TAO e il LOVE BUS EXPERIENCE : astronomici !!!

…ragazzi ragazzi ragazzi ragazzi
signore e signori
finalmente
FINALMENTE
FINALMENTEEEEEEEE
un artista
UN ARTISTA
UN VERO ARTISTA

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L’altro sabato ero a spasso a Milano…per strada nel pomeriggio assolato
improvvisamente un capannello di gente…curiosità…mi avvicino…cosa vedo…cosa vedo…
…NON CI POSSO CREDERE!!!…
…un van VW anni ’70 (fiori e cuori compresi) con dentro tre ragazzi (Giuseppe Fiori, Luca Campagnari e Tao) che tappi di cotone alle orecchie con Chitarra, Basso, Voce e Batteria irradiano Sogni e Rock’n Roll a 360°
…sono serio serissimo cazzo…troppo bello!!!
Un sogno un vero sogno ad occhi aperti…non ho resistito…l’entusiasmo è stato incontrollabile e alla fine ho avuto il privilegio di parlar loro…e qui la conferma…la bellezza delle bellezze…
…gente “normale” che non se la tira per nulla…parlare e ascoltare…condividere…passione e amore…sogni e sudore…suoni e rumore di una generazione apparentemente senza luce che qui, invece, splende abbagliante!
…con anima curiosa e radiosa…parole pensate…pensieri sognati…

La questione per quanto mi riguarda in questo caso va addirittura oltre la musica e lo show…in questo “pulmino musicale” ho visto un sogno materializzarsi…vedo problemi affrontati e risolti…fatiche superate…investimenti di tempo e denaro…lacrime…sudore…passione, una marea di passione…delusioni…feste…sorrisi…applausi…”talenti intrappolati”…talenti esibiti…caselli e autostrade…mappe e benzinai…mai indifferenza…tanta curiosità…tante chiacchiere e pochi fatti fuori…solo fatti e niente chiacchiere dentro…
…e poi…poi il coraggio…il coraggio e la libertà d’esser se stessi alla facciazza di tutto e tutti.
Il sogno realizzato di donare a chiunque lo gradisca le tue doti migliori: l’arte, l’amore, la passione, il Rock, il coraggio…

Gente che merita immensa riconoscenza e gratitudine per questo…
E allora…grazie grazie grazie e grazie Tao & boys…grazie!

Qui un filmino dove Tao si racconta…
Qui invece sentiamo che suono fa la Tao‘s Exp:
che colpa abbiamo noi
nessuno ti ama per quello che sei
velvet

Qui il sito ufficiale di Tao dove potete tenervi aggiornati sul DOVE e QUANDO il Love Bus sarà…
…ragazzi…mi raccomando…se avete ancora 1 sogno nel cassetto…andateli a vedere…andate a vedere quanto rumore fanno i sogni quando si realizzano…CORRETE !!!!

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“la sessuologa” della Marchesini

Ecco un filmino della magica Marchesini nella sua altrettanto mitica “sessuologa”…
…tutto da godere!!!…

intervista doppia a Dolce & Gabbana

secondo me in questa intervista doppia sono molto simpatici

…ricordati che devi morire!!!

sempre da “non ci resta che piangere”
la scena del prete che impera a Troisi di non dimenticare i suoi “impegni”…


Troisi veramente magico!!!
ahahahahaha

Chi siete? Cosa portate? Quanti siete? UN FIORINO!

ahhaahahha
ve la ricordate questa mitica scena da “non ci resta che piangere”?!?
Il mitico Troisi ha a che fare con un doganiere un pò…matto…
ahhahaha

Ghassan Kanafani

Ghassan Kanafani (Acri, 9 aprile 1936 – Beirut, 8 luglio 1972) è stato uno scrittore, giornalista e attivista palestinese, particolarmente impegnato per la causa del suo popolo, scomparso in un attentato incendiario in cui perse la vita insieme a una nipote sedicenne. All’epoca della sua morte era portavoce del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina, e l’attentato, si dice, fu ordinato dal Mossad per vendicare il Massacro dell’Aeroporto di Lod, attacco attribuito al suo gruppo politico e all’Armata Rossa Giapponese.

Ghassan Kanafani nasce da una famiglia di rango medio-alto, suo padre era un avvocato e, come era comune a quel tempo, fu mandato a studiare alla scuola dei Missionari Francesi che erano in Palestina. Aveva dodici anni quando fu creato lo stato di Israele nel 1948, evento che gli Arabi chiamano al-Nakba (il disastro) e poté assistere al tragico episodio del massacro al villaggio arabo di Deir Yassin.

Da questo momento la sua vita e le sue esperienze rappresenteranno le tappe del popolo palestinese, dalla diaspora al sentimento di nostalgia verso la propria terra, dalla presa di coscienza della sconfitta dell’esercito arabo all’umiliazione e alla perdità di identità. La sua famiglia si rifugiò dapprima in un villaggio del Libano meridionale nella speranza di ritornare al più presto a casa, ma il padre, consapevole dell’inutilità di quella attesa, spostò la famiglia a Damasco per iniziare una nuova vita.

Ghassan Kanafani è il più importante rappresentante di quel gruppo di palestinesi che dall’ esilio (in Arabo Ghurba) hanno contibuito a lottare per la causa palestinese tramite le loro opere artistiche.

La Nakba del 1948 e la Naksa del 1967 sono stati gli avvenimenti più rappresentativi per l’ intero mondo arabo quando si parla di evoluzione della letteratura araba del Novecento, che dagli studiosi vengono ritenuti un vero e proprio giro di boa. I libri degli intellettuali arabi diventano soprattutto opere di denuncia per risvegliare la coscienza del loro popolo e di critica verso le classi dirigenti, incapaci di sollevare la dignità di tutta quella gente incapace di reagire.

Jesus Christ Superstar

Un’opera semplicemente mitica del 1973 (questa è l’Ouverture)!! questo il mio brano preferito da sempre, quello della “Mangalena” (chiamavo così la Maddalena da bambina e mi piaceva tantissimo, naturalmente :-)). In un momento di riposo la Maddalena, protagonista principale, Giuda e Cristo cantano…

Vi riporto anche il pezzo per il quale è più conosciuto, uno molto meno noto: la canzone del re Erode ed un’altro ancora…  straordinario il personaggio di Giuda!

Mogol, Bella, Celentano e Battisti : “L’Arcobaleno”

Una canzone di Mogol, musicata da Gianni Bella, interpretata da Adriano Celentano e dedicata a Lucio Battisti. Una strana storia avvolge la stesura del suo testo, ve la inoltro per conoscenza, ma non ritengo sia importante crederci, pensare che sia vera o meno, lo stesso Mogol, incredibilmente scettico, non desidera che si sappia più di tanto.  Personalmente non considero la vicenda particolarmente rilevante. Credo a quello che sento e di certo si tratta di una canzone capace di trasmettere fortissime emozioni. Uno straordinario esempio d’AMICIZIA.

CU’MME

Mia Martini e Roberto Murolo. Bellissima canzone di Enzo Gragnaniello!

Maxence Fermine e la “Trilogia dei colori”

Ogni tanto faccio un gioco che mi diverte molto,  mi regala sempre sorprese e mi lascia sorpresa della sua efficacia! Entro in libreria e comincio a passeggiare fra gli scaffali osservando le copertine dei vari libri. Cammino lentamente gustandomi quel profumo di carta nuova tipico delle librerie (diverso da quello delle biblioteche a cui si aggiunge anche l’odore della polvere e del silenzio! o da quello delle scuole, a cui si aggiuge quello degli studenti e del rumore!).   Bisogna cercare il più possibile di NON pensare e NON leggere nulla, SOLO GUARDARE LE FIGURE! Naturalmente bisogna essere da soli! In fine scelgo un libro!

Ho scoperto così  il primo romanzo del francese Maxence Fermine, “NEVE“, ed. Bompiani, Milano, 1999.   BELLISSIMO! Per me si è trattato di un’autentica rivelazione, un’epifania!! Anche perchè ho scoperto gli haiku: brevi poesie giapponesi di straordinaria intensità e bellezza (eccone alcuni tra i più belli). Ma soprattutto, di tanto in tanto, lasciatevi trasportare dagli occhi e dal tentativo di dare spazio al “vuoto”, vi accorgerete che in realtà è pienissimo! 😀

Da “NEVE” è poi nata una trilogia, La trilogia dei colori: “Il violino nero” e “L’apicoltore” (con quest’ultimo Fermine ha ricevuto nel 2001 il Premio Murat Un romanzo francese per l’Italia). Sono tutti libretti piccoli e poco costosi, si leggono in fretta e hanno delle copertine bellissime anche al tatto!

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