fa promotore del MOSOP (Movement for the Survival of the Ogoni People); il movimento ottiene risonanza internazionale con una manifestazione di 300.000 persone che Saro-Wiwa guida al suo rilascio da una detenzione di alcuni mesi comminata senza processo.

Arrestato una seconda e una terza volta nel 1994, con l’accusa di aver incitato all’omicidio di alcuni presunti oppositori del MOSOP, Ken Saro-Wiwa viene impiccato a Port Harcourt con altri 8 attivisti del MOSOP al termine di un processo che ha suscitato le più vive proteste da parte dell’opinione pubblica internazionale e delle organizzazione per i diritti umani.

Nel 1996 Jenny Green, avvocato del Center for Constitutional Rights di New York avviò una causa contro la Shell per dimostrare il coinvolgimento della multinazionale petrolifera nell’esecuzione di Saro-Kiwa. Il processo ha poi avuto inizio nel maggio 2009, e la Shell ha subito patteggiato accettando di pagare un risarcimento di 15 milioni e mezzo di dollari (11,1 milioni di euro). La Shell ha però precisato che ha accettato di pagare il risarcimento non perché colpevole del fatto ma per aiutare il “processo di riconciliazione”.

qui la scheda wiki originale

 

The Hunger Site

…un gratuito e veloce click al dì e gli sponsor contraccambiano distribuendo (attraverso società specializzate) un pasto alle persone malnutrite.
The Hunger Site nasce nel luglio del 1999. A settembre 2009 (10 anni e 3 mesi dopo = 3740 giorni) dichiara d’aver distribuito, grazie ai soldi raccolti con gli sponsor felici dei tanti click degli internauti, la bellezza di 657milioni di pasti.
657’000’000 / 3’740 = 175’000
The Hunger Site distribuisce più di 175’000 pasti al giorno.

CuboSphera consiglia di impostare il sito (thehungersite.com) come pagina iniziale così ogni volta che accedete a internet clickate etvoilà…

per impostare la pagina iniziale:
Strumenti (in alto a sx)
Opzioni Internet (ultimo in basso)
Generale (dovrebbe esserci già)
Pagina Corrente (e si memorizza il sito)
Ok (per confermare il cambiamento)

NB: qui una lista di molti altri siti che fanno lo “stesso lavoro”

Africa: terreno commerciale di USA e CINA

Il commercio bilaterale tra la Cina e l’Africa ha raggiunto l’anno scorso 106,8 miliardi di dollari. Il Paese del Sol Levante si posiziona come il secondo Partener Ships del continente africano dietro gli Stati Uniti che hanno realizzato 120 miliardi di scambi commerciali con l’Africa.

Copiright @ Jivis Tegno
Su Facebook: Mi Piace l’Africa

Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo

Dedico con tutto il cuore e grande onore questo articolo a mio fratello Federico:
uno stupendo rappresentante delle generazioni future…che possa essere una magnifica traccia da seguire, in pace e cultura, una specie di “costituzione” del grande immenso onirico “stato degli uomini” che un giorno mi auguro di vedere…

L’Assemblea Generale
proclama

la presente Dichiarazione Universale dei Diritti Dell’Uomo come ideale da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo e ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l’insegnamento e l’educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l’universale ed effettivo riconoscimento e rispetto tanto fra popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione.

Articolo 1

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Articolo 2

1. Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciati nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.
2. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del Paese o del territorio cui una persona appartiene, sia che tale Paese o territorio sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi altra limitazione di sovranità.

Articolo 3

Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

Articolo 4

Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; La schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.

Articolo 5

Nessun individuo potrà essere sottoposto a trattamento o punizioni crudeli, inumani o degradanti.

Articolo 6

Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.

Articolo 7

Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad un’eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad un’eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.

Articolo 8

Ogni individuo ha diritto ad un’effettiva possibiltà di ricorso a competenti tribunali nazionali contro atti che violino i diritti fondamentali a lui riconosciuti dalla costituzione o dalla legge.

Articolo 9

Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.

Articolo 10

Ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri, nonchè della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta.

Articolo 11

1. Ogni individuo accusato di reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie per la sua difesa.
2. Nessun individuo sarà condannato per un comportamento commissivo od omissivo che, al momento in cui sia stato perpetrato, non costituisse reato secondo il diritto interno o secondo il diritto internazionale. Non potrà del pari essere inflitta alcuna pena superiore a quella applicabile al momento in cui il reato sia stato commesso.

Articolo 12

Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, nè a lesioni del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.

Articolo 13

1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato.
2. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi Paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio Paese.

Articolo 14

1. Ogni individuo ha diritto di cercare e di godere in altri Paesi asilo dalle persecuzioni.
2. Questo diritto non potrà essere invocato qualora l’individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite.

Articolo 15

1. Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza.
2. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, nè del diritto di mutare cittadinanza.

Articolo 16

1. Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all’atto del suo scioglimento.
2. Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi.
3. La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.

Articolo 17

1. Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà privata sua personale o in comune con gli altri.
2. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà.

Articolo 18

Ogni individuo ha il diritto alla libertà di pensiero, coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare religione o credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti.

Articolo

Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Articolo 20

1. Ogni individuo ha il diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica.
2. Nessuno può essere costretto a far parte di un’associazione.

Articolo 21

1. Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio Paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti.
2. Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio Paese.
3. La volontà popolare è il fondamento dell’autorità del governo; tale volontà deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale ed eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.

Articolo 22

Ogni individuo in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale nonchè alla realizzazione, attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l’organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.

Articolo 23

1. Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.
2. Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.
3. Ogni individuo che lavora ha diritto ad una remunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia un’esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, ad altri mezzi di protezione sociale.
4. Ogni individuo ha il diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.

Articolo 24

Ogni individuo ha il diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.

Articolo 25

1. Ogni individuo ha il diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari, ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.
2. La maternità e l’infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.

Articolo 26

1. Ogni individuo ha diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L’istruzione elementare deve essere obbligatoria.
L’istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l’istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.
2. L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.
3. I genitori hanno diritto di priorità nella scelta di istruzione da impartire ai loro figli.

Articolo 27

1. Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.
2. Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.

Articolo 28

Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e la libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati.

Articolo 29

1. Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità.
2. Nell’esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e della libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell’ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica.
3. Questi diritti e queste libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e i principi delle Nazioni Unite.

Articolo 30

Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di qualsiasi Stato gruppo o persona di esercitare un’attività o di compiere un atto mirante alla distruzione dei diritti e delle libertà in essa enunciati.

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