Mese: Novembre 2008 Pagina 4 di 6

doccia a tempo di musica

Spesso mentre mi faccio la doccia metto su un pò di musica e cerco di non stare sotto l’acqua per più di due canzoni!

:-)))

Miele di Manuka – disinfettante naturale

Il miele di Manuka viene dalla Nuova Zelanda ed il polline raccolto dalle api proviene dalla pianta di Manuka (Leptospermum scoparium). Questo miele ha un potere antisettico di molto superiore rispetto ad altri tipi di miele ed e’ stato introdotto gia’ da un paio d’anni in pratiche ospedaliere (in Nuova Zelanda ed in Inghilterra per quanto ne so io). Oltre ad essere utile per applicazioni esterne (ferite, acne.. ), il miele di Manuka e’ anche molto efficace per prevenire ed alleviare problemi gastrici, irritazioni alla gola e gengive. Il fattore antisettico e’ espresso in UMF (Unique Manuka Factor) e varia generalmente tra 10+ per un potere antisettico piu’ basso e 30+ per il piu’ alto. E’ stato testato che l’assunzione di questo miele aumenta le prestazioni spotive di lunga durata del 6%, al pari di altre fonti di carboidrati specifiche per lo sport presenti sul mercato, in tutta naturalezza.

quali mezzi di trasporto usare?

Quali sono le scelte da farsi per riuscire a rispettare il principio delle 3 E?
E’ giusto dire che viaggiare verso paesi del terzo mondo e’ piu’ economico, ecologico.. e forse piu’ etico?
Treno?…Aereo?…Bus?…

A mio parere il confronto deve essere fatto tra treni ad alta velocita’ ed aerei operati da compagnie low cost con fattori di riempimento del 90%. Generalizzando, almeno per quanto riguarda l’Europa, si puo’ dire che il treno e’ il mezzo da utilizzare per distanze fino a circa 6/700Km, oltre questa distanza la concorrenza e’ spietata. Se le distanze aumentano il treno diventa meno competitivo.
E’  comunque difficile dare una risposta assoluta in quanto prima di scegliere bisogna decidere quanto si vuole spendere in termini di tempo e denaro dando cosi un prezzo ai superiori consumi di carburante che l’aereo deve sostenere per passeggero.

Tutti in carrozza?
Si. Ma solo se i cavalli che scelgliete sono molto robusti, di modo che l’utilizzo di medicinali sia ridotto al minimo.. 🙂

o contatori elettronici o niente bolletta intelligente

La fascia di consumi low cost attualmente è ancora un’utopia, ci vogliono i nuovi contatori a diplay e non sono ancora in tutte le case, che io sappia.

quando faccio la spesa mi porto i sacchetti da casa

Buona abitudine sarebbe anche, oltre il riciclo della plastica già acquisita, cercare di portarcene meno a casa. Tenete sempre in tasca o in borsa una sacca in tessuto, tessuto xchè è robusto e occupa molto poco spazio, per i piccoli acquisti quotidiani; latte, pane, giornale, etc. Risparmierete così almeno 1 sacchetto al giorno. Per la spesa grossa, ormai tutti i supermercati hanno in vendita, di solito a 1 euro, dei borsoni robusti e capienti, normalmente realizzati a loro volta con materiali riciclati. Lo si acquista la prima volta e poi lo riusi all’infinito, visto che ciascun sacchetto si paga 5 cent. direi che è molto + comodo e furbo.

con la soda si pulisce tutto

Mia nonna con la soda puliva tutto! Ora vi spiego cosa ci si può fare, poi andiamo a vedere se è così dannosa.

Allora 2 cucchiai di soda sciolta in acqua tiepida vi permette di sgrassare a fondo qualsiasi superficie: fornelli, sanitari, pavimenti, forni, padelle incrostate, pulisce a fondo e fa tornare come nuova ogni cosa. Non è abrasiva, se la sciogliete bene prima dell’uso, quindi potete usarla anche sulle superfici liscie, non riga. Aggiunta al detersivo per il bucato, sia a mano che in lavatrice, è addolcente dell’acqua e aiuta ad eliminare le macchie. Non usare con tessuti delicati. Anche solo come anticalcare è mooolto + conveniente e meno inquinante, fosse anche solo per l’assenza di tensioattivi, presenti in tutti i detergenti, anzi + schiuma fanno, quindi “sgrassano”, + ne contengono e sono molto inquinanti e, alla lunga dannosi x la pelle.

Cos’è la soda: (informazioni prese da wikipedia, ovvio!) link

Il carbonato di sodio (o soda o carbonato sodico) è, come l’idrogenocarbonato di sodio, un sale di sodio dell’acido carbonico. A differenza di quest’ultimo, nel carbonato entrambi gli ioni idrogeno dell’acido sono stati sostituiti da ioni sodio.

A temperatura ambiente si presenta come una polvere cristallina bianca. Per riscaldamento tende a decomporsi liberando biossido di carbonio (calcinazione) gassoso. Sciolto in acqua, produce una soluzione basica; una soluzione di 50 g in un litro di acqua a 25°C ha pH 11,5.

Trova impiego nella fabbricazione del vetro, di prodotti quali silicato e fosfati di sodio, nell’industria della carta e nella produzione di detergenti. In chimica, è un moderato reagente alcalinizzante, l’unico prodotto di scarto è il cloruro di calcio.

È tra gli additivi alimentari codificati dall’Unione Europea, identificato dalla sigla E 500.

Simbolo di rischio Xi = irritante
IRRITANTE
Classificazione: sostanze o preparazioni non corrosive che, al contatto immediato, prolungato o ripetuto con la pelle o le mucose possono espletare un’azione irritante.Precauzioni: i vapori non devono essere inalati ed il il contatto con la pelle deve essere evitato.

sant’anna bottiglie ecologiche

L’acqua Sant’Anna vanta in recenti pubblicità l’imminente “entrata in servizio” di bottiglie fatte in “plastica vegetale”.
Insomma…bottiglie “eco-sostenibili”…finchè non vedo non credo ma spero…
Aspettando la Britta fatta in materiali ecologici, se non avete nemmeno la Britta in plasticaccia e proprio dovete comprare le bottiglie…

motore a idrogeno = vettore di energia

L’idrogeno puro non è disponibile nel nostro pianeta. La maggior parte dell’idrogeno “conveniente” può essere estratto da altre sostanze con procedure chimiche ed elettrolitiche, oppure può essere prodotto da altri combustibili utilizzando sostanze ad elevato contenuto energetico, come i combustibili fossili, ma questi metodi, oltre ad esaurire risorse non rinnovabili, generano CO2 in quantità maggiori rispetto ai motori convenzionali, aggravando l’effetto serra rispetto al loro utilizzo diretto negli autoveicoli.

L’idrogeno può essere prodotto con l’elettrolisi utilizzando grandi quantità di energia elettrica prodotto dalle dighe e dalla loro acqua.

Anche l’energia nucleare può fornire quest’energia, con le implicazioni che ne conseguono. Alcune fonti “pulite” (eolico ed in un futuro il solare) in alcune regioni soleggiate, desertiche, o con venti costanti sono capaci di generare energia in un modo economicamente conveniente, specie se si tiene conto delle “esternalità” delle fonti di energia convenzionali come il petrolio (che non è rinnovabile, estremamente inquinante per l’ambiente, finanzia regimi politicamente instabili, e che in pratica obbliga a disporre truppe nei luoghi di produzione e transito) che dovrebbero essere calcolate per le fonti energetiche, ma che i maggiori governi per varie ragioni non vogliono conteggiare[senza fonte].

Comunque, le fonti “pulite” tendono a produrre energia di bassa intensità (utili per esempio a fini domestici come l’illuminazione o per macchinari a basso consumo), ma non le ingenti quantità di energia termica (più di 1000 gradi) richieste per estrarre masse significative di idrogeno con metodi come la elettrolisi termochimica. Questo è noto come il problema della produzione.

L’idrogeno ha anche una bassa densità (pari a 0,0708 g/cm3 a -253 °C). Questo significa che è necessario un serbatoio abbastanza capiente per immagazzinarlo, anche impiegando energia addizionale per comprimerlo, cosa che comporta problemi di sicurezza per l’alta pressione del gas. Il grosso e pesante serbatoio ridurrebbe l’efficienza del veicolo per via del maggiore peso da trasportare. Dal momento che è una molecola piccola ed energetica, l’idrogeno diatomico tende a diffondere attraverso ogni materiale di rivestimento che venga utilizzato per il suo contenimento, portando all’imbibizione di idrogeno dello stesso materiale, oppure indebolendo il suo contenitore. Questo viene chiamato il problema dell’immagazzinamento.

Altri proponenti si immaginano fonti di idrogeno locali in ambito rurale, anche se gli ostacoli che si frappongono ad eventuali grossi generatori di idrogeno ad alta efficienza in mezzo alla campagna sono meno gravi rispetto a quelli che si presenterebbero in ambito urbano.

La pila a combustibile (o fuel cell) è un dispositivo con prototipi ancora costosi ed ingombranti. Spesso richiedono costosi metalli della serie chimica del platino ed altre che hanno una vita utile troppo breve. Dal momento che la diffusione dell’utilizzo dell’idrogeno come una fonte portatile di energia ha senso soltanto se impiegato in pile a combustibile (la semplice combustione con l’ossigeno atmosferico in motori a combustione interna produce inquinanti come i NOx, rumore, ed ha una bassa resa energetica), le persone che auspicano una economia all’idrogeno sperano che i progressi nelle nanotecnologie e nella produzione in serie ridurrà questi problemi in modo di rendere queste pile efficaci in rapporto al loro costo.

In termini semplici, la futuribile economia dell’idrogeno sarebbe condizionata dal requisito di partenza della produzione dell’idrogeno con fonti non-fossili come quelle (ad esempio rinnovabili, nucleare), che impiegherebbe alcuni metodi (principalmente l’elettrolisi) per produrre idrogeno sotto forma di gas che sarà usato in molti settori dell’economia come una fonte di energia immagazzinabile, che lentamente sostituirebbe le fonti di gas serra come carbone, petrolio e metano, costituendo un’alternativa ecologica, ed economicamente conveniente rispetto all’odierno sistema basato su combustibili fossili.

Attualmente però l’unico sistema di produzione di idrogeno economicamente sostenibile è il reforming di materie prime fossili.

Ribadisco il concetto di “vettore di energia”: l’aria non si comprime a “gratis” nelle bombole!…bisogna spingercela dentro a forza!…per farlo bisogna usare compressori. I compressori consumano energia per lavorare. Quindi a valle del “motore ad aria compressa” non esce null’altro che aria ma a monte delle bombole di energia ne è stata utilizzata un bel pò e se questa energia o è prodotta con moderne tecniche eco-friendly (pannelli, nucleare, turbine eoliche etc…) o siamo d’accapo.

il metano infos generali

da Wikipedia (link):

Il gas naturale compresso a 220 [bar] viene usato come alternativa meno inquinante ad altri carburanti. Viene comunemente chiamato “metano” anche se in realtà è una miscela di gas, composta in gran parte da metano ma anche da altri idrocarburi leggeri.

Nel 2003, gli stati con il maggior numero di veicoli a gas erano Argentina, Brasile, Pakistan, India, Italia.

Il risparmio economico a parità di percorrenza ottenibile con un’auto a metano è di circa il 60% rispetto alla benzina e al gasolio.
Inoltre il gas naturale possiede, fra tutti i combustibili fossili, il rapporto più elevato tra energia sviluppata e quantità di anidride carbonica emessa.

Da notare che i distributori di metano italiani prelevano direttamente dalla rete che fornisce anche le utenze domestiche e industriali, non dispongono di cisterne nelle quali è immagazzinato il metano liquido. L’Italia è il Paese più metanizzato al mondo, che possiede più chilometri di condutture, premessa necessaria per creare una rete di distributori per autoveicoli altrettanto capillare. In questo modo, viene meno un trasporto di un materiale potenzialmente esplosivo in mezzi su gomma, e l’inconveniente legato all’assenza di combustibile durante gli scioperi degli autotrasportatori.

Per quanto riguarda la tipologia più classica e diffusa di auto bifuel metano-benzina, l’installazione dell’impianto a posteriori consente di avere un’auto ibrida che si muove a benzina, oppure a metano (attivando un apposito pulsante). Il metano è commercializzato allo stato gassoso e vengono riempite le bombole installate sulla vettura.

Il sistema misura la massa del gas che viene erogato e per questo il prezzo del carburante è espresso in funzione non del volume ma della massa. Attualmente (agosto 2007) il prezzo medio al distributore è di circa 83 centesimi di euro al kg. Un kg di metano equivale all’incirca ad 1,5 litri di benzina.

L’autonomia della vettura dipende dalla capacità delle bombole installate e può variare considerevolmente, mediamente per un’auto di segmento “B” con carrozzeria a 2 volumi la capacità in litri installabile varia da 60 a 80 litri, con una capacità di carica espressa in kg di circa 10/13 kg di metano compresso, un costo di circa 8/11 € a pieno e un’autonomia intorno ai 200/300 km. Le auto di taglia maggiore (SW-monovolume) possono arrivare a caricare 20 o più kg di metano compresso per un’autonomia che può variare tra i 350 e i 450/500 km a seconda del consumo, del percorso e dello stile di guida dell’autista.

Siccome il metano è un gas, tra un pieno e l’altro ci possono essere differenze considerevoli di carica in kg (dipende dalla temperatura, dalla densità del metano stesso, dalla provenienza del gas (produzione italiana o russa hanno una percentuale di metano intorno al 98/99%; il metano di provenienza olandese si aggira sull’87/90% e tra l’80 e l’85% per l’algerino), dalla taratura della pressione di stacco dell’erogatore etc…). D’estate perciò si carica tendenzialmente di meno e d’inverno si carica tendenzialmente di più, con variazioni anche del 15% tra le due stagioni.

Il costo dell’impianto è di circa 1500/1800 € per il tradizionale (aspirato) per salire a circa 2200/2600 € per il sequenziale.

Al cambio macchina si può recuperare una parte dell’impianto (ad esempio le bombole e le valvole delle stesse) con un risparmio fino al 30% sulle nuove installazioni; per questo in teoria il costo maggiore si avverte al primo montaggio, ma questo solo fino ad un certo punto, infatti le auto più recenti richiedono quasi obbligatoriamente l’installazione di impianti sequenziali fasati per evitare conflitti con l’elettronica di bordo e relativi malfunzionamenti dell’impianto gas.

Esistono anche vetture alimentate a solo metano, dette “monovalenti” o con una piccolo serbatoio di riserva di benzina di capacità inferiore a 15 litri, in effetti bivalenti ma che per la normativa europea vengono ugualmente classificate come “monovalenti”. Questa soluzione è stata introdotta perchè le vetture monovalenti godono di esenzioni fiscali: in Italia viene scontato del 75% il bollo auto.

Le vetture “bivalenti” invece vengono fiscalmente trattate come i corrispondenti modelli a benzina, in quanto per il fisco italiano fa fede la potenza massima dichiarata, che è quella con alimentazione a benzina, appunto.

motore a benzina info generali

Da Wikipedia:

La benzina è un prodotto distillato dal petrolio. Da un litro di petrolio, solo il 10% diventa benzina dopo la prima semplice distillazione. Utilizzando le frazioni più pesanti (gasolio pesante e residui di distillazione) si possono ottenere molecole più piccole adatte ad essere usate come benzina.

L’uso come carburante della benzina impone che essa abbia determinate caratteristiche:

  • Adeguata volatilità (sufficiente per un rapido avvio del motore)
  • Buona capacità antidetonante (capacità di non accendersi per la semplice pressione del pistone)

Quest’ultimo dato si misura con il “numero di ottano” (NO). Questo è un indice di riferimento ad una scala, in cui 100 significa “poco” detonante e 0 è “molto” detonante. Per migliorare le proprietà antidetonanti della benzina si è in passato fatto ricorso ad additivi costituiti da composti del piombo ad alti effetti inquinanti. Esiste la benzina Superplus con numero di ottano pari a 98 che è ideale per le automobili particolarmente vecchie.

La benzina è estremamente infiammabile e quindi pericolosa per la sua alta infiammabilità a causa di una semplice scintilla.

La colorazione verde non è caratteristica del prodotto, ma ottenuta per aggiunta di apposito colorante.

Tra i possibili additivi della benzina, si hanno:

  • Alcol Etilico, è quello più “eco-compatibile”.
    L’alcol etilico al 95%, per via del 5% d’acqua che contiene, può essere invece addizionato alla benzina in ragione non superiore al 5%, al di sopra presenta infatti presenta problemi di stabilità della miscela che portano alla separazione delle due specie benzina ed acqua.
    L’alcol è un sostituto non tossico né cancerogeno di altri additivi presenti ora nelle benzine in funzione di antidetonante. Se di origine vegetale, il bilancio ambientale dell’anidride carbonica che rilascia in atmosfera è piú basso di quello di origine industriale, in quanto parte dell’anidride carbonica é assorbita durante la coltivazione della specie vegetale da cui è stato ottenuto.
  • Nitrometano, come l’alcol etilico non ha controindicazioni, questo additivo aumenta il ptere calorifico (circa il doppio rispetto alla benzina), riduce il potere antidetonante e richiede una minore quantità di comburente.
  • Metanolo, questo additivo è è tossico e induce depressione del sistema nervoso centrale, aumenta il potere antidetonante, ha un potere calorifico inferiore (circa la metà rispetto alla benzina) e richiede meno comburente
  • Acetone, vien utilizzato come antidetonante e usato fino al 5% aumenta la volatilità della benzina, migliorando l’avviamento.

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