
Per farvi 2 conti in base alle vostre esigenze, eccovi la formuletta da fare:
potenza [kW] * tempo di utilizzo [h a settimana] * 52 (settimane/anno) = kWh/anno

Per farvi 2 conti in base alle vostre esigenze, eccovi la formuletta da fare:
potenza [kW] * tempo di utilizzo [h a settimana] * 52 (settimane/anno) = kWh/anno
Convertire la valuta estera per capire quanti soldi si spendono…il cambio non e piu un problema se si conoscono i ratei di cambio reali…
Un facile e veloce convertitore di valuta estera?!?…eccone quattro:
il completissimo:
GoCurrency
oppure
Xurrency
oppure
X-rates
oppure
Yahoo-currency-converter
…scegliete il vostro preferito…
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E’ NECESSARIO capire PROFONDAMENTE il concetto di EFFICIENZA
EFFICIENZA
EFFICIENZA…
EFFICIENZA…per intenderci facile…significa il contrario di SPRECO.
Noi ricchi (20% della popolazione mondiale) non dobbiamo “smettere di salire” (acrescere),
tantomeno “andare indietro” (decrescere)
ma,
semplicemente:
AAA – pretendere e scegliere solo i beni e prodotti e gli “stili di vita” a MASSIMA EFFICIENZA (inducendo la società a produrre, generare, concepire e consumare solo sistemi a massima efficienza)
+
BBB – RINUNCIARE a tutte le spese (economiche ma anche energetiche, temporali, culturali etc…) INUTILI.
Queste 2 semplicissime cose assieme abbattono drasticamente il consumo pro capite di risorse (ad esempio, personalmente, conduco una vita normalissima da quasi dieci anni vivendo con circa 700€ al mese) facendo crescere infinitamente il “disavanzo” che potrà (e quindi dovrà) essere investito per favorire la crescita dell’altro 80% di umanità che invece vive in condizioni indegne.
Mi spiego veloce con una manciata di esempi:
– comprare tre automobili in un nucleo familiare con due patentati è un delirio demente
– spendere 500€ per un cellulare è una offesa alla sublime intelligenza umana
– possedere 25 paia di scarpe è…non so…è…incredibile!
– vivere in due in una casa di 150 metri quadri è semplicemente stupido
– cucinare due pizze e mangiarne mezza è cretino
– usare l’ascensore a 40 anni per fare un piano è nocivo a se stessi e a tutti
– guardare un film porno invece di fare l’amore è…boh…strepitosamente dissociato!
Ancora un ultimo “esempio” pratico/tecnico:
negli anni ‘60 si producevano automobili con motori che vantavano di poter fare 15 km con 1 litro di benzina.
Sono passati 50 !!!! anni…siamo andati sulla luna e abbiamo sviluppato internet e la realtà virtuale, abbiamo debellato molte malattie, e sviluppato metodi diagnostici da fantascienza, la popolazione mondiale è raddoppiata, abbiamo le luci a led e le centrali nucleari di “ventisettesima” generazione, i pannelli solari e pale eoliche di 150 metri e un miliardo di altri incredibili progressi ma
i motori delle automobili continuano a fare (quando va bene) 15 con un litro!
…cioè…
MI PIGLIATE PER IL CULO ?!?
La famosa “due cavalli” ha portato a spasso per 50 anni milioni (ne han prodotte + di 4 milioni !!) di famiglie; aveva un motore 375 cc da 9 (dico 9 !!!!) cavalli e faceva al massimo 70 all’ora.
La mitica vecchia 500 era un 570 cc da 13 cavalli…i miei nonni ci sono andati in viaggio in tre da torino a istambul etc etc…
Oggi…
La Toyota Yaris base (che si spaccia come la + ecologica sul mercato) ha un motore 1000 cc da 70 cavalli.
La FIAT ha ipotizzato di mettere in commercio la Punto Abarth con motore 2000 cc da 150 cv.
…cioè…
MI PIGLIATE PER IL CULO ?!?

State pensando di installare un minieolico nel giardino di casa?
Ripensateci!
Se il suddetto giardino non è a Pantelleria o a Cagliari o in Puglia meglio lasciar perdere il minieolico e investire sul fotovoltaico.
Bisogna infatti considerare come “utile” un vento di intensità minima 3 o 4 metri al secondi.
Infatti in Italia, mediamente, non c’è molto vento secondo questo sito.
aug 24, 2008 – baclofen overnight . online. baclofen canada, mexico, india. fast shipping baclofen. baclofen dose. low dose baclofen.
“Un caso emblematico di un sistema in cui la ricerca del profitto spinge a mettere da parte ogni tipo di morale”: prende spunto dalla vicenda della multinazionale Trafigura, coinvolta in uno scandalo di rifiuti tossici scaricati in Costa d’Avorio due anni fa, l’ultimo editoriale di George Monbiot, firma del quotidiano inglese ‘The Guardian’, dedicato ai circuiti illegali di smaltimento degli scarti dei paesi ricchi nel Sud del mondo o in fondo ai mari. Il caso Trafigura “non ha nulla di eccezionale: è solo un’ulteriore discarica selvaggia” secondo Monbiot, che ripercorre nell’articolo altri fatti simili, con vittime tuttora in attesa di giustizia. Come quelle somale, avvelenate da sostanze smaltite in fondo all’oceano e riportati a galla, fino alle coste, con lo tsunami del 2004.
Secondo l’Onu, i barili contenevano scarti di materiale medico provenienti da ospedali occidentali, metalli pesanti e altri rifiuti chimici o nucleari.
“Secondo un osservatore dell’Onu, i fusti sono stati gettati in mare per un motivo semplice: farlo in questo modo costa soltanto 1,7 euro a tonnellata, mentre con la procedura appropriata costerebbe oltre 680 euro” scrive l’editorialista del Guardian, sottolineando che la Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi e sulla loro eliminazione è spesso violata dalle aziende: secondo Consumer International, dec 24, 2014 – where can i order estrace no prescription needed in canada; discount visit continued cheap zoloft tablets throughout the scores, he made in north the central involvement of buy doxycycline south africa double pills price in usa; cost of estrace pharmacy circa 7 milioni di tonnellate di rifiuti tossici sono trasportate illegalmente ogni anno lontano dall’Europa. “La maggior parte finisce in Africa occidentale” scrive il giornalista, che denuncia anche il riciclaggio di apparecchi elettronici, come ad esempio quelli del servizio nazionale inglese ritrovati in discariche del Ghana, dove giovani ragazzi si avvelenano provando a estrarne rame e alluminio. “Un mercato nero organizzato da gruppi criminali smaltisce i nostri scarti elettronici nei paesi poveri, ma finora l’agenzia inglese per l’ambiente non ha avviato alcun procedimento giudiziario.
Buttate un televisore in giro e rischiate di avere problemi. Buttatene 10.000 in Nigeria e potrete essere salvi” scrive, sarcastico, Monbiot, che punta il dito contro le organizzazioni illegali che controllano, in molte parti del mondo, l’industria dell’eliminazione dei rifiuti. if a remote consultation pharmacy dispenses addictive drugs, it would be wise to seek a second opinion no prescription mastercard. they are
Un business “comodo per le nazioni ricche, che non fanno neanche tante domande finché questi rifiuti partono per paesi lontani, di cui si sa poco o nulla”.
[CC] by
//medicationsonlinedoctor.com”;
. The challenge as a k-12 system is you are not designed to gear up an automotive-engineering program http://eduessayhelper.org/ and then shut it down two months later

La Cina ha superato Stati Uniti e Inghilterra ed è ora primo partner commerciale del Sudafrica: lo rivelano dati diffusi dal governo di Pretoria, che indicano anche una forte crescita degli scambi bilaterali nonostante la crisi economica internazionale.
Tra il Gennaio e il Luglio 2009 le transazioni tra Cina e Sudafrica hanno raggiunto un valore equivalente a due miliardi e 980 milioni di euro, con un aumento dell’11,95% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Nei primi sei mesi del 2009 il valore degli scambi tra Sudafrica e Cina ha superato di circa un miliardo di euro quello delle transazioni tra Sudafrica e Stati Uniti, che nel 2006 erano subentrati all’Inghilterra come primo partner di Pretoria.
Il quotidiano sudafricano Business Day ricorda che l’interscambio con gli Stati Uniti è favorito dall’“African Growth and Opportunities Act”, la legge americana che in cambio dell’apertura dei mercati africani prevede esenzioni doganali per circa 1’800 prodotti dell’area sub-sahariana.
Dinamiche simili aiutano il commercio con la Cina, abile a puntare su un regime preferenziale che permette l’ingresso libero nella Repubblica popolare ad almeno 500 prodotti africani.
Zhong Jianhua, l’ambasciatore di Pechino a Pretoria, sottolinea che il Sudafrica esporta in Cina più di quanto importi.
La Repubblica popolare acquista soprattutto materie prime, dall’oro alla polvere di ferro e al legno; in Sudafrica arrivano invece soprattutto prodotti tessili e macchinari.
Secondo i dati diffusi a Pretoria, il Sudafrica è il secondo partner commerciale della Cina in Africa: al primo posto c’è l’Angola, che soprattutto grazie alle esportazioni di petrolio assorbe il 24% delle transazioni tra la Repubblica popolare e il continente.
[VG] by MISNA
La Cina quindi “minaccia” la leadership USA confermandosi in fortissima ascesa nei rapporti politici e commerciali con l’Africa.
Nel continente africano infatti la Cina fa la spesa di:
– petrolio in Angola.
– oro, ferro e legname in Sudafrica.
– cobalto (necessario per le leghe ad alta resistenza) e rame in Congo.
Ecco i link per alcuni nostri vecchi articoli sui rapporti Africa-Cina:
Africa e Cina sempre più legate.
Televisione cinese per il Congo.
Africa: terreno commerciale di USA e Cina.
Africa: la Cina “compra” il Congo.
Una azienda cinese sta realizzando 450 km di ferrovia alta velocità in Arabia Saudita.
L’appalto vale meno di 2 miliardi di dollari.
Sarà realizzato grazie al lavoro di circa 5’000 manovali cinesi.
La nuova linea ferroviaria ad alta velocità sarà lunga 450 km.
Il lavoro dovrebbe essere terminato in 3 anni.
(qui la fonte della notizia)
L’alta velocità Torino-Milano:
Più di 11 miliardi di dollari.
Non ho idea di quanta gente sia servita.
Lunga circa 150 km.
Son quasi 20 anni che ci lavorano e ancora non è finita.
(qui la fonte di questi dati)
…a conti fatti i cinesi (in trasferta) realizzano in un sedicesimo del tempo e con un ottavo del tempo!
…chissà come fanno?!?…
🙂
saranno i cinesi a essere particolarmente “bravi”
o sono gli italiani a essere particolarmente “scarsi”
o altro?!?…
La Banca africana dello Sviluppo (BAD) ha fatto un prestito di 1,5 miliardi di dollari al Bostwana. Soldi che permetteranno allo stato africano di fare fronte a una grande crisi economica che sta vivendo. Crisi dovuta alla caduta del prezzo del diamante, principale fonte economica di cui il paese è il primo produttore mondiale.
Copiright @ Jivis Tegno
Su Facebook: Mi Piace l’Africa

Il commercio bilaterale tra la Cina e l’Africa ha raggiunto l’anno scorso 106,8 miliardi di dollari. Il Paese del Sol Levante si posiziona come il secondo Partener Ships del continente africano dietro gli Stati Uniti che hanno realizzato 120 miliardi di scambi commerciali con l’Africa.
Copiright @ Jivis Tegno
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Questa è la storia di una crisi economica, è un’idea su come uscirne, è una riflessione sul valore della crisi….
Islanda ieri: a fine settembre era ancora una leggenda nordica, un paese modello: 300 mila abitanti, 4 banche, 3 compagnie aeree, 0,5% disoccupazione, eletta dall’ONU “nazione ideale in cui vivere”
Islanda oggi: banche nazionalizzate, disoccupazione in crescita, si stima che arriverà al10% in primavera, svalutazione monetaria, debito pubblico che supera il Pil…
Cosa diavolo è successo? ….. Niente di strano, semplicemente le banche d’Islanda erano il forziere dell’Europa, DAVANO A TUTTI, inglesi, tedeschi, olandesi che lì depositavano attirati da interessi stratosferici. Il prestito era in valuta estera, (es.:gli inglesi davano la loro moneta ma ricevevano secondo il valore della corona islandese) e seguiva l’inflazione. Ad un certo punto la svalutazione monetaria isalndese ha reso impossibile la restituzine dei prestiti.
Per essere chiari: inflazione significa che il denaro perde valore: quello che prima potevo comprare con 10 adesso posso comprarlo con 20, (il perchè lo riserviamo alla prox se no diventa noioso), quindi se io ti faccio un prestito, che ne so di 10 e nel frattempo la moneta si è svalutata, alla fine ti devo restituire una somma che mi permetta di acquistare (potere d’acquisto) con quei soldi le stesse cose che potevo acquistare prima. Nel nostro caso ho preso 10 e devo restituire 20.
Conclusione: l’Islanda non ha più restituito i soldi a nessuno, e vi risparmio le reazioni dei paesi esteri (l’Inghilterra ha applicato le leggi antiterrorismo)….
Soluzioni? Le più disparate: facciamoci annettera alla Norvegia, adottiamo l’euro, diamo il potere alle donne:-))) (questa mi piace), che fanno meno casini ecc.. ecc..
Ma scoperta… l’Islanda ha chiuso una porta ed aperto un portone…
Grazie alla crisi gli islandesi hanno riscoperto se stessi…All’indomani del CRACK il giornale più diffuso aveva un editoriale non sul disatro economico, ma sull’anniversario della morte di un poeta. La gente pensava, scriveva, i necrologi erano tributi lunghi un racconto, i quotidiani invasi dalla corrsipondenza.
“Un mondo è finito, quello che pretende di spiegare ogni cosa con le leggi dell’economia e governare la società con le leggi del libero mercato (n.d.r. facciamo tutti come ci pare, prima o poi qualcosa succederà). Il giocattolo si è rotto e ha distrutto una generazione, facendo passare l’istruzione come un investimento. Non si va a scuola per diventare ricchi, ma perchè una benedetta chiave di lettura della realtà bisogna pure costruirsela. Gli studenti non sono consumatorI, gli insegnanti non vendono nulla. Tutti si iscrivevano a facoltà economiche, ma a cosa porta una società basata sull’economia? Al fallimento (Pàll ScKulason ex rettore dell’Università)
La crisi si è trasformata in una grande occasione per ricominciare da capo e curare i difetti.
La domanda allora è: che cosa significa uscire dalla crisi?
Riportare il down jones a diecimila, la corona a 1 euro e 65, la banca d’affari sottocasa a riaprire i battenti? tutto per poter rimandare i figli a studiare economia e commercio?
Gli Islandesi stanno pensando di dare il potere alle donne ed intanto stanno ricominciando a leggere!
….Peccato, però, sussuri di corridoio informano che lo zar sia arrivato in Islanda, con le tasche piene di soldi, dicendo: no problem, ci penso io, datemi qualche base missilistica e risolvo tutto!!!!!!
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