Conosco delle Barche

nave2Conosco delle barche
che restano nel porto per paura
che le correnti le trascinino via con troppa violenza.

Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
per non aver mai rischiato una vela fuori.

Conosco delle barche che si dimenticano di partire
hanno paura del mare a furia di invecchiare
e le onde non le hanno mai portate altrove,
il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.

Conosco delle barche talmente incatenate
che hanno disimparato come liberarsi.

Conosco delle barche che restano ad ondeggiare
per essere veramente sicure di non capovolgersi.

Conosco delle barche che vanno in gruppo
ad affrontare il vento forte al di là della paura.

Conosco delle barche che si graffiano un po’
sulle rotte dell’oceano ove le porta il loro gioco.

Conosco delle barche
che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,
ogni giorno della loro vita
e che non hanno paura a volte di lanciarsi
fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.

Conosco delle barche
che tornano in porto lacerate dappertutto,
ma più coraggiose e più forti.

Conosco delle barche straboccanti di sole
perché hanno condiviso anni meravigliosi.

Conosco delle barche
che tornano sempre quando hanno navigato.
Fino al loro ultimo giorno,
e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti
perché hanno un cuore a misura di oceano.

(di Jacques Brel)

Finlandia, donne al potere: una 40enne sarà premier

I paesi dove le donne hanno potere, hanno una marcia in più.
Uomini italiani non abbiate paura delle donne che usano il cervello, temete di più quelle che apparentemente sembra che non lo usino!!! 🙂

FINLAND CENTER PARTY NEW CHAIRWOMAN

La Repubblica ha già una presidente e 11 ministre

Finlandia, donne al potere

Una quarantenne sarà premier

E Helsinki sta superando la crisi meglio degli altri Paesi

BRUXELLES – Per gli antichi finnici, quello di oggi era il solstizio d’estate consacrato a Ukko, il dio maschile del tuono e della paternità fecondatrice. Per i finlandesi del 2010, è invece il giorno in cui un’altra donna, e mamma, arriva ai vertici dello Stato: Mari Kiviniemi, del Partito di Centro, 41 anni e 2 bambini, figlia di contadini e laureata in scienze politiche, nonché pattinatrice provetta, è da oggi primo ministro; così come Tarja Kaarina Halonen, 67 anni, una figlia, è ormai da 10 anni presidente della repubblica. E così come sono donne 11 dei 20 ministri dell’attuale governo. In Finlandia si parla molto poco, anzi non si parla mai, delle cosiddette «quote rosa» che molto più a Sud riempiono i programmi e i discorsi di tanti politici. Ma la presenza femminile nella politica, come in tutte le professioni, ha radici antiche e solide. In questo Paese le donne poterono votare ed essere elette già dal 1906, quando ancora la Finlandia era un granducato sotto l’ala dello zar di Russia, e ben prima che ciò avvenisse in tanti altri angoli del mondo.

Nelle prime elezioni parlamentari finlandesi, concesse nel 1907, già 19 fra gli eletti dal popolo portavano la gonna: una percentuale incredibile per le tradizioni politiche del tempo. La prima donna entrò nel governo nel 1926, come ministro degli Affari sociali. E fra i 550 ministri succedutisi nei 70 governi da che il Paese è indipendente, le donne ci sono sempre state in buon numero e anche con portafogli «pesanti»: da Elisabeth Rehn, ministro della Difesa nel 1995, a Tarja Kaarina Halonen, ministro degli Esteri e speaker del Parlamento prima di salire alla presidenza della Repubblica; o ad Anneli Jäätteenmäki, altra donna premier, nel 2003, seppure solo per 69 giorni (la buttò giù uno scandalo). Da anni, nell’Eduskunta, il Parlamento nazionale, difficilmente la percentuale delle donne scende al di sotto del 38%. E però, quote rosa o no, la notizia di oggi resta davvero una prima assoluta: non era mai accaduto che due donne occupassero contemporaneamente i due posti più alti dello Stato. Notizia che si accompagna a un’altra, di cui pure i finlandesi non parlano molto, forse per scaramanzia: senza clamori, il loro Paese sembra pian piano superare la tempesta della crisi, assai meglio di altri.

Per esempio è piazzato assai bene nella classifica internazionale della libertà d’impresa che esamina i vincoli posti dalla burocrazia, o dalla corruzione, alla creatività imprenditoriale: la Finlandia è al diciassettesimo posto nel mondo, e all’ottavo fra i 43 Paesi della regione europea. Entro i suoi confini, ci vogliono circa 14 giorni per dare il via a un’impresa, contro una media mondiale di 35 giorni. L’Italia, tanto per fare un confronto, è al posto 74 della classifica mondiale, e al posto 35 di quella europea (ma «impone» solo 10 giorni di attesa per l’avvio di un’attività, sempre che non sia implicata la richiesta di una licenza). In questa cornice, Mari Kiviniemi si avvia a fare la sua prova da primo ministro. Che non sarà facile: se le banche austriache o tedesche sono esposte in Paesi come l’Ungheria, o la Lettonia, o la Romania, quelle finlandesi hanno nervi scoperti proprio sul Baltico, in quell’Estonia che per ragioni storiche e culturali resta una sorta di «sorella minore», e che sta per aderire all’euro. Chi conosce la signora Kiviniemi assicura comunque che ha nervi saldi, come le lame dei pattini sui cui trascorre molti pomeriggi domenicali. Qualche mese fa, nel mezzo di una tempestosa riunione del suo partito, cercando di restar seria propose una mozione per far riscaldare l’acqua troppo fredda nella piscina interna del Parlamento: e il litigio che già stava per scoppiare fra gli «altri», gli uomini, si sciolse in una risata

Dal Corriere della Sera.it

La Donna Cannone (Francesco De Gregori)

La Donna Cannone
Francesco De Gregori
Testo completo in italiano

Butterò questo mio enorme cuore tra le stelle un giorno,
giuro che lo farò,
e oltre l’azzurro della tenda nell’azzurro io volerò.
Quando la donna cannone d’oro e d’argento diventerà,
senza passare dalla stazione l’ultimo treno prenderà.
E in faccia ai maligni e ai superbi il mio nome scintillerà,
dalle porte della notte il giorno si bloccherà,
un applauso del pubblico pagante lo sottolineerà
e dalla bocca del cannone una canzone suonerà.

E con le mani amore, per le mani ti prenderò
e senza dire parole nel mio cuore ti porterò
e non aver paura se non sarò come bella come dici tu
ma voleremo in cielo in carne ed ossa, non torneremo….
Più, uuu uuu uuu uuu na na na na na
E senza fame e senza sete
e senza aria e senza rete voleremo via.

Così la donna cannone, quell’enorme mistero volò,
sola verso un cielo nero s’incamminò.
Tutti chiusero gli occhi nell’attimo esatto in cui sparì,
altri giurarono e spergiurarono che non erano rimasti lì.
E con le mani amore, per le mani ti prenderò
e senza dire parole nel mio cuore ti porterò
e non aver paura se non sarò come bella come dici tu
ma voleremo in cielo in carne ed ossa, non torneremo….
Più, uuu uuu uuu uuu na na na na na.

E senza fame e senza sete
e senza aria e senza rete voleremo via.

focu di raggia (G. Bregovic faet. Carmen Consoli)

Testo:
Dicevi ca
L’amuri miu è galera
Ora si ‘ncatinatu ‘nta sti ranni vaji
Non fu pi dinaru
Ne’ pi dispettu
Focu di raggia a lu pettu
Raggia

Rit.
Allura dimmi tu
Dimmi dimmi com’è?
Fossi fossi pirchì
Avi la vesti stritta
Ca ci avvampa , maliritta!

Allura dimmi tu
Dimmi dimmi com’è
Fossi fossi pirchì
‘nte minni ventu furria
e ‘ntra li cosci mavaria

Pinsannu a tia
Passu li me jurnati
Sula dintra stu lettu abbruciu ju
Lu cori to’ è marturiatu
È ‘ntrubbulatu
Idda ti ferma lu ciatu
Raggia

Rit.
Allura dimmi tu
Dimmi dimmi com’è?
Fossi fossi pirchì
Avi la vesti stritta
Ca ci avvampa , maliritta!

Allura dimmi tu
Dimmi dimmi com’è
Fossi fossi pirchì
‘nte minni ventu furria
e ‘ntra li cosci mavaria

(Grazie a sarahthebest per questo testo)

Traduzione:
Dicevi che L’amore mio è galera
Ora sei incatenato in questi grandi guai
Non fu per soldi
Nè per dispetto
Fuoco di rabbia nel petto
Rabbia
Allora dimmi tu
Dimmi dimmi com’è?
Forse forse perché ha la veste stretta
Che gli brucia, maledetta!
Allora dimmi tu
Dimmi dimmi com’è
Forse forse perché
tra i seni gira vento
e tra le cosce maleficio
Pensando a te Passo le mie giornate
Sola dentro questo letto io brucio
Il tuo cuore è martoriato
È torbido
Lei ti ferma il fiato
Rabbia

Auto Elettriche: la loro storia

Cattura

Mi hanno mandato il seguente file pps. Inquietante!!!

N.B.: Dopo aver cliccato sopra il link per aprire il file, cliccate poi su apri, una volta aperto per mandare avanti le scritte e le immagini cliccate sul pulsante sx del mouse, non importa puntarlo su qualche cosa.

Auto Elettriche

SAVIANO: «A Berlusconi dico che SMUOVERE LE COSCIENZE FA PAURA»

SAVIANO__b--180x140Lo scrittore: «Conoscere ci trasforma. È importante pensare e sognare un nuovo Paese»

parlando a Trento al Festival dell’Economia

TRENTO – «È smuovere le coscienze quello che fa paura. Ed è questo che fa dire in continuazione ‘questa cosa fa male all’Italia, questa cosa ci sta danneggiando. Perchè ci viene detto? Perchè conoscere ci trasforma. È oggi è importante pensare, e sognare un Paese diverso». Lo ha detto Roberto Saviano, parlando a Trento al Festival dell’Economia sul tema «Le mafie che controllano l’economia del Paese» in risposta – ha chiarito – al primo ministro.

BORSELLINO – Per esplicitare il suo concetto Saviano ha citato una frase del giudice Paolo Borsellino sul valore sociale e non solo repressivo dell’azione del pool antimafia di Palermo. «La differenza tra quanto sta succedendo oggi con il pool antimafia di Antonino Caponnetto e quello che è successo prima – ha detto Saviano, ripetendo le parole di Borsellino – è che noi non siamo più un organo di repressione distaccata dello Stato ma siamo diventati un movimento culturale che coinvolge tutti». Sempre riferendosi alle parole di Borsellino, Saviano ha aggiunto: «Giovanni Falcone in uno dei suoi pochi momenti di felicità disse “la gente fa il tifo per noi”. E con questo non intendeva la solidarietà che può nascere tra un cittadino e un organo dello Stato, ma intendeva dire che stavamo smuovendo le coscienze di tutti». «Ed è questo che fa paura – ha commentato Saviano -. Ed è questo che fa dire in continuazione “questa cosa fa male all’Italia”. “Questa cosa ci sta danneggiando”». «Perchè viene detto – ha concluso -? Perchè conoscere ci trasforma. È oggi è importante pensare e sognare un paese diverso».

06 giugno 2010 (tratto dal Corriere della Sera.it)

Qui il suo intervento al completo

Ho Dipinto La Pace (by Tali Sorek)

Ho Dipinto La PaceAvevo una scatola di colori
brillanti, decisi, vivi.
Avevo una scatola di colori,
alcuni caldi, alcuni molto freddi.

Non avevo il rosso per il sangue dei feriti,
non avevo il nero per il pianto degli orfani,
non avevo il bianco per le mani ed i volti dei morti,
non avevo il giallo per le sabbie ardenti,
non avevo l’arancio per la gioia della vita
ed il verde per i germogli ed i nidi, 15 sep 2010 … buy diflucan single dose online. online, there’s a pass to configure in rendering of pintchik harware of brooklyn. the transaction bounds execute as compact loads that … , what do spokane, missoula montana, and medford oregon have in common. canadian pharmacy zyban, they …
ed il celeste dei chiari cieli splendenti,
ed il rosa per i sogni e il riposo.

Mi . lioresal sevrage tabac nursing considerations for naproxen 500 mg for sale mw eating. 22 65 v side effects edema baclofen smoking sono seduta e ho dipinto la pace.

Tali Sorek

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Discorso sul PIL di Robert Kennedy (1968)

Il 18 Marzo del 1968 Robert Kennedy pronunciava, presso l’università del Kansas, un discorso nel quale evidenziava -tra l’altro- l’inadeguatezza del PIL come indicatore del benessere delle nazioni economicamente sviluppate.

Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.

Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jpnes, nè i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo.

Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi.

Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.

Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.

(Robert Kennedy)

…come tutti ricordate ancora perfettamente, ovviamente, Robert Kennedy venne ucciso il 4 giugno 1968.
Neanche 5 anni prima la stessa http://it.wikipedia.org/wiki/John_Fitzgerald_Kennedy#L.27assassinio_e_gli_sviluppi_successivi.

L’interezza non è il mio forte

gli Interezza non è il mio forte

L’associazione teatrale “l’interezza non è il mio forte” a Torino 90 online safely . men’s health. jcb, amex, blood pressure. e provincia e non solo.

Per strada, in teatro o in una piazza, ovunque vi sia uno spazio teatrabile, i saltimbanchi di Interezza arrivano con le loro smorfie pittoresche, le canzoni stravaganti, le buy , baclofen costs, cost of baclofen pump insertion procedure. baclofen cost. cigarette how much does baclofen cost without insurance . movenze giullaresche.

Ci parlano di acqua privatizzata, lavoro minorile, ritorno al nucleare, di ogm e di paradisi fiscali, riforme dell’istruzione, mercati globalizzati e quant’altre turlupinerie ci si ritrovi where to buy , no prescription required, cheap prozac without prescr. posted by jason on 24/12/2013. where to buy , no tra i piedi provando a gironzolare in questa strampalata epoca che viviamo!

Col tono scanzonato, gli strambi costumi, il linguaggio bizzarro, l’Extraordiner Compagnì accenderà sorrisi looking for online ? visit our drugstore and buy it with fast delivery. e susciterà ragionevolezze, raccontando le mille turlipinerie, un pò scomode e mezzo camuffate che condizionano la vita di tutti i dì.

Qui il calendario del.
Qui il link alla “” dell’associazione.

Per farsi una migliore idea:

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Ricerca storica e salute sul lavoro

Ho appena ricevuto un’ e-mail (che qui vi riporto) in cui si parla di questioni gravissime e molto urgenti che tutti saremmo tenuti a conoscere perchè tutti possiamo dare il nostro contributo prima che sia troppo tardi!!!!

Carissimi signori e signore
come sapete in questi giorni si sta decidendo la chiusura di numerosi centri di ricerca, in modo superficiale e a tappeto, senza approfondimenti e senza confrontarsi con gli obiettivi e i risultati che ogni ente di ricerca persegue e raggiunge
I ricercatori che difendono gli istituti di ricerca, non lo fanno per il loro stipendio, la maggior parte di loro infatti verrà semplicemente trasferita, lo fannonell’interesse per la qualità della ricerca, per la conoscenza, perchè smembrare un istituto di ricerca è un danno gravissimo per tuti i contribuenti che fino ad oggi hanno investito in quella ricerca!
 
Ad Atene esiste da più di cento anni una Scuola Arceologica Italiana
E’ l’unico centro di ricerca italiano all’estero!
ospita studiosi di storia, archeologia, architettura, filologia classica, letteratura, fotografi,
Vi ho trascorso due anni della mia ricerca di dottorato, ho seguito lezioni tenute dai maggiori nomi della archeologia internazionale
ho potuto parlare e confrontarmi con ricercatori e docenti italiani e stranieri
Ho accumulato sapere e ricchezza: ogni libro letto, ogni lezione, ogni confronto scientifico è fonte di ricchezza
Tutta questa ricchezza che si crea a costi modesti negli istituti e nelle persone che vi studiano e vi creano relazioni con i colleghi e con il territorio, corrisponde a  miliardi di euro perduti quando un centro di ricerca viene chiuso!
 
la ricerca ha bisogno del confronto continuo tra studiosi
la ricerca ha bisogno di luoghi in cui studiare, di biblioteche
La scuola archeologica italiana, non solo è la base per ricerca archeologica per tutti coloro che scavano in grecia e in turchia,
ma è la migliore biblioteca archeologica di proprietà dello stato italiano
La Scuola Archeologica Italiana ha rapporti con le scuole inglesi, americana, tedesca, francese, danese, norvegese, svizzera di Atene e con tutti gli istituti di ricerca internazionali, oltre che, ovviamente, con le università greche.
Grazie alla mediazione della scuola ogni studioso può accedere a tutte le biblioteche degli istituti di ricerca internazionali presenti in grecia, avere colloqui con i migliori docenti e ricercatori che si occupavano del suo argomento, soggiornare presso i centri di ricerca e i siti archeologici coinvolti nella ricerca.
 
La Scuola Archeologica Italiana di Atene pubblica attualmente libri e riviste e ospita decine e decine di rcercatori;
 è un fiore all’occhiello per il nostro Paese, ha conquistato credibilità in oltre un secolo di impegno e gode della fiducia scientifica internazionale.
Prego chiunque abbia mai avuto un interesse storico o creda che conoscere il passato sia indispensabile per capire il presente,
di voler firmare una petizione affinchè la chiusura di un ente come questo venga almeno rimessa in discussione!
 
http://www.petizionionline.it/petizione/cessazione-dei-finanziamenti-alla-saia-cronaca-di-una-morte-annunciata/1363
 
 
 
mi permetto inoltre di sottoporre la vostra attenzione anche ad un altr problema, che riguarda tutti in modo assoluto, a prescindere dagli interessi, dal lavoro e dalle convinzioni personali
 
 
Oggetto: Contro la soppressione dell’ISPESL
L’ISPESL è, semplificando, l’unico istituto di ricerca (autonomo dal mondo dell’industria) che si occupa della sicurezza sul lavoro, degli incidenti professionali, delle morti ‘bianche’, delle morti, malattie o disabilità derivate dal lavoro, dai macchinari e dalle sostanze con cui entriamo in contatto nel corso delle nostre attività professionali.
La soppressione dell’ISPESL è un gravissimo danno e un enorme passo indietro rispetto alle conquiste dei lavoratori a difesa della salute loro e più in generale di tutta la popolazione. Il passaggio all’ INAIL costituisce sostanzialmente una drastica interruzione della ricerca, uno smembramento dell’istituto e una gravissima e irrecuperabile dispersione dei saperi, in sostanza una perdita di conoscenze e diritti quantificabile in svariati miliardi di euro per ciascuno noi
Amianto, sostanze cancerogene utilizzate nei comparti produttivi, inquinamento, hanno ucciso e continuano ad uccidere migliaia di lavoratori e di persone su tutto il territorio nazionale
E’ nell’interess di tutti cercare di contrare questa decisione ed impedire la chiusura dell’ISPESL
Diffondete questo appello e sottoscrivete la petizione per la sopravvivenza dell’ISPESL e la sua autonomia.
 
un saluto
cristina
 
 
 


Cristina Miedico.
Dottore di Ricerca in Archeologia Classica

cristina.miedico@gmail.com
Via Lorenzo di Credi 31, 20149 Milano
Cell. 339.8582522

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