TravelClinic.it : infos professionali per viaggiare sani

travelclinic.it

State per partire per un lungo viaggio in Africa?
Andate in vacanza in Australia?
Un paio di settimane in Perù?
…in viaggio è sempre NECESSARIO essere molto ben informati sulle questioni sanitarie:
che malattie si possono prendere?
quali vaccini bisogna fare?
che medicine è bene portarsi dietro?

Cinque Infermieri e quattro dottori romani mettono a disposizione di tutti i viaggiatori italiani la loro sapienza.
Il sito è molto semplice e navigabile.
Nell’archivio “nel mondo” potete trovare le informazioni sanitarie “base” nazione per nazione.

Unico inconveniente: ho la sensazione che il sito sia “fermo” dal 2003…peccato!

AsiaNews.it : notizie sull’Est del mondo

Asianews.it

un bel pò di notizie da e sull’Asia…
dal Giappone all’Arabia Saudita
Cina, Russia, Filippine, India…e tutte le altre comprese!

Un ottimo sito!
…ricco, di facile e veloce consultazione.

E’ comunque un sito “generico” quindi, inevitabilmente, alcuni giorni, per alcune nazioni (tipicamente le più piccole come Singapore etc), non ci sono news.
…a me sembra ragionevole…
🙂

tris di libri sull’India

Per chi volesse fare un piccolo tuffo nell’immenso oceano della cultura indiana ecco un tris di letture interessanti:

  • A. K. Coomaraswamy Suora Nivedita, Miti dell’india e del buddhismo, Editori Laterza,Bari, 2007:
    Racconti straordinari di miti e leggende antiche!!!
  • Arundhati Roy, Il dio delle piccole cose, ed. TEA, Milano, 1997:
    Un continuo straripare di sentimenti ed emozioni per la storia di un amore in rotta di collisione con un mondo comandato ancora da prepotenza e  regole ottuse.
    Bellissino, a tratti straziante!
  • Anita Nair, Cuccette per signora, ed. Neri Pozza, Vicenza, 2002:
    La storia di una donna alla conquinsta di se stessa. Lungo il cammino scopre di non essere sola. Altre donne, altri racconti. Per scoprire mondi interiori e realtà più comuni  all’universo femminile di quanto non si possa immaginare… per alcune storie preparate il fazzoletto!!!

il Giudizio Universale secondo Benigni (1995)

Il mitico “giudizio universale” di Benigni.
Su YouTube diviso in 3 parti…eccole:

Arte Primitiva

Con il termine Arte Primitiva si intende quel fenomeno culturale che, a partire dagli ultimi decenni del XIX secolo, ha messo in evidenza l’interesse per l’arte dei popoli primitivi da parte degli artisti delle avanguardie storiche occidentali ma anche di numerosi loro predecessori e successori. Molto presto, tuttavia, l’uso di questo termine si è esteso a tutte quelle forme d’espressione artistica estranee alla visione e tecnica di rappresentazione rinascimentale tipica dell’insegnamento accademico occidentale. Fa parte di questo ambito, quindi, l’arte precolombiana, dei persiani, dei pazzi, dei bambini, le stampe giapponesi, l’arte tribale oceanica e africana (art nègre). La crescente attenzione per queste forme d’espressione artistica nasce, prevalentemente, dalla necessità di trovare una valida alternativa alle regole della civiltà classica occidentale, ormai avvertite come inadeguate a soddisfare le nuove esigenze stilistiche, estetiche ma anche morali e di vita. Il primo artista a mostrare un vivissimo interesse per le civiltà primitive è Paul Gauguin ma importanti influenze “primitive” si ritrovano anche nelle opere di Picasso, Klee, Matisse, Brancusi, Giacometti, Masson, Kirchner, Modigliani, Ernst e moltissimi altri.

mappa velocità del vento in italia: per impianti eolici

State pensando di installare un minieolico nel giardino di casa?
Ripensateci!
Se il suddetto giardino non è a Pantelleria o a Cagliari o in Puglia meglio lasciar perdere il minieolico e investire sul fotovoltaico.
Bisogna infatti considerare come “utile” un vento di intensità minima 3 o 4 metri al secondi.
Infatti in Italia, mediamente, non c’è molto vento secondo questo sito.

Claes Oldenburg

claes

Claes Oldenburg nasce a Stoccolma il 28 gennaio del 1929. Nel 1936 si trasferisce a Chicago con la famiglia e nel 1956 a New York dove si mantiene  lavorando presso una libreria e cominciando l’attività artistica. Nel 1960 organizza il suo primo happening e nel 1964 si reca a Venezia come uno degli otto artisti statunitensi invitati a partecipare alla XXXII Biennale. Insieme a Andy Warhol, Roy Lichtenstein e Robert Rauschenberg e stato uno dei maggiori  protagonisti della pop-art statunitense, noto soprattutto per le sculture “soffici” e “giganti” e per i progetti di monumenti colossali (“Lipstick on Caterpipillar Tracks, 1969, Yale University Art Gall.). Nelle sue sculture oggetti tecnologici di uso domestico e alimenti assumono dimensioni e proporzioni abnormi (“Tavolo con cibi,legno e cartapesta”, Varese, Coll. Panza di Biumo). Filtrati dalla sua interpretazione divengono enormi calchi della realtà. Ad accentuare l’effetto di finzione e distanza dal vero anche un eccesso cromatico fatto di una pittura sgocciolante e degradata. Evidenti ed impliciti i significati di denuncia e critica del consumismo. Sito wiki.

UNA DICHIARAZIONE di Claes Oldenburg

Di Claes Oldenburg[1]

Sono per un’arte che prende le sue forme dalla vita, che si contorce e si estende impossibilmente e accumula e sputa e sgocciola, ed è dolce e stupida come la vita stessa. Sono per l’artista che sparisce e rispunta con un berretto da muratore e dipinge insegne e cartelloni.

Sono per l’arte che viene fuori come un pennacchio di fumo e si disperde nel cielo. Sono per l’arte che si riversa dal borsellino di un vecchio quando è urtato da un parafango che passa. Sono per l’arte che esce dalla bocca di un cagnolino e che cade a terra dal quinto piano. Sono per l’arte che il bambino può leccare dopo aver tolto la carta. Sono per un arte che si fuma come una sigaretta, puzza come un paio di scarpe. Sono per un’arte su cui ci si può mettere a sedere… Sono per l’arte che si accende e si spegne con un giro d’interruttore. Sono per l’arte che si srotola come una cartina, che si può stringere come il braccio della fidanzata, o baciare come l’amato cagnolino. Che si allunga e cigola come una fisarmonica, che si può macchiare con le pietanze come una vecchia tovaglia. Sono per un’arte con cui dare martellate, rammendare, cucire, incollare, limare. Sono per l’arte che ti dice che ora è, e aiuta le vecchie signore ad attraversare la strada.

Sono per l’arte delle pompe di benzina bianche e rosse e per le ammiccanti pubblicità dei biscotti. Sono per l’arte del vecchio gesso e del nuovo smalto. Sono per l’arte delle scorie e antracite e uccelli morti. Sono per l’arte dei graffi sull’asfalto. Sono per l’arte che piega le cose, le prende a calci e le rompe e le tira e le fa cadere. Sono per l’arte delle banane spiaccicate sedendoci sopra.

Sono per l’arte della biancheria intima e dei taxi. Sono per l’arte dei gelati lasciati cadere sull’asfalto. Sono per l’arte che emettono barlumi e illuminano la notte. Sono per l’arte che cade, sguazza, si dimena, salta, entra ed esce. Sono per l’arte dei grossi pneumatici dei rimorchi e degli occhi neri. Sono per Kool-Art, 7-Up-Art, Sunkist Art […].

Sono per l’arte bianca dei frigoriferi e dell’energico scatto nell’aprirsi e chiudersi […]

Sono per l’arte degli orsacchiotti decapitati, degli ombrelli esplosi, delle sedie con le gambe rotte, degli alberi di Natale in fiamme, dei resti dei mortaretti, delle ossa di piccione e delle scatole con dentro uomini addormentati. Sono per l’arte che appende, l’arte dei conigli insanguinati e delle vecchie galline, dei tamburelli e dei fonografi di plastica, di scatole abbandonate legate come faraoni.

 


[1] Dalle dichiarazioni dello scultore contenute nel catalogo “Environment Situations Spaces” della mostra alla Martha Jackson Gallery, New York (1961), pubblicate in Pop Art in USA, di A. Boatto.

Libertà di Stampa in Italia! È Berlusconi il problema?

L’organizzazione internazionale per i diritti e la libertà di Stampa, Reporters Sans Frontières ha pubblicato nel suo rapporto 2009, la classica mondiale sulla libertà di Stampa.
L’Italia, paese che figura tra le nazioni più ricche del mondo si trova al 40 posto, dietro alcune nazioni in via di sviluppo dell’America Latina come l’Ecuador, Paraguay, Cile e dell’Africa come il Benin e la Namibia.
Questa triste posizione non onora per niente il paese di Michelangelo e di Leonardo da Vinci, dove la libertà di stampa è sancita dall’articolo Art. 21 della Costituzione Italiana.
Molti osservatori attribuiscono la responsabilità al magnate dei media italiani Silvio Berlusconi i cui gruppi hanno la leadership in vari settori delle comunicazioni:
Mondadori controlla più del 50% del mercato delle pubblicazioni letterarie,
Medusa controlla più della metà delle produzioni e distribuzioni cinematografiche,
Mediaset controlla le tre reti televisive a copertura nazionale che hanno in totale circa il 50% d’ascolto televisivo;
Publitalia è la prima concessionaria del mercato pubblicitario Italiano con un fatturato di più di 2 miliardi annuo.
Berlusconi è ugualmente editore, diretto o indiretto, di numerose testate giornalistiche e radio private.
Il Cavaliere, oltre a controllare tutti i settori della comunicazione in Italia, è l’uomo più ricco del paese ed anche il Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana.
Il mondo dell’informazione in Italia è sempre stato gestito in un modo poco trasparente e democratico.

Il problema della libertà dell’informazione inizia ad essere violato quando si parlò della lottizzazione (ripartizione) delle tre reti pubbliche italiane alle formazioni politiche.
Cosi, Rai1 fu data alla Democrazia Cristiana, Rai2 al Partito Socialista, Rai3 ai Comunisti.
Già da quel momento, l’informazione venne manipolata e “spogliata” della sua imparzialità.
Il problema non si limitò solo sulla lottizzazione. Nelle vari reti pubbliche, il personale fu assunto nella maggior parte dei casi, secondo i criteri d’appartenenza politica. Questa è storia nota!!!
Tuttavia, bisogna sottolineare che il modo attuale della gestione delle tre reti pubbliche non è degno dei paesi democratici.

Il Consiglio di amministrazione Rai, l’organo che gestisce le tre reti pubbliche è amministrato da 9 membri, dei quali 7 vengono eletti dalla commissione parlamentare di vigilanza ( composta da parlamentari della maggioranza e dell’opposizione ), gli altri 2 membri, tra cui il presidente del consiglio di amministrazione Rai, sono nominati direttamente dal Ministero del tesoro con approvazione della commissione. Il consiglio di amministrazione nomina i direttori delle tre reti e delle testate giornalistiche.
Il problema in tutto questo è che la formazione o la coalizione politica che governa il paese detiene quasi sempre la maggioranza dei membri del Consiglio di amministrazione e perciò, influenza di molto ed a suo vantaggio la televisione pubblica.
Inoltre, AGCOM (l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ) è un organo “indipendente” che dovrebbe regolarizzare tutto il mercato audiovisivo italiano come per esempio l’assegnazione delle frequenze e le licenze ai nuovi operatori televisivi, controllare l’imparzialità dell’informazione e tutelare il diritto dei giornalisti di informare liberamente.
Purtroppo l’Agcom non è veramente indipendente!!! I membri di questa autorità sono scelti solitamente in proporzione al peso che i vari partiti politici hanno in parlamento. I suoi otto commissari sono eletti per metà dalla Camera dei Deputati e per metà dal Senato. Il suo presidente viene proposto direttamente dal Presidente del Consiglio. Cosi, la maggioranza politica di turno, avrà un influenza notevole nell’Agcom.
Il sistema audiovisivo italiano era già poco trasparente prima dell’impegno di Silvio Berlusconi nella politica. “L’illustre personaggio” ha solo approfittato della permissività e della mancanza di regole ben definite, per costruirsi un grande impero mediatico e controllare tutta l’informazione in Italia.

I vari governi di centro sinistra che durante le varie campagne politiche giuravano di regolare per sempre il problema del conflitto di interesse in Italia, non hanno mai mantenuto le promesse. Una volta giunta al potere, hanno sempre litigato fra loro facendo cadere per due volte i governi in cui erano in maggioranza. Prima nel 1998 con il primo governo Prodi, poi nel 2007 con il secondo governo Prodi.

Dunque il problema reale non è Silvio Berlusconi, ma il sistema che non è efficiente.
In nessuno altro paese sviluppato del mondo, c’è una persona che detiene da solo tutto il potere politico e mediatico come Berlusconi in Italia!

L’altro problema è la mancanza di une vera cultura politica in questo paese, cultura che permetterebbe ai cittadini di evitare che un tale personaggio venga eletto, perché potrebbe essere come si vede oggi un pericolo per la libertà di stampa. Purtroppo, l’uomo da quasi 15 anni è un personaggio onnipresente della vita sociale, politica ed economica italiana, sfruttando la mancanza di regole chiare e di una vera cultura politica per manipolare a suo vantaggio politica ed informazione. Diciamoci la verità, chi al suo posto non avrebbe fatto la stessa cosa per difendere i propri interessi?
D’altra parte, la Federazione Nazionale di Stampa Italiana ( FNSI), che è il sindacato dei giornalisti unitari italiani, organizza una manifestazione per la liberta di Stampa sabato prossimo in piazza del popolo a Roma.
La FNSI sà perfettamente che è difficile parlare della liberta di stampa in Italia, questo perché la maggior parte dei giornali italiani sono controllati da potenti gruppi editoriali, dove sono azionisti delle lobbyes influenti!
Per esempio:
la Stampa è controllata dalla FIAT,
Il Sole 24 ore dalla Confindustria,
la Repubblica dal gruppo Editoriale l’Espresso di cui sono azionisti Carlo de Benedetti, le Assicurazioni generali, la Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste;
il Corriere della Sera invece è controllato dal Rcs Media Group in cui sono azionisti Medio Banca, Pirelli, Benetton, Intesa San Paolo, Assicurazioni Generali, gruppo Merloni, Toro Assicurazioni ecc.
Ho solo elencato qualche esempio delle lobbyes che controllano l’informazione in Italia.
Sinceramente voi pensate che un giornalista del Corriere della Sera possa dare liberamente un informazione ai danni di Pirelli, società quotata in borsa ed azionista dello stesso giornale? Io vi dico semplicemente no!!!
Ogni gruppo ha la sua linea editoriale, linea che viene seguita all’interno di ogni giornale, dal direttore della pubblicazione, che deve assicurarsi che i giornalisti seguano le direttive stabilite.
Chiunque non segue questa linea, viene semplicemente emarginato, o in qualche caso licenziato.

La storia italiana è ricca di numerosi fatti di cronaca di giornalisti che hanno rassegnato le dimissioni o sono stati costretti a farlo.
La liberta di stampa in Italia esiste solo quando un giornalista scrive un articolo che non può danneggiare gli interessi degli azionisti del suo giornale.
Il mestiere del giornalista è complesso e caratterizzato purtroppo in molti casi da compromessi!
Il vero problema della stampa italiana non è la libertà di stampa, ma la lotta tra i potenti gruppi editoriali impuri, gruppi che vogliono controllare il mercato dell’informazione e perché sanno che, chi ha l’informazione ha il potere e i soldi!!!
Sono editori che non si occupano solo di editoria, ma che hanno interessi in vari settori. Per questo vengono chiamati editori impuri.

La manifestazione di sabato non dovrebbe solo chiedere la libertà di stampa ( cosa difficile da ottenere), ma piuttosto dovrebbe sollevare un problema fondamentale che è la riorganizzazione totale del sistema italiano dei mass media in generale e sull’informazione in particolare, cominciando per modificare innanzitutto la “legge Gasparri”, legge che definisce l’assetto attuale del sistema radiotelevisivo italiano.

Silvio Berlusconi non è la causa del male italiano dell’informazione, ma solo uno dei tanti, che usufruisce di un sistema italiano di comunicazione non degno di un paese democratico e sviluppato.

Forse ho sbagliato nella mia analisi? Ditemi voi!
Copiryth @ Jivis Tegno
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Marc Chagall

Chagall

Marc Chagall nasce il 7 luglio 1887 a Vitebsk da una famiglia ebraica di umili origini. Nel 1908 entra nella Scuola Zvantseva di Pietroburgo, diretta da Léon Bakst. In questa città frequenta quasi esclusivamente ambienti ebraici. Nel 1910 si trasferisce a Parigi entrando in contatto soprattutto con l’ambiente cubista, dal quale, tuttavia,  la sua pittura non si lascia influenzare. Sono determinanti anche gli incontri con personalità come Apollinaire (al quale dedica un quadro: Omaggio ad Apollinaire, 1911-1914) e il mercante d’arte Herwarth Walden che organizza la sua prima personale a Berlino presso la redazione di Der Sturm. Le opere giovanili sono caratterizzate da uno stile neo primitivista e da un’atmosfera inquietante e misteriosa. Sin dai primi lavori emerge chiara la tendenza verso la creazione di atmosfere fantastiche, fiabesche  e verso la trasfigurazione della realtà che rimarrà una costante della sua pittura. Dal 1923 comincia una lunga serie di viaggi e spostamenti fuori dalla Russia che lo vedono presente soprattutto in Francia (dove lavora a stretto contatto con il mercante d’arte Vollard), in Palestina, Italia, Olanda, Inghilterra, Spagna, Polonia e Stati Uniti. Nel 1950 si trasferisce definitivamente in Costa Azzurra presso Saint Paul de Vence, dove muore nel 1985. Sto wiki.

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