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industria alimentare: video inguardabili

L’inferno esiste, ma non è sotto ai piedi. E’ sulla Terra: gli animali sono dannati che soffrono in eterno, e noi siamo i demoni.
Ecco le sofferenze che ogni anno infliggiamo a 48 miliardi di animali.

La maggioranza delle industrie alimentari tengono conto solo del profitto economico. Gli animali vengono allevati in condizioni pazzesche e trasformati in cibo nel modo più economicamente efficiente possibile.

Non servono commenti…i video si commentano da soli.
Siate consumatori consapevoli e responsabili.

Come cuocere la pasta

Cuocere la pasta in modo corretto non è poi così difficile, è necessario però rispettare alcune indicazioni fondamentali.
Incominciamo col scegliere la pentola giusta. Dovrebbe essere grande abbastanza e più alta del suo diametro per contenere una sufficiente quantità d’acqua. Come regola si consiglia 1 Litro d’acqua per 100g di pasta. E’ comunque opportuno usare una quantità d’acqua superiore rispetto a questa indicazione, perchè durante i tempi di cottura relativamente brevi la pasta necessita di una temperatura costante e questa rimane più facilmente costante con una grande quantità d’acqua. All’acqua deve essere aggiunto il sale, circa 10 g. (un cucchiaino quasi colmo) per 1 litro d’acqua. Non si possono stabilire i tempi esatti di cottura della pasta, in quanto dipendono dal tipo di formato e dal suo spessore. La pasta fresca è pronta molto prima della pasta secca industriale. Per la pasta fresca il tempo di cottura dipenda da quanto si è già asciugata. Quindi c’è una notevole differenza se la pasta viene cotta subito dopo essere stata tagliata o se verrà cotta dopo ore. Spesso non è possibile stabilire il tempo esatto di cottura in minuti. Il punto giusto di cottura è raggiunto quando la pasta diventa tenera all’esterno, mentre la sua parte interna è ancora dura. Questo punto di cottura è definito dai cuochi italiani con il termine “al dente”. Durante la cottura è necessario assaggiare di tanto in tanto una piccola quantità di pasta per controllare il punto di cottura. Ricordate anche che la pasta non è da passare sotto l’acqua fredda, altrimenti perde il suo strato di amido colloso necessario per legarsi bene con i sughi e i ragù, unica eccezione viene fatta per la pasta che deve essere servita fredda.
Per maggiori informazione consultate il sito www.pasta.it da cui ho tratto l’articolo…

Tiziano Terzani sul vegetarianesimo

Consiglio la visione di questa intervista a Tiziano Terzani sul vegetarianesimo:

torta allo Yogurt

Ecco la ricetta per una torta allo Yogurt:

-2 uova intere

-200gr di farina
-120gr di zucchero
-1/2 bicchiere di olio di semi (oppure 70gr burro)
-1 bicchiere di yogurt (120gr)
-1/2 bustina di lievito
-aromi (limone grattuggiato oppure limoncello oppure cannella, ecc.)
-per chi lo desidera: uvetta o gocce di cioccolata o altro, a piacere…

procedimento:
mescolare zucchero e uova aggiungendo, successivamente e gradatamente, l’olio poi lo yogurt, gli aromi e solo in ultimo la farina (precedentemente setacciata) insieme a mezza bustina di lievito.
Quindi mettere in forno preriscaldato a 180° per mezz’ora! 🙂

fare lo Yogurt

Esiste la possibilità di farsi in casa lo yoghurt con un sistema supersemplice e senza acquistare yoghurtiere elettriche.

Si fa così: si parte da un litro di latte (o xlomeno secondo me è la misura minima ma è soggettiva !) e con 1 litro di latte otterrete 1 litro di yoghurt, (lascio a voi la scelta latte crudo o intero o parziamente scremato) e si mette a scaldare in una pentola ma senza arrivare a farlo bollire – la temperatura giusta (circa 38-40 gradi) si ottiene quando riuscirete ad infilarci un dito dentro senza scottarvi! metodi empirici! se no si potrebbe acquistare uno di quei termometri ad immersione (io ne ho già uno xke lo uso x fare il sapone in casa) ma non è assolutamente indispensabile.
Dopodike dovrete esservi procurati un normale contenitore dotato però di coperchio, si versa il latte scaldato e si aggiunge 1 o al max 2 cucchiai di yogurt bianco, rigorosamente senza frutta aggiunta, di qualsiasi marca. Chiuso il contenitore avvilupparlo con una copertina x tenerlo al caldo e riporlo in qualsiasi angolo della casa vogliate! lontano da bambini e/o cani e gatti! io lo metto a volte anche in cucina x terra sotto il termosifone! Aspettate 10 ore o al massimo 12 ma non di + altrimenti diventa acidulo e avrete ottenuto un bel yoghurt cremoso xke i fermenti lattici hanno lavorato duramente x voi x 10 ore ! provateci e ditemi i risultati! io l’ho fatto ieri sera e questa mattina l’ho mangiato con un po di zucchero di canna e frutta a pezzetti ma ovviamente si può aggiungere di tutto ciò ke vi piace! buon yoghurt a tutti!

PS: ho dimenticato l’ultima parte molto importante, prima di finirlo tutto tenete da parte 2 o3 cucchiaiate ke vi serviranno a fare di nuovo lo yogurt. Si conserva in frigo tranquillamente una settimana (a volte anche di +)

grazie paola

la spesa la metto nello zaino

Sono giovane e in forma e la spesa la trasporto con lo zaino.
Risparmio sacchetti, mi rimangono le mani libere, uso l’autobus o la bicicletta comodamente e si fa moolta meno fatica con lo zaino rispetto ai sacchetti.
Sì certo devo “programmare” gli acquisti e uscire di casa apposta con lo zaino vuoto.

Provateci, vedrete che differenza!!!

LATTE crudo alla spina: cos’è e dove trovarlo

Io x quanto mi riguarda mi rifornisco di latte crudo alla spina dai tanti e diffusi distributori ma capisco anche che ci siano persone che non digeriscono bene questo tipo di latte.

Si tratta del latte munto e non soggetto a pastorizzazione.
Funziona così:
la cascina o l’allevatore si mette d’accordo di solito con il comune e installa un punto di distribuzione latte alla spina da cui si può comprare un litro di latte ad un euro ed essendo un distributore automatico si puo prendere latte a qualsiasi ora del giorno e della notte e anche di solito solo mezzo litro.
L’allevatore così finalmente ci guadagna di xke si salta in questo modo la distribuzione con il solito ricarico di costi a danno del consumatore finale e anche il consumatore ride contento! xke paga 1 euro al litro un latte come quelli che si prendevano direttamente dalle cascine 3o o 4o anni fa, ricco e con il quale ci si può fare tranquillamente sia yoghurt e formaggio!
Secondo il sito MilkMaps Torino ad esempio conta qualcosa come 114 punti di distribuzione (che possono essere anche posti internamente a negozi e/o strutture tipo Eat Italy) ma anche andando a sbirciare il sito della coldiretti si possono conoscere le dislocazioni.
Si sta diffondendo rapidamente sempre di + e sta guadagnando enormemente il favore tra la gente.

Mesi orsono le aziende del latte (le grandi multinazionali ) si sono mosse mediaticamente contro il latte crudo xke sta minando fortemente i loro interessi adducendo una quanto improbabile fattore sicurezza e dicendo che il latte crudo deve essere x forza bollito prima del consumo, in realtà se si bolle si perdono molte qualità e il ministero ha fatto apporre dei volantini su alcuni distributori che avvertono dell’obbligo di bollire il latte prima del consumo solo x soggetti dal sistema immunitario o debole come gli anziani o non ancora del tutto formato, come nei bambini.
Io non lo faccio bollire e non mi è mai successo niente ,danno di solito una scadenza di 48 ore che è d’estate è tassativa (altrimenti vi trovate in frigo una bottiglia di formaggio!!)mentre d’inverno con queste temperature sotto zero dura di +.
Spero di essere stata esaustiva!

ciao paola

BioBottega (prodotti bio & eco a Torino)

Per poter scegliere, ecco la lista dei prodotti non testati!
Il problema è che la maggior parte di queste marche son difficili da trovare!!!
Dove???

Biobottega …molte lì ci sono, la più fornita è quella di via Pietro Cossa angolo Corso Regina (Torino), altrimenti contattando qualche ente animalista tipo la Lav, ad esempio proprio davanti la sede, in via Rocciamelone (TO), c’è un punto vendita dyamond’s(credo di aver scritto nel modo esatto).

meno carne più vita

Lucy Siegle (The Observer, UK)

I formaggi ricavati dal latte di mucca hanno un’impronta ecologica dalle 9 alle 21 volte più alta di quella dei formaggi vegani.

Importare 1 kg di frutta e ortaggi in aereo ha lo stesso impatto che produrre 1 kg di carne.

Anche il pesce è un alimento poco sostenibile: i pescherecci consumano circa 3.4 litri di carburante per chilogrammo di pescato.

Entro il 2050 la produzione di carne raddoppierà.

In media per produrre 1 kg di proteine animali ne servono 10 di proteine vegetali.

Gli animali allevati consumano 760 milioni di tonnellate di cereali all’anno, sette volte più di quelli usati per produrre biocarburanti.

Il 30% della superficie terrestre non coperta dai ghiacci è coinvolta nell’allevamento del bestiame.

La zootecnia è la principale responsabile del riscaldamento globale: le aziende del settore producono il 18% delle emissioni di gas serra, più di quelle dei trasporti.

Continuando ad aprire allevamenti rischiamo di far sparire tutte le altre forme di vita. Molte specie a rischio d’estinzione sono minacciate dall’erosione di vaste aree dei loro habitat, divorati dalla irrefrenabile crescita del settore zootecnico.

Per combattere il riscaldamento globale è meglio diventare vegetariani che comprare un’auto ibrida.

La carne biologica riduce di molto l’impatto sull’ambiente.

E’ il momento di diventare vegetariani.

la categoria delle uova…compra le “0”

Forse non tutti sanno che…
…le uova di gallina che compriamo al supermercato hanno un codice numerico stampato sul guscio (e/o sulla confezione) che identifica il METODO industriale con cui le galline ovaiole sono state allevate (qui il link alla descrizione delle categorie by wiki) e, riassumendo:
Quando il primo numero è un “3” significa che la gallina è cresciuta in gabbia in condizioni allucinanti. Essendo la tecnica d’allevamento più economicamente efficiente sono le più diffuse ma…guardate il filmino e capirete perché v’invito ad evitare di comprarle:

Quando il primo numero è un “2” significa che la gallina è cresciuta a terra ma sempre in condizioni inaccettabili: consiglio anche in questo caso di evitare l’acquisto.

Quando il primo numero è un “1” significa che la gallina è cresciuta all’aperto. Finalmente condizioni decenti: acquisto accettabile.

Quando il primo numero è un “0” significa che la gallina è “bio”. Sia l’animale che il trattamento sono economicamente ed eticamente ricercati. Il costo del  prodotto OVVIAMENTE sarà maggiore alle galline in gabbia ma questo non dovrebbe influire sulla vostra economia mentre fa una grande differenza sulla qualità della vita della gallina: acquisto consigliato.

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